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Prezzi, ecco i 10 prodotti più aumentati a gennaio

Non sono rincarati solo luce, gas e benzina ma anche burro e pasta. La classifica stilata dall'Unione Consumatori e la ricerca di Altro Consumo sull'andamento negli ultimi anni

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

08 Febbraio 2022 - 11:25

Prezzi, ecco la top ten dei rincari

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei prodotti che stanno registrando i maggiori rincari. A lievitare nel mese di gennaio non solo luce, gas e benzina, ma anche burro e pasta.

PRODOTTI NON ALIMENTARI

In testa alla top ten dei prodotti non alimentari, il gas naturale e di città che vince con un astronomico +62,5% rispetto a gennaio 2020. Al secondo posto l’energia elettrica, +62,1%, con un rialzo annuo pari a 382 euro. Medaglia di bronzo per gli altri carburanti per mezzi di trasporto privati (gpl, metano, ricarica elettrica), con un +41,1%. Seguono il gasolio per riscaldamento (+21%), al quinto il gasolio per mezzi di trasporto (+20,2%) e benzina (+18,9%).

Primo dei beni non energetici, in settima posizione, gli apparecchi per la telefonia fissa (+17,2%), poi gli apparecchi per riscaldamento, condizionatori d’aria (+16,2%) e le lezioni di guida, esami, patenti e controlli tecnici dei veicoli con +16,1%, legato al balzo della tariffa di revisione dei veicoli che dal 1° novembre 2021 è passata da 45 a 54,95 euro.

PRODOTTI ALIMENTARI

In testa alla top 20 dei prodotti alimentari, gli oli diversi da quello di oliva, che costano il 19,9% in più rispetto a un anno fa. Al secondo posto i vegetali freschi diversi da patate con +13,5%. Sul gradino più basso del podio il burro, che vola del 10,8%. Al quarto pasto il prodotto simbolo della cucina italiana, la pasta, che svetta del 10%. Seguono i frutti di mare freschi o refrigerati con un incremento dell’8,4%, in sesta posizione la farina con +6,7%, poi la frutta fresca o refrigerata (+5,5%), il pesce fresco o refrigerato (+5,1%), la margarina (+4,9%) e in decima i succhi di frutta (+4,8%).

I vegetali non si salvano nemmeno se sono surgelati e si collocano in undicesima posizione con +4,3%. La carne più rincarata è quella ovina e caprina (+4,2%), che batte la carne macinata, wurstel, salsicce (al 16° posto con +3,6%), il coniglio e la carne equina (+3,4%) e il pollame (18° con +3,2%). Salgono, ma meno della media dei prodotti alimentari, ferma a +4%, anche l’olio di oliva, al 14° posto con +3,9%, il latte conservato (+3,7%), il pane e lo zucchero (entrambi a +3,6%). Chiudono la top 20 patate (+3,2%), acque minerali (+3%) e riso (+2,9%).

In compenso alcune buone notizie. Nessuna speculazione sul caffè, che segna un aumento del 2%, la metà rispetto alla media dei prodotti alimentari. Bene anche il latte fresco intero (+1,1%).

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