Dopo l'indagine della Guardia di Finanza

Caso Biolevano: gli interrogativi dell'associazione Futuro Sostenibile in Lomellina

Umberto Zanichelli

30 Gennaio 2021 - 18:24

Caso Biolevano: gli interrogativi dell'associazione Futuro Sostenibile in Lomellina

«Il territorio ha subìto un sopruso e ora ha diritto a delle risposte».

Il caso Biolevano, scoppiato mercoledì con l'esecuzione di misure restrittive a carico di 11 dei 13 indagati, e che ha portato alla scoperta di una maxi-frode ai danni dello Stato per oltre 143 milioni di euro, sta scatenando le reazioni sul territorio. In una nota l'associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, che al progetto della centrale a biomasse del centro lomellino, si era opposta da subito, chiede che vengano offerte risposte ad un territorio che "ha subìto un sopruso".

«Secondo i dati dell’inchiesta - si legge ne documento - la truffa portata avanti dalla Biolevano, in collaborazione con società partner con sede a Vigevano si basava su un “giochino” tutto sommato semplice: oltre ai soldi per l’energia prodotta venduta, la Biolevano ha incassato per anni il surplus dovuto a chi produce energia con legno vergine raccolto entro un raggio ben preciso di 70 chilometri. Ma nel caso della Biolevano i 70 km non erano rispettati. Il legname arrivava da tutte le parti, anche dall’estero, perché costava molto meno. 

Questa è l’accusa alla base dell’azione giudiziaria messa in atto in questi giorni che, speriamo, risponda anche a queste nostre domande. E cioé perché all’atto dell’autorizzazione non vennero tenuti affatto in considerazione i dati che dimostravano, in base agli studi degli agronomi, che il recupero di 180.000 tonnellate di legno all’anno nel raggio di 70 chilometri era praticamente impossibile? Quindi si sapeva già fin dall’inizio che quanto previsto dalla autorizzazione non potesse essere attuato. Mettendo in conto i viali cittadini e i parchi pubblici non si poteva rispettare quanto promesso anche se ci avevano provato persino con il progetto della tanto decantata autostrada Broni-Mortara a inserire lungo il percorso siepi di pioppelle da bruciare evidentemente alla Biolevano. E ancora – continua l'associazione – perché l’amministrazione comunale di Olevano non si oppose, anzi favorì l’installazione dell’impresa? Perché le amministrazioni provinciale e regionale non tennero conto di questa incongruenza e approvarono il progetto? E poi: su quali basi il Consiglio di Stato annullò la sentenza del Tar?».

I quesiti ai quali l’associazione ambientalista chiede risposta non sono ancora finiti. «Perché il bubbone viene fuori solo ora quando gli incentivi statali stanno per finire , visto che tutti sappiamo che non vengono erogati per più di 12 anni? – prosegue la nota - Il Ministero delle Politiche Agricole ha mai controllato e verificato i documenti di tracciabilità delle biomasse da filiera corta presentati da Biolevano per autorizzare poi l’accesso al regime incentivante per la produzione di energia elettrica secondo la circolare n. 9382 del 15/12/2016? Perché in seguito all’istituzione del Tavolo Parona da noi chiesto dopo l’esposto che presentammo al Ministero dell’Ambiente nel gennaio 2012 e che tramite l’assessore all’Ambiente Alberto Lasagna, fu reso operativo dall’amministrazione provinciale, allora presieduta da Daniele Bosone, nel documento redatto da Arpa sulle fonti inquinanti in Lomellina si dice che l’inquinamento è dovuto alle biomasse bruciate, perfino in estate, dai cittadini nei loro camini e stufe e non fa nessun cenno agli inquinanti emessi dall’incenerimento delle 180.000 tonnellate annue della Biolevano? E infine cittadini lomellini, in particolare quelli che abitano vicino alla centrale, hanno subito un danno notevole e non solo economico e oggi si chiedono se al danno rischia di aggiungersi anche la beffa. Infatti chi pagherà in caso di dismissione dell’impianto il ripristino dell’area, considerato che fu autorizzato senza neanche chiedere la fideiussione?

Questa ennesima squallida vicenda di arricchimento personale illecito a danno della comunità dovrà finalmente portare alla luce le responsabilità degli amministratori pubblici che consentirono il concretizzarsi di una situazione potenzialmente criminogena».

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400

Incidente stradale a Cassolnovo: le immagini dei soccorsi

Incidente stradale a Cassolnovo: le immagini dei soccorsi

Il video

Il CAV Pavia lancia un importante appello

Il CAV Pavia lancia un importante appello

Pavia

Sabato sera, la situazione in centro storico a Vigevano

Sabato sera, la situazione in centro storico a Vigevano

Zona gialla

Il regista Giuseppe Di Giorgio annuncia due progetti imminenti

Il regista Giuseppe Di Giorgio annuncia due progetti imminenti

Pavia

Covid, neo laureata subito in campo

Covid, neo laureata subito in campo

Pavia

Il grido di dolore del settore alberghiero

Giovanni Merlino, presidente di Federalberghi Pavia

Il grido di dolore del settore alberghiero

Pavia

La corretta alimentazione durante il periodo del Covid

La corretta alimentazione durante il periodo del Covid

e-book

Donazione della Protezione Civile di Sartirana all'AGAL

Donazione della Protezione Civile di Sartirana all'AGAL

il video

La campanella torna a suonare: bimbi nuovamente a scuola

La campanella torna a suonare: bimbi nuovamente a scuola

Pavia