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Il prefetto di Pavia rassicura: «L'attuazione del Decreto Sicurezza non produrrà nessun forte impatto"

Umberto Zanichelli

17 Gennaio 2019 - 17:29

Il prefetto di Pavia rassicura: «L'attuazione del Decreto Sicurezza non produrra nessun forte impatto"

Il prefetto di Pavia, Attilio Visconti

I primi riscontri in provincia sono assolutamente confortanti; non c'è stato aumento delle uscite dai Centri di accoglienza straordinari.

«L'attuazione del Decreto Sicurezza non produrrà alcun impatto rilevante». Lo conferma il prefetto di Pavia, Attilio Visconti, sgombrando così il campo dalle voci relative ad un possibile incremento dei fenomeni di marginalità sociale. «I primi riscontri avuti dall'applicazione delle nuove direttive sono assolutamente confortanti - dice - Non si registra alcun aumento delle uscite dai Centri di accoglienza straordinari ma un fisiologico turnover delle presenze». Una volta ricevuto l'esito positivo del pronunciamento della Commissione o dall'autorità giudiziaria, il migrante esce dal sistema di accoglienza straordinaria per accedere, laddove ne abbia i requisiti, al nuovo sistema di accoglienza di secondo livello, il Siproimi, che viene riservato ai soli titolari di protezione internazionale. Chi invece riceve parere negativo da parte della Commissione viene allontanato dal territorio nazionale dove non ha più diritto di rimanere. «Il Decreto Sicurezza interviene efficacemente anche sotto questo profilo - sottolinea Visconti - perché rende operative le procedure di rimpatrio volontario o, in caso di pericolosità, di espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera».

Cambiano anche le normative in merito al permesso di soggiorno per motivi umanitari, che è stato abolito. «Si è inteso in questo modo superare il concetto di diritto di permanenza indistinto, con l'aggravio dei costi a carico dello Stato». I numeri dicono per altro che dei 40 mila permessi di soggiorno per motivi umanitari concessi negli ultimi tre anni, solo 3.200 sono stati convertiti in permessi di lavoro e in appena 250 casi è stato ottenuto il ricongiungimento familiare. Per chi è già in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari è previsto un percorso transitorio. Nei Cas della provincia di Pavia sono attualmente pochi i titolari di tali permessi e si tratta di soggetti per i quali l'accoglienza proseguirà rientrando in quei "casi speciali" espressamente previsti dalla normativa.

«Il lavoro di programmazione svolto in precedenza - conclude il prefetto Visconti - ci consente oggi di non essere in affanno nell'attuazione della nuova normativa e di poter assicurare che nessun soggetto meritevole di protezione sarà abbandonato al suo destino».

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