#Dorno, il libro della giovane scrittrice sarà presentato venerdì 25

L'Apocalisse post caffè di Laura Ravy

L'appuntamento alle 21 presso la sala Damiani

Davide Maniaci

24 Settembre 2020 - 20:58

L'Apocalisse post caffè di Laura Ravy

Laura Ravy

"Apocalisse post caffè", un caffè rovesciato che dà il via a una storia fatta di pazzie epocali. Parte da questa premessa il secondo romanzo della giovanissima dornese Laura Ravy. Verrà presentato domani sera, venerdì 25, presso la sala polifunzionale Damiani di Dorno, in piazzetta Volontari del Sangue dalle ore 21. Laura Ravy, 24 anni, chiacchiererà (in sicurezza) coi suoi lettori.
La scrittrice, anche blogger, vive fra galline e anatre. Oltre a inventare storie, di professione... si occupa dell'orto. «"Apocalisse post caffè" - spiega - arriva dopo un altro libro, “la vita segreta di un Cacciatore di Spettri”, un urban fantasy. Sono passata dalle storie di fantasmi a una commedia romantica piena di humour. È infatti una mia caratteristica sbizzarrirmi negli stili e cambiare rotta e genere. Sono una lettrice onnivora». E così nella trama due venticinquenni, Matteo e Silvia, inizieranno un percorso tanto strambo quanto apocalittico per giungere a una svolta. Lui ha un conto in banca imbarazzante, lei è miliardaria. Matteo si ritrova, dopo una gloriosa macchia di caffè, a dover ripagare il danno di 6000 euro a questa Silvia, una sconosciuta con cui ha balbettato un paio di parole. Il patto (più mentale che scritto) è che si sentirà pronto a rivederla solo quando avrà racimolato la cifra giusta... A fare da sfondo ci sono gli amici dei protagonisti. «Quando ho pensato a questo libro - prosegue Ravy - mi ero  prefissata l'obiettivo di dare spazio anche a chi faceva da contorno, motivo per cui mi sono concentrata tanto nel creare più storie legate tra loro. E così, in un alternarsi serrato di punti di vista, i protagonisti e gli antagonisti prendono parola, in un vortice spassosissimo. Mi sono ispirata, tra gli altri, a Stephen King, maestro nel dare profondità alle storie integrando anche i personaggi secondari con una narrazione ricca. L'ispirazione è decisamente avvenuta grazie ai miei guai... avevo appena finito la mia esperienza lavorativa in un fast food, e mi sono ritrovata piena di stimoli e nuove idee. Con la mia goffaggine avevo distrutto metà armamento di tazzine e un sacco di bicchieri, e non soddisfatta non mi ero risparmiata dal rovesciare molti caffè. Ero un disastro ambulante, e ciò è stata la scintilla che ha acceso le mie idee. Così è nato un protagonista pasticcione e imbranato, incapace di sognare in piccolo e pronto a cacciarsi in progetti assurdi pur di essere se stesso. Ed è questo il messaggio di fondo del libro: non essere condizionati dagli altri, ma essere sempre se stessi, credere nelle proprie qualità, anche quando il mondo intero è contro».

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