Crisi riso: Coldiretti, bene pressing su UE. Straniero un pacco su quattro

E in Lombardia la Provincia di Pavia è la "prima risaia" d'Europa

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05 Luglio 2017 - 11:29

Crisi riso: Coldiretti, bene pressing su UE. Straniero un pacco su quattro

Con un pacco di riso su quattro venduto in Italia che ormai contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori è importante il pressing sull’Unione Europea a difesa del Made in Italy. È quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la richiesta avanzata dal Governo italiano alla Commissione europea per l'applicazione urgente della clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi sulle importazioni di riso lavorato dalla Cambogia, l'autorizzazione a sperimentare in Italia l'introduzione dell'obbligo di indicazione dell'origine in etichetta per il riso e misure straordinarie di sostegno al reddito dei risicoltori e di rilancio di una coltura strategica per l'Unione.
 
L’Italia - ricorda la Coldiretti - è il primo produttore europeo di riso su un territorio di 237mila ettari coltivato da 4263 aziende, per una produzione di 1,58 miliardi di chili, con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la situazione sta precipitando e a rischio c’è il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera. A livello lombardo si coltivano oltre centomila ettari a riso e la “culla del chicco” si conferma Pavia, prima provincia risicola d’Europa con oltre 84 mila ettari. Subito dopo vengono Milano con quasi 14 mila ettari e Lodi con più di duemila ettari, mentre Mantova ne conta circa 1.200. Le aziende che producono riso in Lombardia sono quasi duemila e Pavia si conferma in testa alla classifica: tra la Lomellina e il Pavese si concentrano 1515 aziende risicole. Al secondo posto si piazza la provincia di Milano (300 aziende), seguita da Lodi (69) e Mantova (67).
 
La produzione nazionale - sostiene la Coldiretti - sarebbe piu’ che sufficiente per coprire i consumi interni ma si preferisce speculare sulle importazioni low cost ad alto rischio che affossano le quotazioni del Made in Italy perché è possibile spacciare il riso straniero per italiano a causa della mancanza di un adeguato sistema di etichettatura. Secondo la consultazione on line promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, ben l’81,5% degli italiani vuole conoscere in etichetta l’origine del riso che acquista ed occorre quindi accelerare la procedura avviata con la formale notifica del decreto dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per il riso.

 

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