Moreschi: lavoratori "preoccupati e disorientati"

Presa di posizione dopo l'assemblea di mercoledì 29

Bruno Ansani

01 Ottobre 2021 - 11:30

Moreschi: lavoratori "preoccupati e disorientati"

VIGEVANO - Dopo l'assemblea dei lavoratori del calzaturificio Moreschi, che si è svolta mercoledì 29 settembre, organizzazioni sindacali e rappresentanza sindacale aziendale hanno diffuso la loro posizione sulla situazione dell'azienda.

Ecco il testo del comunicato stampa.

PREOCCUPATI E DISORIENTATI

Sono preoccupate e disorientate le lavoratrici e i lavoratori della Moreschi, che si sono riuniti in assemblea il 29 settembre dopo l’ennesimo annuncio da parte dell’azienda apparso su la Provincia Pavese il 21 settembre 2021 dal titolo:“Per superare la crisi la Moreschi apre alle scarpe da donna”.

La domanda che si pongono i lavoratori è: chi produrrà le scarpe da donna e da uomo, dal momento che in azienda, nei reparti produttivi stanno lavorano circa una ventina di persone, l’80% dei lavoratori sono sospesi in cassa integrazione a zero ore, qualcuno viene chiamato per qualche ora e poi mandato a casa, oltre al fatto che continuano a mancare le materie prime?

La Proprietà ha annunciato l’apertura di nuovi negozi, (dimenticandosi di quelli che ha chiuso) l’apertura del bar Moreschi nel quadrilatero della moda, pubblicità per la vendita on-line, tutte azioni finalizzate a rafforzare l’immagine e il marchio Moreschi e quindi l’intento di rafforzare la commercializzazione del prodotto.

Da informazioni ricevute per via informale, la Proprietà avrebbe individuato altre aziende fuori dal territorio vigevanese per produrre le scarpe Moreschi da donna e da uomo, compreso il modello di scarpa sneakers, produzione per la quale si erano create forti aspettative.

Ancora una volta, piuttosto che investire nell’azienda e renderla più efficiente, più competitiva, piuttosto che intervenire sulla riqualificazione del personale si preferisce esternalizzare la produzione.

La Società insiste nel dichiarare la volontà di mantenere l’attività produttiva nel sito di Vigevano, ma la realtà dei fatti è tutta un’altra cosa. Ormai da molto tempo l’attività lavorativa è ridotta ai minimi termini, da anni non si rinnovano le apparecchiature, nessun investimento nella fabbrica.

La Moreschi ha segnato la storia del settore calzaturiero vigevanese, per le lavoratrici e i lavoratori della Moreschi non ha senso il marchio, non ha valore la scarpa che porta quel marchio se non sarà più prodotta nella Fabbrica di Vigevano. Questo valore va ben oltre a qualsiasi aperitivo consumato in tutti bar Moreschi aperti a Milano o in ogni altro luogo.

L’altra domanda è che fine faranno i lavoratori, dov’è la garanzia della salvaguardia dei livelli occupazionali dichiarata in più occasioni dalla Proprietà?

La Cassa Covid sarà in scadenza a fine ottobre, fatto salvo ulteriori proroghe, a partire dal mese di novembre si ripristineranno i contratti di solidarietà, l’unico ammortizzatore sociale che non consente la sospensione a zero ore delle lavoratrici e dei lavoratori. la RSU e le Organizzazioni Sindacali, come sempre faranno la propria parte, incontrerà la Direzione aziendale, occasione per confrontarsi concretamente sulle strategie future atte al mantenimento della sede di Vigevano e la salvaguardia dei livelli occupazionali, attraverso un piano di investimenti.

Inoltre, bisogna individuare percorsi finalizzati alla valorizzazione e la riqualificazione del personale, per dare una concreta prospettiva al lavoro, alle persone che lavorano da anni alla Moreschi.


Chiediamo all’Azienda, ad Assolombarda di Pavia, alle Istituzioni Politiche locali lo stesso impegno per dimostrare con i fatti la volontà di proseguire un’attività produttiva, che possa dare un senso al marchio Moreschi, un senso al valore del lavoro nel territorio vigevanese.

R.S.U. MORESCHI

O.O.SS

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