Innovazione

Dal grafene la tecnologia del domani

I valori del Cav. Achille Costamagna trasmessi alle nuove generazioni della famiglia È così che Pellan, proprietaria di Fiscatech, ha investito nella startup BeDimensional

Emanuel Di Marco

15 Gennaio 2019 - 15:00

Dal grafene la tecnologia del domani

VIGEVANO - La fusione virtuosa dell’esperienza maturata nel corso dei decenni dagli imprenditori e delle competenze fornite dalle nuove generazioni - che dispongono di alcune di esse in maniera pressoché esclusiva, si pensi alle conoscenze digitali - rappresenta la chiave per il futuro del territorio e più in generale dell’intero Paese. Un’innovazione che possa poggiare su basi solide, quindi, valori che è facile riscontrare in una realtà come Pellan, nata una decina di anni fa per operare da “contenitore” di un sistema complesso di aziende, nel pieno rispetto della filosofia del Cavalier del lavoro Achille Costamagna, che ha sempre posto come elemento imprescindibile la diversificazione.

Da qui l’impegno storico nella vigevanese Fiscatech, sorta a partire dall’unione di Sogetec e Fiscagomma, che conta oggi un centinaio di dipendenti, ma anche in un’azienda agricola di eccellenza, nella meccanica di precisione e nel settore immobiliare. «Pellan è una realtà molto ampia e articolata - spiega Carlotta Pignatti Costamagna, 26 anni, attuale presidente di una società che ha nel Cav. Costamagna, classe 1929, e nella moglie Maria Luisa Bosi Fioravanti rispettivamente il presidente e il vicepresidente onorari - con sede a Milano ma con un’anima fortemente legata a Vigevano, dove d’altronde operiamo ogni giorno».
Una diversificazione, come detto, che ha condotto Pellan a individuare in BeDimensional, startup sviluppatasi nel cuore dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e fondata da due fisici di livello, Vittorio Pellegrini e Francesco Bonaccorso, un’importante opportunità di sviluppo in un settore sì innovativo ma dalle rilevanti potenzialità. Al centro un materiale specifico, il grafene, fulcro delle attività dei Graphene Labs di IIT, che operano anche sulla scorta dell’interesse mostrato dall’Unione Europea, che ha investito in dieci anni un miliardo di euro per portare il grafene dai laboratori di ricerca all’industria. Molteplici gli ambiti di applicazione, che toccano anche settori quali la nautica, la Formula 1 e quell’automotive che rappresenta uno dei comparti maggiormente in sviluppo dell’area pelle. Sì, perché il grafene, applicato in piccole quantità a determinati materiali, tra cui le pelli sintetiche di Fiscatech, ne accresce la resistenza, caratteristica sempre più richiesta dal mercato. Non sorprende che quindi BeDimensional sarà all’interno dello stand della stessa azienda vigevanese in occasione della fiera Techtextil di Francoforte, a maggio.

«Siamo presenti in BeDimensional in sinergia con il gruppo genovese Camponovo - aggiunge Carlotta Pignatti Costamagna, alle spalle una laurea magistrale in Legislazione di Impresa presso l’Università di Pavia - e sempre a Genova è stato recentemente acquistato un immobile di oltre 4 mila metri quadrati a breve distanza dall’Istituto Italiano di Tecnologia, qui opererà un team giovane e qualificato, con persone provenienti da ogni parte del mondo». L’intento primario è quello di produrre grafene e cristalli bidimensionali su scala industriale. Se inoltre nei prossimi giorni verrà raggiunto un accordo con IIT si creerà in BeDimensional un Joint Lab con i ricercatori dell’istituto diretto da Roberto Cingolani, che sarà probabilmente il più grande laboratorio di ricerca applicata sul grafene in Europa. «Se giungeranno i risultati attesi e se sarà manterrà a lungo il vantaggio di essere gli unici al mondo in grado di produrre cristalli bidimensionali di alta qualità e in grande scala, è plausibile che l’impianto di Genova raggiungerà in breve la massima produzione possibile (circa 10 tonnellate l’anno, ndr). Questo renderà inevitabilmente necessario costruire nuovi impianti e pensiamo che Vigevano sarà certamente una sede candidata». Si tratterebbe, senza dubbio, di una prospettiva di alta rilevanza per le eccellenze, non solo locali, laureate in fisica, chimica e ingegneria.

Materiale resistente dalle elevate proprietà

Materiale ricavato dalla comune grafite e costituito da “fogli” spessi un solo atomo di carbonio, il grafene risulta ben duecento volte più resistente dell’acciaio ma flessibile e virtualmente trasparente. La sua scoperta, avvenuta nel 2004, è valsa il premio Nobel per la fisica 2010 ai fisici Andrej Gejm e Konstantin Novosëlov dell’Università di Manchester. Fino a questo momento, tuttavia, è stato possibile ottenere grafene solo in minimi quantitativi con un altissimo livello di purezza, ma a costi di fatto insostenibili, o prodotti grossolani di grafite ultrasottile da decine di piani atomici, quasi del tutto privi delle caratteristiche del grafene monoatomico. È qui che risiede il valore espresso da BeDimensional, la quale ha dimostrato la possibilità, attraverso un processo brevettato, di produrre grafene di altissima qualità, sebbene in poche decine di grammi al mese. E con l’ingresso nella start-up del gruppo Camponovo e di Pellan si è potuto avviare in tempi rapidi una nuova fase che, per la prima volta al mondo, dovrebbe portare alla produzione industriale di grafene (e di altri cristalli bidimensionali) di altissima qualità, cioè composti da soli tre/cinque piani atomici. A Genova è in fase di avvio un impianto pilota che a breve dovrebbe iniziare a produrre circa due kg al mese di grafene. «Può sembrare un piccolo quantitativo - spiegano i soggetti chiamati in causa - ma occorre tenere presente che sinora nessuno al mondo è stato in grado di produrlo e poi che in realtà il grafene viene utilizzato come additivo in piccolissime quantità (nell’ordine di 0.5 - 1% in peso) di materiali già esistenti, tra cui il normale poliuretano con cui Fiscatech produce le pelli sintetiche».

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