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Orti sociali, a Gambolò si partirà in primavera

Presto on line l’avviso per presentare le domande.

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

28 Ottobre 2021 - 06:14

Orti sociali, a Gambolò si partirà in primavera

Immagine di repertorio

Offrire la possibilità di coltivare in proprio frutta e verdura, recuperando dei terreni di proprietà del Comune che sono attualmente incolti. L’amministrazione comunale sta lavorando al progetto degli orti sociali. «Il regolamento è già pronto da mesi – riferisce il sindaco Antonio Costantinoma purtroppo il Covid ha stoppato il progetto. Con la sistemazione di piazza colonnello Bellazzi abbiamo offerto uno spazio di aggregazione ai giovani. Ora vogliamo fare qualcosa anche per gli anziani».

L’obiettivo dell’amministrazione è avviare il progetto il prima possibile, per essere pronti in primavera. «Abbiamo individuato i terreni – precisa la vicesindaco Anna PrecerutiCi sono due lotti di grandi dimensioni verso Stradella, e un altro verso la frazione di Remondò. Valuteremo quali utilizzare, anche in base alle richieste. Verranno poi suddivisi in appezzamenti da assegnare ai cittadini interessati. Presto pubblicheremo un avviso sul sito del Comune e i cittadini potranno presentare domanda per farsi assegnare un lotto. In questo modo vogliamo dare la possibilità agli appassionati, che non sono proprietari di un terreno, di avere uno spazio in cui poter coltivare gli ortaggi. È inoltre un modo per dare una destinazione a terreni che oggi sono inutilizzati».

A livello operativo, gli interventi in programma sono essenzialmente due: occorrerà posizionare le recinzioni e poi installare le cisterne da utilizzare per l’irrigazione degli orti, cercando di sfruttare la raccolta dell’acqua piovana. Ma il progetto, oltre ad avere una valenza sociale, avrà anche una funzione etica e didattica. «Gli alunni delle scuole – riferisce la vicesindaco Preceruti – avranno la possibilità di partecipare attivamente, seguendo nel corso dei mesi le diverse fasi di una coltivazione: dalla semina, fino alla crescita della pianta per arrivare alla raccolta dei frutti. È previsto infatti il coinvolgimento del nostro istituto comprensivo, ma anche di molte realtà del terzo settore che operano nella nostra città. Nei periodi di maggiore raccolta, infatti, spesso la produzione di un orto eccede il normale consumo di una famiglia e ci piacerebbe che la verdura in surplus venisse assegnata per fini sociali. Le associazioni, e anche la nostra parrocchia, potrebbero ritirare la frutta e la verdura avanzata e redistribuirla attraverso le borse alimentari a favore delle famiglie in difficoltà economica».

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