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La protesta

Zona stazione ferroviaria, i residenti: «Qui è terra di nessuno». Avviata una petizione

Vigevano, le criticità rilevate: musica alta, risse e corse clandestine

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

06 Agosto 2022 - 21:41

La zona della stazione ferroviaria è “terra di nessuno”, petizione dei residenti

Foto di Jose Lattari

Una “no man’s land”, una terra di nessuno, dove «la città finisce» e inizia il “wild west”. Così alcuni residenti della zona descrivono la situazione fra il viale della stazione ferroviaria e l’inizio di via Cairoli, a Vigevano. «La fila di alberi sfiduciati che costeggia il controviale fa da barriera e sembra dire attenti: oltre noi, non c’è legge», dicono. Ed è per questo che alcuni cittadini si stanno attivando con una raccolta firme per sensibilizzare le autorità cittadine e l’amministrazione comunale su alcune criticità. A partire dalla difficoltà di riposare, specialmente nelle ore serali, a causa del rumore, della musica ad alto volume e perfino delle corse in auto.

«L’attacco arriva dai locali, con la musica ad alto volume che va avanti molto oltre le 23,30, orario in cui, almeno nei giorni feriali, per regolamento dovrebbe essere spenta o quantomeno molto ridotta: ma è solo l’inizio – scrivono i residenti in un documento che verrà poi consegnato alle autorità – Il bello viene dopo, verso mezzanotte, quando ai cori etilici delle canzoni pop si accompagna il rumore di auto che sembrano da corsa e che gareggiano fra loro, sgasando e pigiando sul clacson in allegra dissonanza. Chissà chi vincerà e chi perderà, intanto che il viale diventa una pista che speriamo non sia di avviamento alla corsia d’emergenza del pronto soccorso vicino: speriamo. Ma al peggio è bene non pensare; sarà bene invece chiudere le finestre, nonostante il caldo – quando si guida bisogna essere svegli, ci vuole attenzione sulle strade: anche per chi le imbocca di mattina presto. Nel frattempo però sono le 2, le 2,30 del mattino: a quel punto l’ouverture è finita e rifulgono le urla degli ubriachi, che arrivano già brilli e qui si danno il colpo di grazia rissando fra loro, grida feroci e spesso minacce laide, e dribblano le poche auto parcheggiate in piena carreggiata in quelle parti di strada ancora chiuse per lavori».

Secondo i residenti negli ultimi tempi sono aumentate le richieste di intervento alle forze dell’ordine per “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”. Ma, per il momento, le segnalazioni non hanno avuto effetti. «La chiusa deprimente del concerto, la sintesi del senso di squallore da periferia abbandonata che questi rumori portano con sé è il grido sconnesso di un ragazzo che da mesi, ossessivamente, tutte le notti taglia le strade con la sua bicicletta urlando e imitando, peraltro benissimo, il rumore di una moto da cross – riferiscono – Crede di fare il moto Gp: gli fanno eco le rombate potenti, convinte, di qualcuno che ogni notte decide di avviare la moto proprio sotto le finestre dei condomini, svegliando invariabilmente i bimbi che vivono poco più su: ma ormai sono le quattro, le cinque del mattino; e questo pianto infantile è il più gentile dei suoni che la strada generosa abbia offerto finora. (…) Lasciate ogni speranza, sembrano dire gli alberi del controviale: il centro è così, una zona di frontiera. I condòmini, i residenti che credono che il centro non debba per forza essere così stanno firmando, in questi giorni, una petizione articolata e serena. Il senso del documento è questo: esistiamo».

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