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Lunedì i funerali di Bianca Garavelli

L'ultimo saluto alla scrittrice sarà dato il 3 gennaio nel Duomo di Vigevano

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

30 Dicembre 2021 - 11:09

Lunedì i funerali di Bianca  Garavelli

Bianca Garavelli

Lunedì 3 gennaio alle 11 nel Duomo di Vigevano. Sarà questa l'occasione per dare l'estremo saluto a Bianca Garavelli. La nostra cattedrale si preannuncerà stracolma: in tantissimi, non solo in città, volevano bene alla scrittrice scomparsa il 29 dicembre all'età di 63 anni. Il rosario, sempre in Duomo, sarà domenica 2 gennaio alle 17. La camera ardente verrà allestita nell'ospedale civile di Vigevano da venerdì 31 dicembre: per motivi Covid non è stato possibile collocare la salma in biblioteca, come lei avrebbe voluto.

Era Dante l'amore della sua vita: talmente tanto che, fino all’ultimo momento disponibile, presentava l’ultimo libro, due settimane fa a Novara. S’intitola “Dante. Così lontano, così vicino”. Stava male da tempo, sembrava che ci fosse una lieve ripresa, invece era la fine. Bianca ci lascia proprio nell’anno dantesco, quello dei 700 anni dalla scomparsa del Sommo poeta. Rimane il ricordo struggente nella memoria dei tanti che l’avevano apprezzata sia come insegnante, sia come divulgatrice di tutti i segreti del poema più bello della letteratura italiana. L’ultima intervista per L’Informatore è stata a settembre. A Bianca Garavelli erano stati chiesti approfondimenti proprio sull’ultima fatica a tema “Divina Commedia”. «Sto male, mi sto curando, cerco di prenderla bene. Spero di uscirne». Così diceva. La speranza era reale.Il resto, purtroppo, no. Prima ancora, a giugno, ecco il consueto esito del concorso “La provincia in giallo”, a lei carissimo, dove da anni vengono premiati i migliori romanzi a tema ambientati nella ruralità italiana.

 

 

Martedì sera Bianca Garavelli era andata al pronto soccorso di Vigevano per una visita. Le condizioni sono repentinamente peggiorate. Bianca Garavelli era stata presidente del Rotary club Cairoli. Ora il presidente è Giuseppe Gualtieri. «Il club – dicono dal Cairoli – perde una socia che nella sua vita e nella sua intensa attività professionale ha rappresentato al massimo grado i valori rotariani: competenza, amicizia, disponibilità al servizio. La notizia della sua fine, così repentina e inattesa – nonostante la consapevolezza della gravità della sua malattia – ci ha lasciati sgomenti. Solo meno di due settimane fa ci ha allietato con la sua presenza alla consueta serata prenatalizia, felice di ritrovarsi con gli amici di sempre e di firmare per un illustre ospite la sua ultima fatica letteraria. Ci mancherà tantissimo, Bianca. Ci mancheranno il suo sorriso, la sua garbata pacatezza, dietro cui nascondeva il fuoco di una intensa vivacità culturale, il piacere di conversare di qualunque argomento, sicuri di incontrare una interlocutrice acuta e profonda. Grazie Bianca per tutto quello che hai donato al club, mettendo a disposizione tutta te stessa».

La piangono anche l’amministrazione comunale (il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa ha pubblicato una nota sui social: «È stata un pilastro delle attività associazionistiche nella nostra città, mettendosi sempre appassionatamente a disposizione per la divulgazione del sapere e della cultura»), la professoressa del liceo Cairoli Patrizia Bellati, l’amica di sempre («sarà in eterno nel mio cuore») e l’organista Mauro Banzola.

«Conobbi Bianca - ha scritto - 17 anni fa, nel 2004. Si presentò alla fine di un mio concerto. Ricordo che nella mia mente mi domandai: "ma chi è questa bella donna che assomiglia a Brigitte Bardot?". Mi disse che le era piaciuto molto il mio modo di suonare e mi propose di collaborare con lei per un progetto su Dante da realizzare a Vigevano. Nacque così un sodalizio tra me e Bianca, che ci portò negli anni a fare tante cose assieme, dal Trittico dantesco (per ben nove edizioni), all'impegno politico, con tanti progetti culturali per la città, forse un po' ambiziosi e folli, che però ora, purtroppo, non vedranno più la luce. Al contempo, con Bianca, nacque una bella e lunga amicizia. Lei è sempre stata un'amica discreta, una persona delicata e gentile, intima. Si apriva con pochi. Ma con quei pochi, si lasciava andare, porgendo il proprio cuore. Oggi mi ritengo fortunato ad essere stato tra quei pochi e ad averla accompagnata in questi mesi di dolore e sofferenza, malessere di cui lei non raccontava ai più. L'ho fatto sempre con il sorriso e la positività. Come del resto era lei: una persona positiva. Proprio nei giorni scorsi ci eravamo sentiti e c'eravamo detti che a gennaio tutto sarebbe andato meglio. Ci eravamo dati appuntamento a casa mia dopo la metà del mese, per inaugurare il mio organo inglese da appartamento con una bella cena e parlare di stelle e cose esoteriche. A Bianca piaceva molto il mondo dell'esoterismo e dell'astrologia. Una piccola passione segreta, che affiancava al suo profondo amore per Dante, tanto da inserirla in uno dei suoi romanzi: "Le terzine perdute di Dante". Le piaceva guardare il cielo. Mi ha insegnato a gioire delle nuvole, di un bel tramonto, delle bellissime stellate invernali, proprio mentre tutti gli altri guardavano per terra. L'ultima volta che ci siamo visti a cena, è stato proprio in una bella serata della scorsa estate. Già sapeva del suo male, ma nonostante tutto sorrideva: "Hai visto quante stelle ci sono stasera? Un cielo bellissimo! Vedrai che andrà tutto bene. Come scrisse Dante, usciremo anche noi a riveder le stelle". Ecco, questa è la Bianca che ricordo io. L'enorme (e forte per taluni, specie a Vigevano, troppo ingombrante) pilastro della Cultura, ma al contempo l'amica delle tante reciproche confidenze e delle belle serate a parlar di cose eteree. Bianca se n'è andata così come lei era, discretamente e in punta di piedi. Come tutti i grandi della Cultura. L'unico mio rammarico è di non averle detto ciao. Ci eravamo salutati questo martedì ripromettendoci di sentirci il 31 per gli auguri. "Quest'anno orribile finirà, vedrai". Purtroppo è finito con la notizia più triste. Ciao Bianca, te lo dico adesso. Ti aspetterò sempre a casa mia per la nostra cena. Salutami Dante, che sono sicuro ti avrà accolto con un grande abbraccio e una riverenza».

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