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ECONOMIA

Tasse giù, ma l'inflazione galoppa

L'impianto delle nuove aliquote Irpef: quanto avremo in busta paga. Intanto il carovita schizza a livelli record dal 2008. L'allarme degli agricoltori: lavoriamo sottocosto

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

01 Dicembre 2021 - 17:26

Tasse giù, ma l'inflazione galoppa

Mentre l’inflazione sale al 3,8% su base annua (dal +3,0% del mese precedente), registrando così il valore più alto negli ultimi 13 anni, si infiamma la trattativa governo-sindacati sul taglio fiscale dell’Irpef, con tanto di minaccia di sciopero generale. Intanto nel decreto fiscale approvato nella tarda nottata di martedì è stato inserito anche un fondo per i genitori separati messi in difficoltà economica dal Covid: potranno ricevere 800 euro al mese per pagare l’assegno di mantenimento a figli o ex coniugi.

Il comunicato di palazzo Chigi: incontri con i capigruppo di maggioranza sulla manovra

ALIQUOTE IRPEF

Per quanto riguarda l’Irpef, nelle tabelle a fianco riassumiamo le dimensioni dell’intervento deciso dal governo dopo l’accordo raggiunto al tavolo di maggioranza. Una misura che riduce il numero di aliquote da 5 a 4, ma che non avrà un grandissimo impatto sulle buste paga. Cliccando sull'immagine della tabella qui sotto, si può visualizzare il pdf

IL NO DEI SINDACATI

Maurizio Landini, segretario generale Cgil

Sul Dl fisco si addensano però le nubi di uno scontro con il sindacato. Dopo l'ultimo incontro con il governo, infatti, i segretari di Cgil -Cisl e Uil hanno espresso un giudizio negativo sulla riforma.«Per fare una vera riforma fiscale servono più di 8 miliardi, questi primi 8 devono cominciare ad aumentare i redditi da lavoro e da pensione a partire da quelli più bassi, non ci può essere un'operazione che tutela i redditi medio alti», ha detto per esempio il segretario Cgil Maurizio Landini. I sindacati non escludono il ricorso allo sciopero generale.

E ANCHE CONFINDUSTRIA CRITICA

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria

Critiche però arrivano anche da Confindustria: «Otto miliardi sono pochi, ne servirebbero almeno 13. Non c'è reale sostegno alle fasce più deboli, lo sconto maggiore è sulla fascia reddito 40-45mila euro, per le imprese non c'è nulla», dice il presidente di Confindustria Carlo Bonomi mentre invece bisognerebbe «tagliare il cuneo fiscale riducendo di due terzi i contributi a carico dei lavoratori e di un terzo quelli sulle imprese per più salario e competitività».

LE SIMULAZIONI

Ma cosa succederà nelle buste paga di lavoratori e pensionati con le nuova aliquote Irpef? Ecco qualche simulazione.

Qui quella realizzata da Ipsoa

Senza tener conto dell’impatto che potrà avere la revisione anche della no tax area e delle detrazioni, la situazione che si prospetta dovrebbe essere la seguente:

  • fino al primo scaglio di reddito (15.000 euro): tassazione invariata
  • da 15.000 a 50.000 euro: risparmio d’imposta crescente fino al picco massimo (920 euro in meno) per redditi pari a 50.000 euro
  • da 50.000 a 75.000 euro: risparmio di imposta decrescente fino a 270 euro per redditi pari a 75.000 euro
  • da 75.000 euro in poi: risparmio “fisso” d’imposta pari a 270 euro

INFLAZIONE

I piccoli sgravi Irpef rischiano di essere divorati da un’inflazione che sta salendo velocemente: in novembre, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,8% su base annua (dal +3,0% del mese precedente). Per Istat il carovita continua ad essere sostenuto soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici. Accelerano rispetto al mese di ottobre, ma in misura minore, anche i prezzi dei beni alimentari sia lavorati (da +1,0% a +1,7%) sia non lavorati (da +0,8% a +1,5%) e quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +3,6%). L’inflazione di novembre ha raggiunto un livello che non si registrava da settembre 2008. 

QUI LA NOTA ISTAT PREZZI AL CONSUMO (DATI PROVVISORI) - NOVEMBRE 2021

EUROZONA

Secondo la stima flash di Eurostat il tasso atteso a novembre è del 4,9%, in aumento dal 4,1% di ottobre. A pesare è soprattutto l'energia (27,4%, rispetto al 23,7% di ottobre), seguita dai servizi (2,7%, rispetto al 2,1% di ottobre), prodotti industriali non energetici (2,4%, rispetto al 2,0% di ottobre) e cibo, alcol e tabacco (2,2%, rispetto all'1,9% di ottobre).

ALLARME DAGLI AGRICOLTORI. Particolarmente allarmati sono gli agricoltori, che denunciano un boom di costi nelle campagne. Molte imprese agricole – è l’allarme di Coldiretti – stanno vendendo sottocosto» a causa dei rincari di gasolio e fertilizzanti. Il balzo dei beni energetici oltre a spingere l’inflazione si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi a novembre 2021 che su base annuale evidenziano un aumento dei prezzi alimentari pari all’1,7% meno della metà dell’inflazione che è salita al 3,8%. Molte imprese agricole – denuncia Coldiretti – stanno vendendo sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.

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