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Assegno unico per i figli di genitori separati: nuove istruzioni Inps

Ulteriori chiarimenti su maggiorazioni per il nucleo per figli maggiorenni e genitori separati

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

21 Aprile 2022 - 17:39

Assegno unico per i figli di genitori separati: nuove istruzioni Inps

L’Inps ha fornito nuovi chiarimenti sull’assegno unico,  che riguardano in particolare i genitori separati, nuclei familiari numerosi e i figli maggiorenni. Con un comunicato diffuso ieri l’Istituto ha specificato i criteri di spettanza per ciascun caso.

GENITORI SEPARATI

L’assegno unico è erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale ovvero hanno l’affidamento condiviso dei figli. Tuttavia, i genitori possono stabilire che il contributo venga interamente erogato solo a uno dei due, ufficializzando nel corso della procedura l’accordo tra le parti.

Esistono però alcune eccezioni.

  • l’assegno viene sempre erogato interamente a un solo genitore se da un provvedimento del giudice o da un accordo scritto tra le parti risulta che quel genitore ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale ovvero l’affidamento esclusivo. 
  • l’assegno viene altresì sempre erogato a un solo genitore se il giudice, nel provvedimento che disciplina la separazione di fatto, legale o il divorzio dei genitori, ha disposto che dei contributi pubblici usufruisca uno solo dei genitori.

Nei casi di esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale ovvero affidamento esclusivo o provvedimento del giudice che individua chi dei genitori può percepire contributi pubblici, oppure accordo fra le parti, il richiedente deve dichiararlo nella domanda, selezionando l’apposita opzione e chiedendo l’erogazione dell’assegno al 100%.

Inoltre, qualora l’assegno venga già erogato con ripartizione al 50%, il genitore ha la possibilità di chiedere la modifica delle modalità di erogazione, integrando la domanda on line a suo tempo già presentata, chiedendo il pagamento al 100%.

ATTENZIONE: In caso di genitori non coniugati e non conviventi tra di loro, il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore e che abbia riconosciuto il figlio, ai soli fini dell’ottenimento di tali prestazioni, si considera facente parte del nucleo familiare del figlio (nel calcolo deve essere assommato il suo Isee, in sostanza)

Per approfondire leggi anche: in versione Pdf il messaggio Inps n° 1714 del 22 aprile 2022 - Assegno unico e universale per i figli a carico di cui al decreto legislativo n. 230/2021. Ulteriori chiarimenti su maggiorazioni per il nucleo per figli maggiorenni e genitori separati

FIGLI MAGGIORENNI 

L’assegno unico è riconosciuto ai nuclei familiari per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per il quale ricorra una delle seguenti condizioni:
 

  • frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
  • svolgimento di un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • registrazione come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolgimento del servizio civile universale.

L’Inps chiarisce che il figlio maggiorenne fino ai 21 anni

  •  se convivente con uno o entrambi i genitori, fa parte del nucleo familiare in cui convive, a prescindere dal carico fiscale a patto che, nell’anno di riferimento della domanda, non possieda un reddito complessivo ai fini IRPEF superiore a euro 8.000.
  • non convivente con alcuno dei genitori, può comunque fare parte del nucleo se di età inferiore a 26 anni, a carico dei genitori ai fini IRPEF e non coniugato o a sua volta genitore.

GENITORI CHE LAVORANO, LE MAGGIORAZIONI PREVISTE 

È prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro. La maggiorazione spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro e si riduce gradualmente fino ad annullarsi per l’Isee pari a 40.000 euro. Non spetta per Isee superiori a 40.000 euro.

L’Inps chiarisce che sono considerati:

  • i redditi da lavoro dipendente o assimilati,
  • i redditi da pensione
  • i redditi da lavoro autonomo o d’impresa,che devono essere posseduti al momento della domanda e percepiti per un periodo prevalente nel corso dell’anno.
    Contano inoltre:
  • gli importi percepiti a titolo di NASPI e DIS-COLL, a condizione che il soggetto risulti percettore di tali prestazioni al momento della domanda e per un periodo prevalente nel corso dell’anno;
  • il reddito del genitore che lavora all’estero con residenza fiscale in Italia.
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