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Ubriaco, rapisce il figlio di 5 anni dopo aver malmenato la compagna e averla imprigionata in casa. Li ritrovano il giorno dopo

La folle fuga fino a Genova di un uomo di 32 anni, straniero, che guidava senza patente

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

01 Luglio 2022 - 21:47

Ubriaco, rapisce il figlio di 5 anni dopo aver malmenato la compagna e averla imprigionata in casa. Li ritrovano il giorno dopo

Un poliziotto prende per mano il bambino

Era ubriaco e fuori di sé. Ha costretto la compagna di 40 anni e il figlio di 5 a salire in auto. Dopo una corsa senza meta per le vie di Vigevano a velocità folle, è tornato a casa e ha malmenato la donna. Le serrava le mani al collo e le menava calci. Il peggio doveva ancora venire: ha caricato ancora con un pretesto il bambino in auto, ha chiuso la moglie a chiave dentro casa ed è fuggito via. Non aveva nemmeno la patente di guida italiana. Lo hanno ritrovato all'alba del giorno dopo al porto di Genova. Forse voleva imbarcarsi. Il piccolo sta bene. L'uomo, 32 anni, è in stato di fermo. Reati pesanti: rapina, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e sequestro di persona in danno del figlio minorenne.

La sera del 29 giugno la polizia di Stato di Vigevano è intervenuta presso un’abitazione. Ha trovato la quarantenne appena dopo essere stata picchiata. Era disperata, perché il convivente (in evidente stato di alterazione) era scappato col bambino chissà dove.

 

LA CORSA DA UBRIACO E LE BOTTE

L’uomo, dopo essere rientrato a casa ubriaco, aveva deciso di portare fuori a cena compagna e figlio. Almeno, così aveva affermato. Una volta in auto l’uomo, che non ha mai conseguito la patente di guida, invece di andare al ristorante, ha iniziato a percorrere a folle velocità le strade di Vigevano senza meta. Si era poi fermato in un bar per prendere delle lattine di birra. Le ha tracannate subito ed ha ripreso a guidare per le strade di Vigevano, correndo come un pazzo. Dopo un lungo giro in auto, con la musica ad alto volume, è tornato a casa. Nessuno aveva mangiato niente. Lì ha iniziato a litigare con la compagna, che gli aveva rimproverato di avere messo in pericolo lei e il bambino. L’uomo in tutta risposta l'ha afferrata stringendole le mani attorno al collo e trascinandola lungo il corridoio della casa per poi colpirla con dei calci. Continuando a trascinarla per i capelli, le ha fatto perdere per qualche istante conoscenza.

 

IL RAPIMENTO

In quel frangente ha raggiunto il bimbo in stanza da letto, convincendolo a seguirlo fuori di casa e a salire sull’auto. Mentre usciva di casa con il figlio, si è impossessato della borsetta, dello smartphone, del portafoglio con il denaro della donna e dei documenti d’identità di entrambi, oltre a tutte le chiavi di casa. Uscendo, ha chiuso a chiave e ha fatto salire il bambino in auto. La quarantenne, disperata, è riuscita a chiamare i soccorsi tramite una vicina di casa. Mentre un medico le curava le ferite, gli agenti iniziavano la caccia all'uomo. Le indagini hanno coinvolto sia le sue frequentazioni, sia la tecnologia: cercavano di ricostruire i suoi spostamenti tramite le celle agganciate dal telefonino.

 

 

LA CACCIA ALL'UOMO

C'era una direzione: la Liguria. Per questo, allertate la polizia di Frontiera di Ventimiglia e il Centro operativo autostradale della polizia di Stato ligure, gli operatori del commissariato non si sono persi d'animo. C'era un bambino da salvare. All'alba del 30 giugno i dati del tracciamento indicavano che il fuggitivo si trovava nell’area portuale genovese. Con la preziosa collaborazione delle pattuglie della Questura di Genova, le ricerche hanno circoscritto quella zona. Verso le 7,30 dell'indomani dal sequestro, giovedì 30 giugno, una volante della Polizia di Stato di Genova ha notato l’auto, il cui modello e targa erano stati segnalati dal commissariato vigevanese, parcheggiata nella zona centrale della città, senza persone a bordo. Uomo e bambino erano in un bar. Il 32enne è stato subito preso e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il bambino, che stava bene, è stato riaccompagnato a Vigevano a casa della madre dal personale della sezione Minori della Questura di Pavia, che aveva raggiunto appositamente Genova. Il malvivente (così risulta dai documenti) poteva guidare l'auto nel suo Paese, ma non in Italia.

 

LO STATO DI FERMO

Trovato anche in possesso di sostanza stupefacente, è stato sottoposto a fermo per i reati di rapina, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e sequestro di persona in danno del figlio minorenne. Il pericolo di fuga del soggetto con il figlio è risultato quanto mai concreto, in quanto si era impossessato dei documenti d’identità del bambino e della madre, idonei per l’espatrio. Inoltre si era fermato nelle vicinanze del porto da dove partono navi dirette all’estero, anche per il Paese d'origine. Viene ritenuto molto pericoloso, vista la sua aggressività nei confronti della partner.

 

 

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