Sulle cessione della maggioranza delle quote

Moreschi, il comunicato della famiglia: «Operazione strutturata per il profitto di un soggetto e ai danni dei nostri dipendenti, della nostra azienda e della nostra famiglia»

Umberto Zanichelli

06 Agosto 2020 - 19:05

Moreschi, il comunicato della famiglia: «Operazione è strutturata per il profitto di un soggetto e ai danni dei nostri dipendenti, della nostra azienda e della nostra famiglia»

La promessa: «Non lasceremo che distruggano un’azienda storica come la nostra, non resteremo inermi, promuoveremo ogni iniziativa giudiziaria che possa ristabilire lo status quo, per il bene dell’azienda, ma soprattutto per tutte le persone che lavorano per noi».

Sulla controversa vicenda della cessione di parte delle quote dall'azienda a Guido Scalfi, la famiglia Moreschi ha diffuso nel pomeriggio un comunicato. Ecco il testo integrale. 

In considerazione del rilievo mediatico che è stato dato alla vicenda finanziaria che ha travolto la propria azienda e nel rispetto dei propri dipendenti e di tutti gli stakeholder coinvolti, la famiglia Moreschi ritiene necessario chiarire ufficialmente quanto accaduto, in seguito alla cessione del 50,37% delle quote societarie della Moreschi Spa alla Hurley SA, nella persona di Guido Scalfi. La difficile e sofferta decisione, di cedere parte delle quote della Moreschi Spa, alla Hurley SA è stata presa dalla famiglia a seguito della difficile congiuntura in cui si è trovato tutto il Paese e solo al fine di rilanciare l’azienda e salvaguardare tutti i propri dipendenti, con un nuovo piano industriale. I Moreschi hanno ceduto la maggioranza delle proprie quote a Guido Scalfi senza corrispettivo, ma a fronte di un accordo di “salvataggio” dell’azienda che assicurasse una struttura finanziaria adeguata per la continuità aziendale e per lo sviluppo commerciale nel medio lungo periodo, questi due fattori sono fondamentali per garantire il posto di lavoro di tutti i dipendenti ad oggi assunti.

L’accordo tra le parti prevedeva l’ingresso del nuovo socio Hurley SA solo a fronte di precisi impegni, presi e sottoscritti da Guido Scalfi, ossia la tutela dei dipendenti; la definizione a stralcio del debito con le banche, della Moreschi Spa, entro il 30 settembre e la definizione di un piano di ricapitalizzazione per lo sviluppo commerciale e il rilancio della società.

E’ con sorpresa e grande disagio che nei giorni scorsi, la famiglia Moreschi ha scoperto che Guido Scalfi si è reso gravemente inadempiente a tutti gli impegni che aveva assunto in fase di trattativa sia con gli allora Amministratori della società sia con i soci della stessa. Le condizioni poste dai Moreschi a Guido Scalfi erano le condizioni che Guido Scalfi si era impegnato a rispettare nei tempi e nei modi a fronte della cessione senza corrispettivo delle azioni della Moreschi Spa. Lo scorso luglio, durante la verifica mensile con le banche sull’andamento della società, la famiglia Moreschi ha appreso che Scalfi non aveva intrapreso nessuna delle azioni che si era impegnato a fare. Anzi, in qualità di amministratore di fatto della Moreschi Spa, attraverso il suo operato, aveva creato pesanti danni alla società stessa, quali, perdita dei negozi, calo drastico del fatturato di e-commerce, ma soprattutto la grave mancata finalizzazione degli accordi a stralcio del debito con le banche creditrici

A seguito di questa verifica, la famiglia Moreschi ha ufficialmente chiesto chiarimenti a Guido Scalfi sulla gestione dell’azienda, non in linea con gli accordi presi, ma nessuna risposta professionale è arrivata dallo stesso. Oltre a non fornire nessun chiarimento sul suo operato, ha cercato di spostare l’attenzione dei propri interlocutori aggredendoli verbalmente. Ad oggi, a quanto è dato sapere alla famiglia Moreschi, Scalfi opera in azienda come un vero e proprio amministratore unico, sebbene sia un mero socio di capitale e non abbia mai avuto ruoli operativi all’interno della società. Nota di rilievo è che l’attuale Consiglio di Amministrazione è costituito da un ex dipendete della Moreschi Spa, Paolo Cremonti, in precedenza licenziato dalla famiglia stessa e da Giada Ermolli, legata personalmente a Scalfi e amministratrice di una società anonima svizzera, la Coccole SA. La Coccole SA , nei mesi scorsi aveva anche preteso, dalla Moreschi Spa, pagamenti per prestazioni non commissionate.

Il punto centrale che interessa la famiglia Moreschi è la possibilità della negoziazione del debito per salvare l’azienda, motivo per il quale i fratelli Moreschi hanno deciso di aderire alla proposta di Scalfi, ma ad oggi le trattative con le banche non sono neppure iniziate. Nella sostanza, sono tre mesi che Scalfi e Cremonti (ex dipendente Moreschi) affermano che l’accordo con le banche è prossimo ad essere chiuso, ma in occasione dell’ultimo incontro, con le banche creditrici e i rappresentanti della Moreschi Spa, inclusi i fratelli Moreschi, tutte le banche presenti hanno dichiarato di non conoscere Scalfi e la Hurleys SA, giungendo a definirli “socio fantasma”.

«È evidente che tutta questa operazione è strutturata per il profitto di un soggetto e ai danni dei nostri dipendenti, della nostra azienda e della nostra famiglia e ci muoveremo nelle sedi più opportune per bloccare questa operazione preordinata di smembramento e liquidazione della società, contro la nostra volontà - scrive il presidente Gianbeppe Moreschi nella lettera firmata anche dai figli Mario, Stefano e Francesco -  Non lasceremo che distruggano un’azienda storica come la nostra, non resteremo inermi, promuoveremo ogni iniziative giudiziaria che possa ristabilire lo status quo, per il bene dell’azienda, ma soprattutto per tutte le persone che lavorano per noi». 

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