Emergenza COVID-19

L'aiuto da portare avanti in rete

La raccolta fondi avviata dal Coordinamento Volontariato Vigevano.

Ilaria Dainesi

27 Marzo 2020 - 10:54

L'aiuto da portare avanti in rete

La situazione delle diverse associazioni della città: ecco tutto quello che serve loro.

Le 3 Croci (Croce Rossa, Croce Azzurra e Croce Verde) sono operative nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus sia da un punto di vista sanitario che sociale, effettuando un servizio di emergenza e trasporto ammalati anche di COVID-19 in coordinamento con Areu (Azienda regionale Emergenza Urgenza) e con gli ospedali. La Croce Rossa a Vigevano, nel COC (Centro Operativo Comunale), ha il compito di coordinare con il Comune e il gruppo di Protezione Civile  le necessità dei cittadini in particolare quelli in quarantena a casa e gli anziani.

Oltre alla Croce Rossa, anche Croce Azzurra, Croce Verde, Auser, Anteas, associazione Alpini hanno dato la loro disponibilità al COC. Altre associazioni hanno sospeso le attività che prevedono raggruppamenti e spostamenti di persone e stanno applicando i decreti ministeriali che impongono di "Restare a casa", vista anche l’età avanzata dei loro volontari. Alcune associazioni che effettuano servizi irrinunciabili alle persone, come comunità socio sanitaria "Annina" e la Comunità Alloggio "Casa di Lorenza", Butterfly, Auser e Anteas sono operative, anche se riducono all’indispensabile gli spostamenti all’aperto. Molte si sono attivate per offrire comunque un sostegno a distanza ai propri associati e/o assistiti come Unitre, Angeli Colorati, Anffas, Fileremo.  A queste realtà del Coordinamento comunque operative, se ne aggiungono altre che effettuano servizi e attività sociali indispensabili, come AMF (Ass. Medici di Famiglia), Cooperativa Betania, Cooperativa Kore, aps Idealmente Sondapiù, Cooperativa Il Cerchio.

Problematiche e necessità delle Croci e delle Associazioni nell’emergenza sanitaria e sociale.

In questa situazione di emergenza il volontariato operativo non riceve sostegno economico nè sostegno materiale da istituzioni o da enti pubblici. Le Croci necessitano di presidi sanitari DPI (dispositivi di protezione individuali) per effettuare servizi di ambulanza nell’emergenza Covid19. Le associazioni operative per servizi di trasporto o di assistenza alle persone o agli associati hanno necessità di mascherine, guanti e igienizzanti. Questi presidi anche a livello nazionale si trovano difficilmente e hanno costi elevati e imprevisti per le associazioni, ma sono indispensabili per la sicurezza degli operatori e dei trasportati.

Molte associazioni sono impegnate ad offrire assistenza e ad aiutare le persone contagiate in isolamento, in quarantena, le persone anziane, con disabilità e fragili costrette a casa, anche offrendo un sostegno psicologico e morale a distanza. Lamentano una carenza di strumenti informatici che possano consentire videochiamate, utilizzo dei social e anche il sostegno scolastico dei minori.

Ecco in cosa consiste il progetto IL VOLONTARIATO DI VIGEVANO PER L’EMERGENZA COVID-19

  • Implementazione della rete favorendo il dialogo e la collaborazione tra le Croci cittadine, organizzando teleconferenze periodiche (ogni 2 o 3 giorni) e scambi continui di informazioni sulla chat di gruppo su WA. Raccolta quotidiana dei bisogni e delle proposte delle associazioni, sia  telefonicamente che via WA.
  • Utilizzo dei social e del portale WETOWN, di concerto con Rete Cultura e Pool Vigevano Sport, per pubblicizzare le comunicazioni del Governo, Regione, Comune, ATS  etc.  e le iniziative delle Associazioni anche non appartenenti al
  • Coordinamento in tema di emergenza coronavirus  
  • Attivazione di un conto corrente del Coordinamento dedicato a: VOLONTARIATO DI VIGEVANO PER EMERGENZA COVID-19, per raccogliere donazioni da utilizzare con decisione condivisa con le Croci e le Associazioni operative.
  • Attivazione di una raccolta fondi on line con “GOFUNDME”  che andrà ad aggiungersi alle donazioni arrivare sul conto dedicato.
  • Campagna di informazione a mezzo stampa e sui social per le necessità e le soluzioni per il volontariato impegnato nell’emergenza.
  • Inoltro di richieste mirate a Club di servizio, a imprenditori, associazioni di categoria, associazioni filantropiche, ecc. per richiedere donazioni.
  • Effettuazione di acquisti comuni in proprio o finanziamento di acquisti di associazioni con esperienza dei presidi sanitari e le attrezzature necessarie alle Associazioni per svolgere le attività in sicurezza sia per i Volontari che per gli assistiti
  • Reperimento degli strumenti informatici  (tablet, personal computer e smartphone ) per comunità e famiglie bisognose
  • Costruzione di una rete di volontari in grado di offrire un supporto psicologico morale a distanza  
  • Rafforzamento delle collaborazioni con il COC e con altre realtà particolarmente attive nell’emergenza sociale come l’aps Idealmente Sondapiù, Cooperativa Il Cerchio, Cooperativa Betania, Cooperativa Kore, Associazione Medici di Famiglia

Bonifico intestato a: COORDINAMENTO VOLONTARIATO VIGEVANO
IBAN:   IT12 A031 1123 0000 0000 0003 566
Per:       Volontariato per Emergenza COVID-19

Ecco la situazione di alcune di queste associazioni.

Croce Verde

«La Croce Verde – spiega la presidente Claudia Pivi – oltre ad assicurare il normale svolgimento delle attività istituzionali in questo momento di emergenza garantisce il servizio di trasporto dei dializzati, persone fragili e bisognose di costanti trattamenti ospedalieri. Offriamo anche il servizio a domicilio di consegna di spesa e farmaci. Abbiamo aderito al progetto del comune per la creazione di un numero di ascolto e aiuto per tutti i concittadini. Ci stiamo impegnando anche nella raccolta di fondi destinati all’acquisto di un ventilatore polmonare da donare all’Ospedale Civile di Vigevano».

Anteas

«L'associazione – spiega il presidente Patrizio Volpe – attualmente non può svolgere servizi specialmente per gli anziani e persone sole, in quanto i nostri 15 volontari che svolgono normalmente i servizi mattina e pomeriggio, o in caso di necessità non sono dotati di indumenti di protezione».

Centroantiviolenza Kore

«Il Centroantiviolenza Kore di Vigevano che momentaneamente ha chiuso i propri sportelli a causa dell’emergenza Corona Virus – fa sapere la presidente della Cooperativa Sociale Kore onlus Nicla Spezzati –  continua l’attività di ascolto e aiuto alle donne che subiscono violenza attraverso i mezzi di comunicazione sociale (internet, telefono h. 24, avvisi sui giornali). Mentre speriamo di cuore che questa emergenza finisca e si possa riprendere gradatamente il contatto con le donne siamo preoccupate perché ci mancano mezzi di protezione quali mascherine e guanti anti contagio. Pensiamo che avremo un grandissimo numero di utenti perché dopo tanta sofferenza a stretto contatto con i loro maltrattanti dovendo subire senza via di scampo, finalmente potranno rivedere la luce tornando al Centro o arrivandoci per la prima volta. Saranno per noi fondamentali per loro e per noi dunque mascherine e guanti. Inoltre le nostre donne che sono state costrette a lasciare la casa in situazione drammatica e sono in protezione sono mancanti di tutto, soprattutto cellulare e Pc. Ora quando hanno con sé anche i figli minori davvero servirebbe un pc o tablet per seguire le lezioni o rimanere in contatto con la scuola finche non si risolva definitivamente questa situazione che non sarà breve. Diciamo che stanno vivendo un’emergenza nell'emergenza».

Butterfly

«In merito alla nostra mission e quindi aiuto a donne e minori in condizioni di disagio che abbiamo in carico – spiega la presidente Marica Graziano – le necessità urgenti per emergenza coronavirus, sono dipendenti dal denominatore comune che le accomuna che è la mancanza di sostegno economico. Le nostre donne, prese in carico territoriali e/o all’interno delle nostre case di accoglienza, sono nuclei monogenitoriali che devono portano avanti la famiglia con molta fatica. Nel periodo che stiamo vivendo e come necessità di emergenza, dobbiamo far fronte ad una mancanza quasi totale di strumenti informatici atti al sostegno scolastico dei minori. Mancano personal computer, cellulari, eventuali tablet, linee di rete per i collegamenti on line».

Università Tempo Libero

«L'università ha dovuto chiudere i battenti, come tutte le scuole, dal 24 febbraio, ma si è subito attivata per mantenere i contatti con i propri iscritti e servire da sostegno in caso di bisogno – fannno sapere – Una mail è stata inviata a tutti i docenti per chiedere che inviassero post, indirizzati ai loro corsisti, da pubblicare sulla pagina fb UNITRE VIGEVANO. Un iniziativa di sostegno psicologico gratuito delle docenti del corso di Allenamento cognitivo, dott.sse Paola Tagliani e Federica del Signore, è stata diffusa fra tutti i soci. Molti insegnanti hanno continuato a tenere i contatti con i propri alunni inviando le dispense delle lezioni purtroppo interrotte. La docente Ida Daneri del corso di Scrittura creativa continua, collegata con i suoi corsisti via Skype, i suoi incontri settimanali. Fernanda Menendez e il gruppo delle Narranonne racconta favole al telefono e si sta organizzando per mettere a disposizione di tutti questa possibilità. La dott.ssa Marianna Cordone del corso Psicologia delle relazioni si sta attrezzando per organizzare un corso di sostegno, attraverso una piattaforma, aperto a tutti i soci dell’Università. Stiamo preparando un numero speciale del Notiziario dell’Università, chiedendo la collaborazione dei nostri volontari, sempre per via telematica, da far arrivare agli iscritti per Pasqua. Tutte le iniziative vengono pubblicate sulla pagina Unitre Vigevano raggiungibile, con il telefonino anche da chi non è iscritto a fb, a questo indirizzo https://www.facebook.com/UnitreVigevano/ o sul sito www.utevigevano.it. Per info: Carla Finco tel 348 3507245  -  Fernanda Cotta  tel. 349 0695805».

Anffas Vigevano

«In questo periodo di estrema emergenza – fa sapere Benedetta Croci – l'associazione Anffas Vigevano si è vista costretta alla chiusura del suo centro di aggregazione per persone con disabilità, con grande rammarico e preoccupazione per i fruitori e le loro famiglie. Ci siamo comunque attivati per mantenere i contatti con i nostri associati (e non solo!) per garantire loro almeno le informazioni e il supporto psicologico necessario. Consapevoli delle difficoltà di gestione dell'attuale emergenza, ci preme comunque fare una richiesta volta a garantire il benessere biopsicosociale di persone con disabilità intellettiva e dei disturbi del neurosviluppo, che manifestano grossi limiti di comprensione nei confronti delle stringenti disposizioni attivate per il contenimento dell'epidemia in corso: prevedere una deroga sul divieto di uscire dalle proprie abitazioni per delle brevi uscite giornaliere, mantenendo il rispetto delle prescrizioni di protezione e contenimento previste dalla normativa nazionale. Auspichiamo che le voci delle persone con disabilità non cadano nel vuoto e che possa essere permesso loro, con un piccolo gesto, di poter affrontare al meglio questo difficile periodo».

Aias

«Nel rispetto dei DPCM di volta in volta emanati, la segreteria dell'Associazione e il Centro ricreativo diurno sono attualmente chiusi – fa sapere Patrizia Patuzzi, responsabile Comunità Annina e Casa Lorenza – L'associazione comunque si adopera per dare sostegno ai suoi "ragazzi" e alle famiglie attraverso contatti telefonici. Sono invece operative le due Comunità residenziali per persone disabili. La Comunità Socio sanitaria "Annina" e la Comunità Alloggio "Casa di Lorenza". Gli ospiti attualmente stanno bene.   Purtroppo, al fine di ridurre al minimo il rischio di eventuale contagio, non possono ricevere visite da amici e parenti con i quali il contatto è telefonico. Siamo ancora in grado di garantire la continuità assistenziale ma anche di offrire agli ospiti alcune gradite attività ricreative ed educative nonostante l'ansia  e la continua preoccupazione, soprattutto nel caso un operatore si ammali (per noi i tamponi non si fanno).  Utilizziamo  i DPI che abbiamo (mascherine chirurgiche, divise, guanti)  per cercare di garantire  la sicurezza ai nostri ragazzi ma fatichiamo a trovare mascherine FFP2 o FFP3, in caso di emergenza)  e non riusciamo a trovare  camici monouso».

Il Filéremo

«Dal 5 marzo con l’evolversi della emergenza Covid-19 il Centro Orientamento Disabili Il Filéremo ha dovuto sospendere le attività dei due centri diurni – spiegano Patricia Valente e Silvia Fogarolo – Per sopperire alla mancanza di frequenza dei ragazzi, al disagio e ai problemi di gestione per le loro famiglie, le coordinatrici con tutta l’equipe multidisciplinare hanno organizzato un servizio in modalità remota. Laboratori on line, chiamate telefoniche, videochiamate, utilizzo dei social (pagina Facebook e profilo Instagram), informazioni e numeri utili alla vita quotidiana, unito al supporto diretto dei nostri psicologi e dell’infermiera sono stati il modo più diretto per raggiungere tutti i nostri ragazzi e le loro famiglie in questi giorni così difficili che stiamo vivendo tutti. Per svolgere tutto questo lavoro ci rendiamo conto quanto sia necessario essere attrezzati tecnologicamente. In questo momento, per sopperire a questa mancanza, tutta l’equipe ha messo a disposizione i propri cellulari, PC, tablet, collegamenti internet per assicurare la buona riuscita di questi compiti».

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