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LE INDAGINI DELLA GUARDIA DI FINANZA

"Caporalato" e frode nelle pubbliche forniture: 5 arresti nelle indagini del caso First Aid

Accertate anche violazioni di natura fiscale

Umberto Zanichelli

Email:

umberto.zanichelli@ievve.com

14 Settembre 2022 - 11:40

"Caporalato" e frode nelle pubbliche forniture: 5 arresti nelle indagini del caso First Aid

La First Aid opera in numerose regioni italiane

Cinque persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Pavia per associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e intermediazione illecita di manodopera in relazione alle indagini che hanno interessato la First Aid, cooperativa attiva nel settore dei trasporti sanitari in numerose regioni d'Italia. Gli arresti, tre custodie cautelari in carcere e due arresti domiciliari, hanno riguardato gli amministratori di fatto della società, i prestanome e alcuni dipendenti.

Le indagini della Guardia di Finanza sono iniziate nel marzo dello scorso anno

Gli arresti sono lo sviluppo dell'attività avviata nel marzo dello scorso anno che aveva già portato a quattro arresti e a perquisizioni e sequestri in diverse regioni, per appalti affidati in modo irregolare e non corretta esecuzione delle pubbliche forniture. Lo scorso ottobre, proprio con l'accertamento dell'utilizzo illecito di manodopera, il cosiddetto “caporalato”, il Tribunale di Pavia aveva disposto il sequestro preventivo dell'intero patrimonio dell'azienda per circa 5 milioni di euro oltre a quello equivalente di 200 mila euro in capo ai responsabili dello sfruttamento dei lavoratori. Il servizio non è stato mai interrotto perché il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario per la gestione aziendale. Nel corso delle indagini è emerso inoltre che uno degli arrestati si era illecitamente impadronito di materiale medicale per un valore di 200 mila euro, rinvenuti e sequestrati, in favore di un'altra società comunque riconducibile ai principali indagati.

Ad ottobre le Fiamme Gialle avevano proceduto al sequestro dei beni aziendali per 5 milioni di euro

L'attività investigativa dei finanzieri del Gruppo di Pavia e della Compagnia di Vigevano hanno accertato poi che molte gare di appalto, aggiudicate in tutta Italia, erano state vinte in modo irregolare. La cooperativa, che utilizzava prestanome per occultare la direzione effettiva di uno degli indagati, già condannato in via definitiva nel 2017, poteva proporre considerevoli ribassi manipolando i costi del personale, pagando il personale, che formalmente risultava volontario, con stipendi di molto inferiori a quelli fissati dal contratto collettivo nazionale e imponendo turni anche di 12 ore tanto che qualcuno era costretto a mangiare e anche dormire nelle ambulanze le cui condizioni igieniche, per di più in tempo di Covid-19, sono risultate precarie. Contestualmente è stato emesso l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti degli amministratori della coop per indebita compensazione, per avere utilizzato in compensazione crediti di imposta per oltre 490 mila euro ottenendo un ingente risparmio di imposta e per avere omesso il versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali per oltre 3 milioni e mezzo di euro.

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