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La denuncia del sindacato di polizia penitenziaria

Detenuto aggredisce tre agenti: è il secondo episodio in pochi giorni

È successo giovedì mattina all’interno dalla casa di reclusione di Vigevano

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

16 Giugno 2022 - 21:08

Detenuto aggredisce tre agenti: è il secondo episodio in pochi giorni

La casa di reclusione di Vigevano (foto di Jose Lattari)

Si è scagliato contro tre agenti della polizia penitenziaria mentre era in corso la perquisizione della sua cella. Protagonista un detenuto magrebino, che è poi stato bloccato – ma non senza qualche difficoltà – da altri poliziotti arrivati in soccorso dei colleghi. Quella avvenuta questa mattina (giovedì), all’interno della casa di reclusione di Vigevano, è la seconda aggressione in pochi giorni ai danni del personale. L’ultimo episodio, infatti, avvenuto nel reparto femminile, è del 6 giugno: quel giorno una detenuta aveva prima insultato una agente e poi l’aveva colpita fino a farle perdere i sensi. Anche oggi, i tre poliziotti feriti hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso; sono stati tutti dimessi con prognosi tra gli 8 e i 10 giorni.

A segnalare l’episodio di oggi è stato il Sindaco di polizia penitenziaria (S.PP.): «La cosa più grave è che lo stesso detenuto da settimane si era reso protagonista di atti destabilizzanti l’ordine e la disciplina ponendo in essere azioni e atti autolesionisti – dichiara Mirco Savastano, segretario generale aggiunto di S.PP.Ci è inoltre stato segnalato che il detenuto, dopo l’aggressione, è stato lasciato presso la sezione di appartenenza, ovvero una sezione a regime aperto, e non è stato preso alcun provvedimento immediato.  Ora basta, siamo stufi di essere la cosiddetta “valvola di sfogo” di detenuti che mettono in continuo rischio l’incolumità del personale, sempre più abbandonato, sia per il reparto maschile che per il femminile. Ai colleghi vittime delle aggressioni e alle loro famiglie, va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ricordando che all’indignazione da molti manifestata devono seguire però dei fatti concreti, fatti che noi, come Sindacato di polizia penitenziaria, continueremo a porre in atto mediante le nostre continue manifestazioni di protesta e denuncia, al fine di indurre il mondo politico e i vertici dell’amministrazione – conclude Mirco Savastano – a un radicale cambio di tendenza in materia di gestione del sistema penitenziario, che deve porre al centro degli interessi non solo i detenuti, ma soprattutto chi il sistema lo regge e molte volte anche senza mezzi efficienti».

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