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Mutui casa, i tassi tornano a superare il 2%

Da Bankitalia un campanello d’allarme per il mercato immobiliare e per le famiglie: a marzo i tassi di interesse sui mutui casa si sono collocati al 2,01 per cento (in febbraio erano all'1,85)

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

11 Maggio 2022 - 16:45

Mutui casa, i tassi tornano a superare il 2%

Nel mese di marzo i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 2,01 per cento contro l'1,85 di febbraio. Lo ha reso noto la Banca d'Italia nella pubblicazione 'Banche e moneta'. I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono rimasti all'8,06 per cento, come nel mese precedente.

Per quanto riguarda i mutui un tasso del genere non si vedeva dall’agosto del 2019, anche se all’apice della crisi finanziaria, nel 2008, si era arrivati anche al 6%.

L’Eurirs a 20 anni, che rappresenta il parametro per i mutui a tasso fisso, a inizio 2022 era intorno allo 0,6%, ma ha poi ha superato la soglia dell’1% proprio a marzo ed ora veleggia verso il 2%. L’Euribor, la guida per i mutui variabili, inaugurava l’anno a -0,6 punti e ora si trova a -0,4. Le previsioni sono verso un’accelerazione: i contratti swap lo segnalano in riemersione dopo l’estate, mentre in autunno era stimato in negativo fino al 2025. 

 Intanto il Crif (centrale rischi finanziari) sottolinea che ad aprile sono crollate le richieste di mutuo, che segnano un calo del 24,3%: La causa, si legge nel barometro Crif, va ricercata nel "costante ridimensionamento delle surroghe".  
Cresce invece l'incidenza delle richieste dei giovani under 35, che raggiunge il 34,9% del totale delle richieste, che si orientano verso immobili nuovi, di dimensioni più contenute e con migliori performance dal punto di vista energetico rispetto ai mutuatari senior.

Il cambio di scenario impatta ovviamente le rate di chi ha un mutuo variabile, mentre i tassi fissi (la stragrande maggioranza del mercato) sono immuni. Ma modifica le prospettive di chi si avvicina ora all’acquisto: il Codacons calcola che tra inizio anno e adesso un prestito trentennale da 100mila euro costi complessivamente quasi 9mila euro in più.

Secondo una simulazione della redazione economica del Corriere della Sera, "un mutuo da 180mila euro a 20 anni a tasso fisso fa pagare alle condizioni migliori del mercato una rata da 916 euro che salgono a 934 euro se si considerano i tassi medi; le rate variabili sono rispettivamente 806 e 812 euro. A trent’anni le rate fisse scendono 672 (miglior mutuo) e a 702 (mutuo medio) mentre negli indicizzati i valori sono rispettivamente 563 e 567 euro. Come si può vedere la forbice di costo tra fisso e variabile è diventata abbastanza larga ma forse non è ancora tale da far valutare la scelta del variabile, in considerazione anche del fatto che l’Euribor entro fine anno dovrebbe cominciare a risalire".

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