Indagini sul servizio di trasporto sanitario in Lomellina e Oltrepò

Guardia di Finanza, blitz per acquisire la documentazione

Umberto Zanichelli

20 Maggio 2020 - 20:58

Guardia di Finanza, blitz per acquisire la documentazione

Al centro dell'inchiesta la First Aid di Pesaro. La cooperativa: «Contro di noi fango per screditarci».

Frode nelle pubbliche forniture. E' l'ipotesi di reato per verificare la quale, nella giornata di ieri, i militari della Guardia di Finanza di Vigevano hanno acquisito nella sede di Voghera della Asst, la documentazione relativa all'appalto assegnato nel settembre del 2017 alla cooperativa sociale First Aid One di Pesaro, per i trasporti sanitari nelle strutture di Lomellina e Oltrepò. L'indagine e nella fase iniziale e non è escluso che nei prossimi giorni venga acquisito nuovo materiale. L'appalto era stato vinto dalla First Aid che era stata l'unica partecipante al bando dopo la rinuncia della Croce Rossa e delle associazioni affiliate ad Anpas e Faps.

Sulla vicenda First One ha diffuso oggi un lungo comunicato, che vi proponiamo in forma intergrale.

«La First Aid One – cooperativa sociale – a tre anni dall’aggiudicazione del servizio svolto per la ASST Pavia, è costretta ancora una volta a ristabilire l’ordine dei fatti e la verità su circostanze ampiamente dibattute già nel 2017. Allorché un “cartello” di associazioni di privati cittadini consorziati con Anpas, CRI e Faps, decisero di “disertare” la procedura della gara di un appalto indetto dalla ASST Pavia perché, ritenuta dai dirigenti dello stesso “cartello”: “non remunerativa”.

La circostanza generò un vero fuoco mediatico contro la nostra cooperativa ma i fatti parlavano chiaro. I tre milioni di euro pretesi erano troppi per quel servizio, per lo più svolto con il volontariato!

Infatti, First Aid One testimoniò pubblicamente – senza poter essere contraddetta, come fino ad allora la stazione appaltante aveva speso ben oltre le cifre necessarie a quel tipo di servizio.

Il principio di economicità era sopraggiunto con il cambio di un direttore generale che decise di chiudere la stalla quando “i buoi erano già usciti”. L’ennesima storia tutta italiana di sperpero di risorse pubbliche e resistenze di potentati locali con il guinzaglio al collo dei più deboli.

Oggi – senza alcuna memoria – leggiamo su alcune testate giornalistiche, forse in seguito ad indiscrezioni trapelate senza alcuna dovizia di contenuti e di realismo sociale ed economico, che l’appalto, la cui base di gara nel 2017 era di 2.200.000,00 è magicamente diventato di TRE milioni di euro.

Non conosciamo le finalità per cui i numeri vengono sviati o taroccati. Né lo vogliamo sapere perché ciò che conta per la First Aid sono i fatti ed i risultati testimoniati con fatture e riscontri documentali di un servizio svolto in modo brillante rispettoso delle norme di legge poste alla base del capitolato di gara.

Ad oggi First Aid One ha fatturato 1.100.000 euro, facendo risparmiare ad Asst Pavia il 50% dei costi preventivati.

Forse questi numeri imbarazzano chi fino a ieri aveva preso 3 milioni di euro per svolgere lo stesso servizio utilizzando in via esclusiva i volontari? In ogni caso nei confronti della Firs Aido One coop sociale non è stata contestata alcuna fattispecie di reato nonostante la gravità delle ipotesi trapelate lascerebbe immaginare un quadro fosco e ingannevole, dal quale prendiamo le distanze, dichiarandoci fin da subito pronti a fornire ogni più ampia collaborazione alla magistratura inquirente, alla quale, se necessario, forniremo tutti i dettagli e i documenti utili a ripristinare la verità dei fatti e a sgombrare il campo da ipotesi di rilievo penale nei confronti di First Aid.

All'autorità giudiziaria chiediamo pertanto di fare il prima possibile chiarezza sulla correttezza delle nostre condotte, anche a tutela del nostro operato. Ribadendo a chiare lettere come la nostra condotta non sia mai stata lesiva dei principi derivati da una gestione oculata, scrupolosa e rispettosa del valore del denaro pubblico.

Tuttavia ci chiediamo come mai a tre mesi dalla naturale scadenza di un servizio posto sotto la lente d’ingrandimento dalla stazione appaltante fin dal suo primo vagito, tanto fervore si animi attorno al rischio di un’eventuale proroga tecnica. E al tempo stesso ci domandiamo chi abbia interesse a infangare il nostro operato che nel corso dell’emergenza Covid-19, in Lombardia così come nel resto d’Italia, è stato valutato con encomi pubblici e attestati di stima da tutte le stazioni appaltanti.

Per noi, nel rispetto dei ruoli e della professionalità d’ognuno, parlano i numeri che non possono essere contraffatti, posto che la First Aid One è obbligata a detenere la documentazione comprovante.

Nel 2017 Lotto 1 e Lotto 2 (Lomellina-Oltrepò):

2085 trasporti intraospedalieri in ambulanza
187 trasporti con ambulanza CMR (centro mobile di rianimazione)

Nel 2018:

6031 trasporti intraospedalieri in ambulanza

702 trasporti in CMR702 trasporti in CMR

Nel 2019:

6799 trasporti intraospedalieri in ambulanza

617 trasporti in CMR

Nel 2020:

1862 trasporti ordinari intraospedalieri in ambulanza

563 trasporti speciali COVID-19

133 trasporti in CMR

Comprendiamo dunque l’astio di chi, testimone delle nostre performances operative, nella gestione ordinaria come nel corso della drammatica emergenza Covid-19, mal abbia tollerato i nostri indiscussi successi. La nostra puntuale preparazione e le eccellenti soluzioni messe in campo, mentre altri reclamavano denaro per l’acquisto dei DPI, denaro per fare le sanificazioni, denaro per i volontari e denaro per effettuare trasporti straordinari. Minacciando l’abbandono dei servizi. In Lombardia come altrove.

Non li biasimiamo ma non staremo con le mani in mano, consci che vi è stato un tentativo di modificare la realtà dei fatti, ci adopereremo affinché la verità venga ristabilita in ogni sede. Confidando nel buon operato e nella indiscussa neutralità degli organi inquirenti sapranno garantire alla First Aid così come a tutti i cittadini del Pavese e ai nostri validi quanto preziosi operatori».

 

 

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