Industria meccanica: la crisi è arrivata prima del virus

I dati di Federmeccanica. Qualche segnale positivo nella nostra provincia

Bruno Ansani

05 Marzo 2020 - 16:30

Industria meccanica: la crisi è arrivata prima del virus

«I dati pavesi a consuntivo del 2019 sono quasi tutti in linea con quelli nazionali, purtroppo tendenzialmente negativi tranne che per qualche punto più favorevole a noi»  Così Daniele Cerliani, vicepresidente di Confindustria Pavia con delega di Federmeccanica sul territorio commenta i dati del settore relativi all'ultimo trimestre 2019. Settore metalmeccanico che, «già prima dell’emergenza sanitaria attuale, stava affrontando una fase di recessione, iniziata a partire dal primo trimestre 2018 e più marcata in alcuni settori come Automotive e produzione di macchine utensili». Cerliani ha anche fornito alcune tendenze di inizio 2020, che non indicavano significative inversioni di tendenza, ma ha anche specificato che l'emergenza sanitaria dovuta al coronavirus modificherà completamente gli scenari e in maniera al momento del tutto imprevedibile.

I risultati della 153° Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica sono stati presentati giovedì 5 marzo a Roma. L’analisi viene condotta trimestralmente con l’obiettivo di registrare l’andamento del settore e le iniziative delle sezioni metalmeccaniche-meccatroniche.
A livello nazionale, l’Indagine di Federmeccanica delinea un inasprimento della fase recessiva in atto e iniziata a partire dal primo trimestre 2018. I dati ISTAT confermano le valutazioni negative: nel quarto trimestre del 2019 i volumi di produzione sono ulteriormente diminuiti dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e del 4,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Nell’intero anno 2019 si è perso il 3% della produzione rispetto al 2018.
Nella Provincia di Pavia, invece, il dato sulla produzione del 4° trimestre 2019 è leggermente migliorato rispetto al terzo trimestre del 2019 e risulta migliore della media nazionale. Tuttavia il portafoglio ordini risulta invece insoddisfacente per un’azienda su tre come a livello nazionale.

In merito alle prospettive produttive per il primo trimestre del 2020, i dati raccolti prima dell’emergenza Coronavirus, erano in linea con la media nazionale, mentre la previsione del livello di occupazione a Pavia era generalmente stabile o addirittura in crescita, con un dato significativamente migliore rispetto alla media nazionale e con il 98% delle imprese pavesi
del settore metalmeccanico che non intende ridurre il personale.

«Il 2019 è stato per la meccanica un anno difficilissimo - ha commentato Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica - e il 2020 può esserlo ancora di più. Il cambiamento che stiamo vivendo è profondo e strutturale: di produzione, di tecnologie, di filiere, di infrastrutture, di competenze e di organizzazione del lavoro. La congiuntura economica che stiamo vivendo non ci aiuta e le “crisi” hanno cicli sempre più ravvicinati con esiti imprevedibili, come quella che ora ci troviamo affrontare per l’emergenza corona virus. Dobbiamo quindi agire sempre, e in ogni campo, affinché le imprese possano operare in un contesto sostenibile che permetta loro di essere competitive».
«Per quanto riguarda le previsioni emerse dall’indagine, però, facciamo i conti con dei dati e dei numeri che, vista l’insorgenza del Coronavirus e le sue conseguenze economiche ancora di difficile quantificazione, appaiono già vecchi - Ha aggiunto Cerliani - L’emergenza Coronavirus ha colpito in maniera diretta il nostro Paese e la Lombardia in particolare. Servono, ora più che mai, risposte immediate e azioni mirate e concrete da parte del Governo per supportare l’industria italiana e per evitare di perdere aziende e posti di lavoro. Penso con apprensione ai colleghi imprenditori e ai lavoratori delle zone rosse. Le imprese sono un bene comune sempre più prezioso in questo economia globalizzata che non possiamo e non vogliamo perdere. Le imprese manifatturiere italiane e quelle meccatroniche in particolare sono la spina dorsale dell’economia italiana e del benessere della nostra società. I lavoratori lo sanno e si sono mostrati molto responsabili in questa emergenza, facendo davvero Comunità con le aziende nell’affrontare insieme l’emergenza: una nuova consapevolezza diffusa sulla centralità del lavoro e delle imprese sta diffondendosi più velocemente del Coronavirus!».

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