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Irregolarità nella bonifica dell'area ex-Fibronit; la Guardia di Finanza la pone sotto sequestro

Indagati amministratori e direttori tecnici delle società coinvolte

Umberto Zanichelli

Email:

umberto.zanichelli@ievve.com

26 Maggio 2022 - 12:26

Irregolarità nella bonifica dell'area ex-Fibronit; la Guardia di Finanza la pone sotto sequestro

I militari della Guardia di Finanza appongono i sigilli all'area della ex-Fibronit di Broni

Il nucleo di polizia economico-tributaria della Guardia di Finanza di Pavia sta dando esecuzione in queste ore al sequestro probatorio dell’area della ex-Fibronit di Broni, una superficie di circa 140 mila metri quadri. Al tempo stesso sono in corso delle perquisizioni negli uffici della stazione appaltante e due società che si sono occupate della progettazione e dell’esecuzione dei lavori del 2° lotto di bonifica.

La ex-Fibronit si sviluppa su una superficie di 140 mila metri quadrati

La ex-Fibronit è compresa nell’elenco dei siti di interesse nazionale che rappresentano le aree contaminate di particolare ampiezza considerate pericolose e che per questo necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni di natura sanitaria ed ambientale.

I lavori sotto esame delle Fiamme Gialle riguardano il completamento dello smaltimento di manufatti e tubazioni collocati sui piazzali esterni, la bonifica dei capannoni contaminati dall’amianto e la rimozione e lo smaltimento di tutte le lastre di copertura e tamponamento degli edifici dell’intera area. Per questo intervento la società aggiudicataria ha ricevuto, a titolo di contribuiti e finanziamenti da parte del Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lombardia circa 8 milioni di euro.

La parte esterna della ex-azienda

I reati ipotizzati dalla Guardia di Finanza sono frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, inquinamento ambientale, omessa bonifica, attività di gestione di rifiuti non autorizzata nonché numerose violazioni sulle misure di prevenzione e protezione dal rischi legati all’amianto. Diverse persone, tra amministratori e tecnici, risultano indagate.

Le indagini sono partite nel 2019

Le indagini erano state avviate nel 2019 con un continuo monitoraggio dell’area hanno fatto emergere un sistema di frode in pubbliche forniture e prestazioni di servizi: in altre parole durante i lavori del 2° lotto di bonifica sarebbero stati violati gli obblighi e le prescrizioni progettuali autorizzate con l’effetto di non provvedere al corretto ripristino dello stato dei luoghi.

Secondo le risultanze investigative alcuni degli indagati, fra cui i direttori di cantiere, dei lavori e della sicurezza, avrebbero consentito che l’esposizione alla polvere di amianto o dai materiale contenente amianto non venisse ridotta al minimo, mettendo a rischio l’incolumità degli operatori e contaminando di fatto l’area interessata.

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