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Smart Home, il mercato italiano all'inseguimento dell'Europa. Almeno un oggetto smart in metà delle nostre case

I risultati della ricerca dell'Osservatorio Internet of Things del Policlinico di Milano: le performance del settore superiori a quelle del periodo pre-pandemico. Le possibili applicazioni per una casa connessa e le differenze con la domotica

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

21 Febbraio 2022 - 20:22

Smart Home, il mercato italiano all'inseguimento dell'Europa. Almeno un oggetto smart in metà delle nostre case

Nel 2021 il valore della Smart Home ha superato i livelli precedenti alla pandemia. Un risultato ottenuto nonostante la carenza di semiconduttori e materie prime che ha causato mancate vendite per 75 milioni di euro. Il mercato è guidato da:

  • elettrodomestici (21%%)
  • smart speaker (20%) 
  • soluzioni per la sicurezza (19%).


Continua la corsa degli eRetailer (+20%) ma recupera anche la filiera tradizionale (+40%). Il 74% dei consumatori ha sentito parlare di “Smart Home”, il 46% possiede almeno un oggetto smart.

Sono i risultati della ricerca effettuata dall'Osservatorio Internet of Things del Policlinico di Milano

Il 2021 - secondol'Osservatorio - è stato l’anno della riscossa per la Smart Home in Italia. Il mercato ha ripreso a correre, +29% rispetto al 2020, raggiungendo quota 650 milioni di euro, pari a 11 euro in media per abitante, superando anche i livelli pre-Covid.

Nonostante i buoni risultati, la crescita poteva essere ancora più elevata (+45%) senza la carenza di semiconduttori e materie prime, che ha pesato per 75 milioni di euro di mancate vendite. Il mercato è guidato da elettrodomestici connessi (135 milioni di euro), smart speaker (130 milioni di euro), soluzioni per la sicurezza (125 milioni), caldaie, termostati e condizionatori connessi per riscaldamento e climatizzazione (110 milioni), seguiti da casse audio, lampadine, smart plug e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto.

COS'E' LA SMART HOME?

L’espressione Smart Home o “casa intelligente” si riferisce alla possibilità di gestire in maniera automatica o da remoto impianti e dispositivi all’interno di un’abitazione, al fine di risparmiare energia, semplificare la vita domestica e/o garantire la sicurezza delle persone all’interno.

Ci sono sostanziali differenze con la domotica

La domotica comprende tutti i sistemi e i dispositivi che permettono di migliorare il comfort e l’efficienza della casa attraverso funzionalità integrate e cablate nell’impianto elettrico. Smart home, invece, fa riferimento all’IoT e indica tutti i prodotti che utilizzano la connessione Internet e le app per smartphone per offrire nuove funzioni connesse anche a prodotti tradizionali, come ad esempio il termostato ambiente. In sostanza, le tecnologie smart home sono in grado di automatizzare (e ottimizzare) una serie di attività e di processi nelle abitazioni, con lo scopo di ottimizzare i consumi e garantire maggiore comodità per chi vi abita.

Il mercato italiano resta comunque lontano dai primi in classifica a livello europeo. Allungano il passo Regno Unito (4 miliardi di euro, +43%, 58,7 €/abitante) e Germania (3,9 miliardi di euro, +37%, 46,8 €/abitante), mentre l’Italia accorcia le distanze dalla Francia (1,3 miliardi di euro, +16%, 19,4 €/abitante) e incrementa il suo distacco rispetto alla Spagna (480 milioni di euro, +14%, 10,1 €/abitante).

APPLICAZIONI DELLA SMART HOME

  • climatizzazione/riscaldamento (condizionatori, termostati o caldaie regolabili a distanza o tramite app)
  • elettrodomestici (accensione/spegnimento da remoto, tramite app o con la propria voce, di lavastoviglie, lavatrici, forni a microonde)
  • illuminazione (accensione/spegnimento, regolazione della tonalità o dell’intensità tramite app o con la voce)
  • sicurezza (impianti di videosorveglianza e videocitofonia con possibilità di accedere alle immagini a distanza e/o da smart Tv, serrature intelligenti che inviano allarmi in caso di intrusione)
  • smart speaker (dispositivi comandabili tramite voce che consentono di ricevere informazioni – es. sul meteo, sul traffico – e di impartire comandi – es. regolare le luci o la temperatura)

“Nell’ultimo anno è aumentato il livello di maturità del settore, sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta -. afferma Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things – Le aziende hanno consolidato strategie e modelli di business basati sulla servitizzazione e il pay-per-use, con il passaggio dalla vendita del solo hardware alla proposta di servizi aggiuntivi, come abbonamenti mensili per servizi di tele-assistenza e manutenzione della caldaia, rilevazione di movimenti sospetti in casa e chiamate di emergenza, monitoraggio della forma fisica e assegnazione di allenamenti personalizzati. Ma anche assicurazioni pay-per-use per proteggere la casa dai furti attivabili anche solo per brevi periodi con tariffa a consumo”.

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