Indagine dei carabinieri di Cremona

Operazione "Donkey": in manette un sinti quarantenne che vive a Mortara

Umberto Zanichelli

27 Aprile 2021 - 12:40

Operazione "Donkey": in manette un sinti quarantenne che vive a Mortara

Rubavano auto per "cannibalizzarle"; scoperta anche una attività di macellazione clandestina. 

C'è anche un lomellino di etnia sinti di 40 anni residente a Mortara tra i dodici arrestati nell'ambito dell'operazione “Donkey” dei carabinieri di Cremona che dall'alba di oggi hanno dato esecuzione a 12 ordini di custodia cautelare, 10 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, per i componenti di una banda che dovranno rispondere dei reati di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio in concorso.

Il provvedimento nasce da una indagini dei militari del maggiore Rocco Papaleo, per quattro anni alla guida della Compagnia di Vigevano, che hanno accertato l'attività di un gruppo di persone dedite al riciclaggio, alla ricettazione e alla appropriazione indebita di auto di grossa cilindrata rubate nelle province di Cremona, Pavia, Brescia, Piacenza, Bergamo, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Parma e Torino. I malviventi spesso agivano su commissione di carrozzieri e collezionisti del settore: individuavano l'auto richiesta e provvedevano a rubarla.

Nel tempo si sono poi rivolti anche ai collezionisti: emblematico il caso della Lancia Delta integrale Martini rubata nell'ottobre di due anni fa in un capannone di Gottolengo (Brescia) e intestata al due volte campione del mondo di rally Miki Biasion. Tra il materiale ritrovato sistemi per manomettere i codici delle centraline elettroniche e “jammer” capaci di inibire gli allarmi delle abitazioni. L'attività della banda non si sarebbe limitata all'Italia ma si sarebbe estesa anche a Slovenia, Croazia e Ghana, dove sono stati esportati illegalmente pezzi e ricambi per almeno 300 mila euro.

Accanto alla prima indagine i carabinieri ne hanno inserita una seconda: uno degli arrestati nel tempo ha denunciato smarrimento di asini e cavalli o dei documenti relativi ai loro pedegree. Questo ha portato alla scoperta che alcuni degli arrestati, da una quarantina di anni, erano dediti all'attività di macellazione clandestina per rifornire ristoranti e trattorie delle province di Brescia, Piacenza e Lodi dove il consumo di carne equina è particolarmente apprezzato e fa parte della tradizione gastronomica.

Complessivamente i carabinieri hanno accertato il furto ed il riciclaggio di 131 vetture; hanno sequestrato 111 motori per un valore di 4 milioni di euro.

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