ECONOMIA

Assegno unico per i figli, ecco la guida: gli importi, a chi spetta, come ottenerlo

Da marzo via vecchie detrazioni e bonus. Interesserà 7 milioni di famiglie

Bruno Ansani

21 Novembre 2021 - 17:15

VIGEVANO - Diremo addio alle detrazioni per i figli a carico, agli assegni familiari, ai tanti bonus che si sono accumulati in questi ultimi anni. Da marzo 2022 ogni lavoratore (sia dipendente sia autonomo) riceverà un ASSEGNO UNICO mensile: una platea di 7 milioni di famiglie e 11 milioni di figli. Ecco come funzionerà.

GLI IMPORTI: QUANTO INTASCHERANNO LE FAMIGLIE?

Ma passiamo agli importi. Qui in formato Pdf (ma potete anche cliccare sull'immagine) la tabella che vedete qui sotto con una serie di fasce di reddito e gli importi dell'assegno. Nella prima colonna l'importo che spetta per ogni figlio minore; nella seconda l'importo per i figli minorenni dai 18 ai 21 anni; nella terza l'importo per ogni figlio successivo al secondo.

Oltre a queste voci sono previste delle maggiorazioni fisse per tutte le fasce di reddito. Eccole:

  • figli minori non autosufficienti (100 euro)
  •  minore con disabilità grave (95 euro)
  • minore con disabilità media (90 euro)
  • maggiorenne under 21 disabile (50 euro)
  • madre di età inferiore ai 21 anni (20 euro)
    con quattro o più figli (100 euro)

Non era mai stato realizzato un riordino così vasto della materia: il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza di decreto giovedì scorso varando una misura dal valore di circa 19 miliardi di euro. L'assegno unico è universale la cui base parte da 50 euro mensili per ogni figlio minorenne e 25 per i maggiorenni fino a 21 anni. Per i redditi più bassi l'importo base per i figli minori è di 175 euro (fino a 15 mila euro di reddito Isee).

L'assegno è legato all'Isee, che va presentato a gennaio di ogni anno. Per quanto riguarda l'anno prossimo ci saranno due mesi "ponte" nei quali varranno le misure vigenti attualmente. Ai percettori del Reddito di cittadinanza l'assegno verrà corrisposto d'ufficio (non dovranno presentare due volte l'Isee). L'assegno unico, inoltre non concorrerà alla formazione del reddito complessivo.

LE CRITICITA'

FIGLI "GRANDI"

Non mancano le criticità: vengono ad esempio esclusi completamente i figli con più di 21 anni. L'assegno unico, infatti verrà corrisposto a partire dal 7° mese di gravidanza e fino al compimento del 21esimo anno di età. Una scelta che ha suscitato le perplessità dei sindacati. Per i figli tra i 18 e 21 anni l'assegno sarà corrisposto a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini con redditi minimi o siano impegnati nel servizio civile universale.

I NON SPOSATI

C'è poi una questione che si presenterà molto spinosa e che è legata al funzionamento dell'Isee e alla sua applicazione alle coppie di genitori non sposati che hanno avuto figli e che ora non convivono nella stessa abitazione e non fanno più parte dello stesso nucleo familiare: l'Isee deve essere unico e questo avrà inevitabilmente un effetto sul calcolo della fascia per l'assegno unico. Sarà molto più facile superare la soglia massima di 40 mila euro (dove scatta l'importo base di 50 euro) anche se, di fatto, una famiglia non esiste più. Questo perché l'altro genitore (generalmente il padre) viene "attratto" ai fini Isee. Ci sono però alcune eccezioni. Qui una spiegazione

LA REGIA

Tutta l'operazione avrà la regia dell'Inps (qui la pagina dedicata alle prestazioni per i nuclei familiari). All'istituto di previdenza andranno indirizzate le domande (a partire dall'1 gennaio 2022) che potranno essere effettuate anche attraverso i patronati, mentre le dichiarazioni Isee possono essere compilate online (bisogna avere lo Spid) o rivolgendosi a un qualunque Caf.

LA SIMULAZIONE

Proviamo a simulare la situazione di un nucleo con Isee fino a 15mila euro: riceverà 175 euro al mese con un figlio, 350 con due, 610 con tre e 970 con 4 che diventano 1.090 euro al mese se entrambi i genitori lavorano (30 euro per 4 figli, 120 euro in più). A questa cifra vanno aggiunti i 20 euro al mese a figlio in caso di mamma giovanissima.

I nuclei che superano i 40mila euro di Isee invece riceveranno 50 euro al mese con un figlio, 100 euro con due figli, 165 euro con tre figli, 330 euro con 4 figli. Anche in questo caso vanno aggiunti i 20 euro a figlio se la mamma ha meno di 21 anni mentre non scatta la maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori.

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