Le 4 ricerche dell'Università di Pavia

Covid-19, Nature pubblica studio su un nuovo modello di previsione del decorso dell’epidemia

Altri lavori sulle riviste Jama Pediatrics, Medrxiv e Frontiers in Immunology.

Ilaria Dainesi

24 Aprile 2020 - 12:45

Covid-19, Nature pubblica studio su un nuovo modello di previsione del decorso dell’epidemia

Immagine di repertorio.

I ricercatori dell'Università di Pavia sono in prima linea nella lotta contro il Coronavirus e i loro studi stanno segnando passi avanti importanti per il contrasto dell'epidemia. Nei giorni scorsi quattro ricerche che hanno coinvolto medici e scienziati pavesi sono state pubblicate su alcune delle più prestigiose testate scientifiche internazionali.

Il 22 aprile Nature ha pubblicato l’articolo “Modelling the COVID-19 epidemic and implementation of population-wide interventions in Italy” che vede tra i ricercatori firmatari il professor Raffaele Bruno del Dipartimento di Scienze Clinico chirurgiche diagnostiche e pediatriche dell’Università di Pavia e Alessandro Di Filippo, Angela Di Matteo e Marta Colaneri della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Lo studio propone un nuovo modello predittivo del decorso dell’epidemia per la pianificazione di una efficace strategia di controllo. Secondo la ricerca, la mancata identificazione degli individui positivi, ma non diagnosticati, spiega la scarsa attendibilità dei dati comunicati sui tassi di mortalità del virus. Si confermano altresì necessarie per prevenire i contagi le misure di distanziamento sociale combinate a un massiccio uso dei test e alla messa in pratica di strategie di tracciamento. https://www.nature.com/articles/s41591-020-0883-7)

La rivista internazionale di pediatria Jama Pediatrics ha pubblicato una ricerca mirata a raccogliere quante più informazioni possibili sui casi di Coronavirus nei pazienti in età pediatrica. Lo studio è frutto della collaborazione tra Università di Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia ed è stato realizzato da un gruppo di pediatri guidati dal professor Gianluigi Marseglia (tra cui la professoressa Amelia Licari),  che hanno lavorato insieme ai prof. Raffaele Bruno, Fausto Baldanti e Stefano Perlini in prima linea per la lotta al Covid-19. Sono state passate al setaccio tutte le pubblicazioni scientifiche internazionali riguardo ai casi di Coronavirus selezionando poi le ricerche che approfondivano i casi relativi ai bambini. Si è tratto della prima rassegna organica a livello internazionale delle pubblicazioni su questo tema. Tra gli 815 articoli presi in considerazione sono stati poi selezionati 18 studi (tutti realizzati in Cina, tranne uno svolto a Singapore) che hanno illustrato casi di bambini contagiati. I casi esaminati in queste ricerche hanno evidenziato come tra i pazienti da 0 e 9 anni non si siano riscontrati decessi e si sia segnalato un solo caso grave riferito a un bambino di 13 mesi. https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2765169

83 studiosi internazionali tra cui il professor Riccardo Bellazzi del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione dell’ Università di Pavia hanno diffuso su Medrxiv una ricerca che ha aggregato i dati sui pazienti affetti da Covid-19 provenienti da 96 ospedali (di Stati Uniti, Francia, Italia, Germania e Singapore) e relativi a 27.927 casi e a 187.802 valori di laboratorio riferiti ai pazienti. Questa imponente raccolta di dati ha permesso di evidenziare tratti comuni nell’evoluzione della malattia, esaminare una traiettoria tipica del decorso in diverse categorie di pazienti, in relazione anche alle cure intraprese. Lo studio è statopromosso dalla Fondazione americana i2b2 (Informatics for Integrating Biology and the Bedside). Riccardo Bellazzi, che coordina l'accordo tra Università di Pavia e la Harvard Medical School  sul progetto i2b2/Pavia, è stato il riferimento italiano per la raccolta dati e l'indagine sugli ospedali italiani. «Si tratta - spiega - di una importante iniziativa, che ha permesso di realizzare una piattaforma sicura, strutturata e condivisibile, per lo scambio internazionale di dati sui pazienti, a supporto a tutti. I dati sono un valore ed è fondamentale condividerli, mettendo a disposizione piattaforme sicure, che permettono anche un confronto di procedure ospedaliere».  https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.04.13.20059691v2.)

La professoressa Hellas Cena medico nutrizionista del Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense di UNIPV è coautrice di un'indagine che ha approfondito i legami tra nutrizione e Covid-19. Lo studio ha cercato di individuare dei comportamenti alimentari in grado di prevenire e ridurre la risposta infiammatoria causata dall'abnorme rilascio delle citochine causata in alcuni pazienti dal Covid-19. La ricerca è in corso di pubblicazione su Frontiers in Immunology. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2020.00944/abstract

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