Incontro Trump e Silicon Valley

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04 Dicembre 2018 - 13:03

Incontro Trump e Silicon Valley

I primi dissensi alle idee di Trump erano arrivati già durante la campagna elettorale. A luglio 2016, il mondo della tecnologia aveva criticato in una lunga lettera le idee di Trump su alcuni temi principali come innovazione, immigrazione e protezionismo.
Dopo la vittoria del tycoon, in tanti hanno manifestato il loro malcontento: Shervin Pishevar, co-fondatore della società di venture capital Sherpa Capital e della startup Hyperloop One, ha proposto la secessione della California, mentre Mark Pincus, presidente e fondatore di Zynga, ha paragonato Trump presidente ad Hitler: «E’ questo quello provava la gente quando aveva iniziato a capire che Hitler stava per prendere il potere?”», aveva commentato l’imprenditore.
«L’America non sarà mai distrutta dall’esterno. Se cadremo e perderemo le nostre libertà, sarà perché le avremo distrutte noi stessi », ha twittato Chris Sacca, venture capitalist.
Non tutti i big tecnologici parteciperanno all’incontro del 12 dicembre, ma si tratta di un primo passo che potrebbe fare ben sperare in una futura riconciliazione. Di sicuro, Donald Trump, secondo quanto rivelato da Recode - portale di news nell'ambito tecnologico - incontrerà l’amministratore delegato di Alphabet, Larry Page, il Ceo di Apple, Tim Cook e la Coo di Facebook Sheryl Sandberg. E non solo. Tra i presenti anche l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, il numero uno di Cisco, Chuck Robbins, e quello di Ibm, Ginni Rometty.
Non è stata confermata, ancora, la presenza di Jeff Bezos, numero uno di Amazon. Tra i presenti, poi, non può mancare Peter Thiel, che ha sempre supportato la candidatura di Donald Trump.
Tanti invece gli assenti importanti. Non ci saranno i rappresentati della grandi compagnie della sharing economy: Travis Kalanick, di Uber, e Brian Chesky di Airbnb. Mancherà Reed Hastings di Netflix e Marc Benioff di Salesforce.
Tra gli argomenti che dovrebbero essere affrontati dal numero uno di Google figurano la protezione dei dati degli utenti, i risultati delle ricerche online a tema politico e il lavoro della compagnia sul progetto Dragonfly, che consiste in un motore di ricerca pre-censurato per la Cina. Proprio il motore di ricerca censurato è al centro delle proteste dei dipendenti di Google, che a più riprese hanno chiesto all’azienda di fare marcia indietro.
L'incontro è organizzato sia per smussare il rapporto fra Trump e la Silicon Valley sia per provare ad assicurare agli Stati Uniti d'America la leadership industriale in futuro. Sperando che l'economia futura non continui a centralizzarsi sempre di più attorno ai soliti monopolisti.

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