Commercio, ancora un anno nero

E Ascom critica il mercatino natalizio in piazza: in tempi di crisi perchè dobbiamo accogliere nella nostra piazza attività di bancarelle che vengono da altre regioni, in questo caso dal Trentino, proprio nel mese di dicembre?

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14 Ottobre 2011 - 15:27

Il 2011 dei commercianti ha «superato ogni immaginazione», per usare la definizione forte scelta dal presidente di Ascom, Bruno Stopino. Nel quartier generale dell'Associazione commercianti vigevanese, in corso Vittorio Emanuele II, si respira un'aria diversa rispetto alle stanze dei calzaturieri e dei meccanici: l'industria, grazie all'export, vede una flebile luce in fondo al tunnel della crisi economica. I commercianti no, perchè i consumi non si muovono di un centesimo. Ed è una situazione percepibile a occhio nudo, come dice il presidente dei negozianti vigevanesi: «Basta fare un giro in centro e vedere quante sono le saracinesche chiuse. È una situazione pesantissima - prosegue Stopino - perchè dietro ogni piccolo negozio c'è una famiglia che rischia di ritrovarsi priva di reddito».  Il "solito" lamento dei commercianti? «No, no, la situazione è davvero grave e si assomma a due annate, 2009 e 2010, già difficilissime. Ci sono molte ragioni per questa crisi, molte delle quali non sono specificamente vigevanesi», dice Stopino. Il rilancio di Vigevano è ancora cosa lontana, se poi «si continuano a lanciare centri commerciali, se le nostre osservazioni al Pgt vengono totalmente ignorate, se in centro storico non si riescono a mettere tre fioriere dello stesso colore»: allora significa che nemmeno le piccole questioni trovano una risposta. E i commercianti vigevanesi, nell'avvicinarsi delle festività natalizie ora ne pongono una nuova: quella dei mercatini in Piazza Ducale. «Sappiamo che ci sarà ancora il Mercatino di Natale in Piazza Ducale - afferma Stopino - Però è un momento di crisi e nel periodo natalizio c'è l'opportunità di avere una boccata di ossigeno: perchè dobbiamo accogliere nella nostra piazza attività di bancarelle che vengono da altre regioni, in questo caso dal Trentino, proprio nel mese di dicembre? Da anni chiediamo all'amministrazione comunale di dislocare questi operatori all'interno delle fiere annuali di marzo, agosto e ottobre, creando spazi appositi».

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