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concerto operistico

Minnie, “La Fanciulla del West”

Doppia data al teatro Fraschini di Pavia: domani sera e domenica

Davide Maniaci

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06 Gennaio 2022 - 17:25

Minnie, “La Fanciulla del West”

Una scena de “La fanciulla del West”, sul palco del Fraschini

Una stagione speciale quella di quest’anno al teatro Fraschini di Pavia, che ha segnato il ritorno del pubblico dei melomani pavesi in sala, sempre molto numeroso ad ogni appuntamento. A concludere il percorso operistico è l’opera in tre atti “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini, un gioiello musicale con cui il compositore lucchese, dopo “Bohème-Tosca-Butterfly” e un silenzio durato sei anni, portò la sua musica nel nuovo secolo.

Una doppia data, con la regia di Andrea Cigni e la direzione del maestro Valerio Galli, prevista per venerdì 7 gennaio alle 20,30 e domenica 9 alle 15,30.

Andrea Cigni (di schiena) alla regia

“La fanciulla del West” rappresenta uno spartiacque: Puccini si presentava nuovamente al pubblico con un capolavoro teatrale e musicale capace di stupire per la grandiosa spettacolarità e al contempo di commuovere attraverso le fragilità emotive e l’autenticità di valori dei protagonisti. Un “mondo sonoro” nuovo, anche se l’opera è lì a rammentare tutte le questioni ancora aperte nelle società: i pregiudizi sullo straniero, la pena di morte, ma anche il malessere della condizione di migranti, intrecciate in una forma impressionista intrisa di visionarietà, abbattendo ogni convenzione.

Giacomo Puccini, tra i più significativi operisti di tutti i tempi

L’ambientazione è la California, intorno al 1850, ai tempi della febbre dell’oro. Minnie è la giovane padrona della “Polka”, un ampio locale ai piedi delle montagne della Sierra. Una sera entra alla “Polka” un giovane straniero, il quale afferma di chiamarsi Dick Johnson. Il suo sguardo incontra quello di Minnie...

«Quello che non vorremmo fare nella rappresentazione di quest’opera - ha puntualizzato il regista, Andrea Cigni - è raccontare un Far West fatto di cowboys e pistoleri, che nulla hanno a che fare con quest’opera. Quello che vorremmo raccontare è piuttosto il “micro-mondo” o la microsocietà dentro alla quale tutto si svolge. La miniera come luogo di lavoro, fatica, sforzo, abbrutimento, reiterazione, alienazione, contrapposta allo spiraglio di luce offerto dal ‘saloon’ di Minnie, madre, sorella, maestra, amica, amata... Luogo ipotetico della California, ma potrebbe essere ovunque, perchè non è la dimensione geografica che preme nella storia, bensì quella antropologica e sociale».

Biglietti in vendita sia online sia presso la biglietteria fisica del teatro, aperta dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19 (e un’ora prima di ogni spettacolo).

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