Moreschi, lavoratori in allarme

La presa di posizione dei sindacati dopo l'assemblea di venerdì al calzaturificio

Bruno Ansani

29 Maggio 2021 - 17:43

Moreschi, lavoratori in allarme

Il calzaturificio Moreschi

VIGEVANO - I lavoratori del calzaturificio Moreschi si sono riuniti in assemblea venerdì mattina, preoccupati per l'andamento dell'azienda. Un allarme che viene espresso dai sindacati Cgil-Cisl-Uil che al termine dell'incontro con le maestranze del calzaturificio hanno diffuso un comunicato stampa. Eccone il testo integrale.

"Circa un anno fa, in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, nei vari incontri sindacali, ci venivano fornite, da parte dei nuovi soci, delle garanzie riguardo le prospettive produttive, occupazionali e finanziarie, finalizzate al superamento delle difficoltà in essere dell’azienda Moreschi.

A distanza di un anno i problemi che affligevano l’azienda sono rimasti irrisolti, se non aggravati, vedi l’utilizzo massiccio della cassa integrazione, la maggior parte dei lavoratori è sospeso a zero ore.Quando poi, i lavoratori apprendono, che i pochi ordinativi acquisiti, una parte di questi viene esternalizzata e alcune funzioni vengono svolte dai consulenti esterni, i timori e le preoccupazioni aumentano.

Preoccupazioni legittime, è bastato guardare negli occhi le lavoratrici durante l’assemblea che si è svolta venerdì 28 maggio, per capire il dramma che stanno vivendo, molte di loro a stento hanno trattenuto le lacrime, ad alcune di esse le lacrime sono scese. Abbiamo chiesto da un anno, il piano industriale e non sappiamo per quale ragione non ci venga consegnato, lasciando i lavoratori e le organizzazioni sindacali nell’incertezza più assoluta.Sapevamo che il 2020 sarebbe stato pieno di insidie e di difficoltà come dimostra il fatturato che è passato dai circa 20 milioni di euro del 2019 a 13 milioni e mezzo del 2020.

Confidavamo nell’anno nuovo, che a proposito di rassicurazioni che ci venivano fornite, il 2021 doveva essere l’anno di svolta a partire dal mese di gennaio, puntando anche, su lavorazioni per conto terzi, anche qui previsioni sbagliate, per non dire promesse non mantenute, i primi 4 mesi del 2021 non segnano un’inversione di tendenza.Durante l’ultimo incontro sindacale l’Azienda aveva dichiarato di aver agito sulla riduzione dei costi per contenere la perdita dell’esercizio 2020. Tuttavia le perdita consistente di Bilancio persiste e non si intravvede nessuna volontà di immettere risorse economiche per rassicurare i Lavoratori e le Banche, le quali attualmente continuano ad vantare forti crediti con l’azienda e non si evidenziano concreti passi avanti in merito.

L’Azienda ha dichiarato inoltre la volontà di far fronte ai pagamenti degli stipendi e dei costi di produzione con ciò che viene generato dall’attività corrente. I lavoratori messi in cassa sono sempre gli stessi da gennaio senza un minimo di rotazione e senza anticipo di Cassa da parte dell’Azienda. La Direzione aveva dichiarato la volontà di intraprendere la strada del contoterzismo praticando contratti con altri Marchi. Si stanno evidenziando grossi problemi organizzativi, spesso alcune attività vengono esternalizzate, nonostante più della metà dei lavoratori in Cassa Integrazione a zero ore. Non è chiaro alle parti sindacali come intendono di fatto praticare un cambiamento dell’organizzazione del lavoro, con quali professionalità e con quali investimenti a livello impiantistico.

Dalla Visura Camerale della Camera di Commercio, a distanza di più di un anno non risulta aggiornato il nuovo Assetto Societario. La confusione tra i lavoratori aumenta in quanto risulta in corso un contenzioso legale con la vecchia Proprietà non ancora risolto. Abbiamo un urgente necessità di avere chiarezza sulla diatriba societaria per una situazione delicata venutasi a creare e che accentua la situazione di incertezza. Inoltre, si stanno deteriorando i rapporti di lavoro in azienda, che come vorrebbe il buon senso devono essere basati sul reciproco rispetto, questo, non avviene certo, per colpa dei lavoratori, ma da parte di chi sostiene di rappresentare l’azienda e non comprendiamo a che titolo, assumendo atteggiamenti arroganti proferendo verso i lavoratori con toni minacciosi e offensivi.

Nei prossimi giorni chiederemo un incontro con la direzione aziendale, anche in previsione della scadenza della cassa integrazione, auspicando risposte concrete, in mancanza ritorneremo in assemblea per valutare azioni da mettere in campo per la difesa di un’azienda storica e i relativi posti di lavoro.


FILCTEM CISL-FEMCA CGIL-UILTEC UIL

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