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Gas, ecco un altro giro di bollette shock

Intanto in Parlamento si discute il decreto per abbassare termosifoni e condizionatori negli uffici pubblici. Il Governo sui costi dell'energia: bonus sociali e credito d'imposta per le imprese

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

08 Aprile 2022 - 16:29

Gas, ecco un altro giro di bollette shock

Dopo quelle relative all'ultimo bimestre del 2021 ecco la stangata sul primo del 2022: le bollette del gas recapitate alle famiglie in questi giorni, relative ai consumi di gennaio e febbraio, mostrano aumenti ancora più sensibili rispetto a quelli registrati alla fine dell'anno scorso. Cifre in alcuni casi iperboliche, che molti non possono permettersi: ci sarà un nuovo intervento del Governo, come avvenne con le bollette in scadenza a marzo che potevano essere dilazionate in 10 rate? 

I BONUS SOCIALI

Per adesso sono scattati solo i bonus sociali per i redditi più bassi, bonus che vengono applicati in automatico se il nucleo familiare ha un Isee inferiore a 12mila euro o se percepisce reddito o pensione di cittadinanza. La novità è stata inserita all’interno del Decreto Ucraina bis (Decreto-legge n. 21/2022) a fronte dei pesanti rincari dei costi per l’energia. 

I REQUISITI

  • Il nucleo familiare deve presentare un ISEE non superiore a 12.000 euro (il Decreto Ucraina bis infatti per il solo 2022 ha elevato il normale limite ISEE di 8.265 euro già previsto per le bollette) oppure ISEE non superiore a 20.000 euro nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti più di tre figli (quindi alemeno 4 figli a carico)
  • il nucleo familiare deve essere titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

Il riconoscimento dei bonus bollette 2022 avverrà in maniera automatica ma per beneficiarne sarà comunque necessario presentare ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il godimento della prestazione sociale agevolata. I bonus verrano automaticamente riconosciuti anche ai nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, per il quale dovrà essere in ogni caso richiesto annualmente l’Isee.

CREDITO D'IMPOSTA IMPRESE 

Il credito d’imposta per le imprese non a forte consumo di gas naturale previsto dal Decreto Energia è pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. 


Il tax credit spetta alle imprese non a forte consumo di gas naturale. Viene erogato qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

«ESTENDERE IL CREDITO AL PRIMO TRIMESTRE»

Sul credito d'imposta per l'energia si registrano prese di posizione come quella di Confartigianato, che apprezza «l’impegno profuso dal Governo nel Dl Ucraina, ma sono necessarie ulteriori misure per attenuare l’impatto dei rincari di energia e carburanti sulle piccole imprese che nell’ultimo anno pagano un maggiore costo per l’energia elettrica pari a 6,2 miliardi di euro, rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi». In particolare l'associazione chiede che alle piccole imprese non energivore sia esteso, fin dal primo trimestre dell’anno, il credito d’imposta per l’acquisto di gas ed elettricità come già previsto per le grandi imprese. Per una maggiore fruibilità della detrazione, ritiene opportuno prendere come punto di riferimento la spesa per tutte le componenti diverse dal trasporto, distribuzione e gestione del contatore di una fornitura, che includerebbe tutte le voci che rappresentano corrispettivi per la commodity diversi dalle voci di costo regolate non rimesse al mercato.

TAGLI A TERMOSIFONI E CONDIZIONATORI

Nel decreto Bollette è stato inserito un emendamento (per ora solo in commissione, il testo sarà esaminato lunedì dall'aula per l'approvazione) con cui si prevede una stretta a termosifoni e condizionatori delle pubbliche amministrazioni. Ci sarà quindi una riduzione della temperatura dei riscaldamenti negli edifici pubblici per l'inverno prossimo e restrizioni anche al condizionamento nell'estate 2022. La norma stabilisce che dal 1 maggio 2022 fino al 31 marzo 2023, "la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti di ciascuna unità immobiliare per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici pubblici, non deve superare rispettivamente i 19° C +2° C di tolleranza e non deve essere minore dei 27° C – 2° gradi di tolleranza". La misura non riguarda però ospedali, cliniche e case di cura.

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