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Vigevano, l’omicidio

Ucciso con un martello da muratore e gettato nel fiume: in carcere i 2 sospettati

In attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del Gip.

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

11 Febbraio 2021 - 21:07

Le ricerche della salma di Filippo Incarbone sono iniziate questa mattina (giovedì) in zona “Ramo delle Streghe”, alla Buccella, e sono proseguite fino al tardo pomeriggio, con esito negativo. Riprenderanno nella giornata di domani.

Brutalmente ucciso con un martello da muratore, con il quale sarebbe stato colpito più e più volte. Il cadavere poi gettato nel Ticino. Per l’omicidio di Filippo Incarbone – autotrasportatore 49enne di origini leccesi, da anni residente a Vigevano, scomparso da oltre un mese (l’ultimo contatto risale al 3 gennaio, il fratello ha denunciato la scomparsa il 29 gennaio) – sono finiti in carcere a Pavia, in attesa dell’interrogatorio di garanzia del Gip, Michael Mangano, 31 anni, e Gianluca Iacullo, 43 anni, entrambi residenti a Vigevano. Mangano è stato denunciato per omicidio volontario, distruzione di cadavere, estorsione, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti; il suo complice Iacullo per i reati di omicidio volontario e distruzione di cadavere.

L’omicidio sarebbe avvenuto nell’abitazione di Mangano, tra il 4 e il 6 gennaio, dove si erano ritrovati i due sospettati e la vittima, che li conosceva. Pare che Incarbone avesse problemi di soldi, probabilmente legati al consumo di droga che non riusciva a pagare perché negli ultimi tempi era rimasto senza lavoro; il 49enne spesso veniva costretto a fare le pulizie e a lavorare come autista, succube di Mangano. Volarono insulti, poi venne chiesto a Incarbone di ripagare il suo debito. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mangano lo avrebbe colpito con un martello in varie parti del corpo, fino a ucciderlo. Con l’aiuto di Iacullo, si sarebbe poi disfato del cadavere, trasportandolo fino in zona Ramo delle Streghe per gettarlo nel fiume.

Un testimone oculare avrebbe visto i due uomini trasportare la salma di notte dalla casa di Mangano, utilizzando un veicolo poi risultato intestato a Iacullo. Quest’ultimo, portato in caserma, ha poi ammesso le proprie responsabilità; è stato quindi sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. Nella tarda serata di ieri (mercoledì) i carabinieri del maggiore Paolo Banzatti hanno rintracciato Mangano mentre viaggiava a bordo di un’auto, alla cui guida c’era un amico; i militari, prima di sottoporlo a fermo d’indiziato di delitto, lo hanno sorpreso cedere una dose di eroina. Tra il 9 e il 10 febbraio gli investigatori della Compagnia di Vigevano avevano inoltre acquisito una serie di testimonianze, anche di imprenditori della zona, i quali hanno raccontato di essere stati taglieggiati e minacciati da Mangano.

L’abitazione di Mangano e due auto, che potrebbero essere state usate per commettere l’omicidio, sono state sequestrate; saranno analizzate nei prossimi giorni dai Ris di Parma.

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