Nei prossimi anni gli effetti degli umani sul pianeta Terra saranno sempre più di impatto

Sovrappopolazione: un problema da tenere d'occhio

Serviranno in futuro soluzioni drastiche

Paolo Vella

13 Ottobre 2021 - 15:57

Sovrappopolazione: un problema da tenere d'occhio

Il pianeta Terra considerato come risorse naturali è un sistema finito. Ciò vuol dire che le sue risorse non sono infinite, bensì finite ovvero identificabili in una precisa quantità. Ad esempio l’acqua potabile della Terra così come la superficie di terreno coltivabile o il volume di aria respirabile sono quantificabili in grandezze precise. Le risorse della Terra non sono moltiplicabili o espandibili. Sono certamente ottimizzabili, ma solo entro certi limiti e non lo sono certo in virtù di una crescita infinita della popolazione umana del pianeta. Non avendo altri mondi sui quali emigrare, ci troviamo oggi, come nei secoli che verranno, a fare i conti con la quantità limitata di risorse che madre Terra ci ha messo a disposizione sin dall’alba dei tempi. Dato che le risorse naturali sono limitate in quantità, la prima domanda che ci si chiede è: quante persone è in grado di nutrire la Terra senza che le sue risorse vadano esaurite e che, a causa del loro continuo utilizzo, esse si esauriranno ed il pianeta non sarà più in grado di sostentare la popolazione umana? Dato che parliamo di un sistema finito è anche possibile calcolare la quantità esatta di gente che il nostro pianeta è effettivamente in grado di sostenere senza che le risorse diminuiscano e che queste possano rigenerarsi in maniera naturale.
Sostanzialmente la produzione alimentare umana può essere ricondotta a due macro gruppi: produzione di proteine vegetali e produzione di proteine animali. Il primo gruppo – quello vegetale – si basa sulle colture e sulla quantità di cibo che un terreno arabile o coltivabile è in grado di fornire. Una precisa quantità di cibo può sostenere una definita quantità di persone. Questi calcoli indicano che un chilometro quadrato (106 m2, vale a dire un milione di metri quadrati) di terreno coltivabile è in grado di sostentare dodici persone e rigenerarsi senza che i minerali presenti nel terreno vengano a mancare a causa di uno sfruttamento incessante. Questo dato tiene conto anche del calo naturale temporaneo di produttività dovuto a vari fattori come periodi di siccità, inondazioni, e via dicendo. Il secondo gruppo è quello della produzione di proteine di origine animale e si fonda sui terreni pascolabili. Per terreno pascolabile si intende un terreno adatto all’allevamento di animali da carne o da derivati animali (latticini, uova, ecc.). In tal caso un terreno di tale specie è anch’esso in grado di nutrire – tramite allevamenti animali – circa dodici persone per ogni chilometro quadrato, sempre tenuto conto dei possibili cali temporanei di produttività. Il termine “Sovrappopolazione” significa “popolazione in eccesso rispetto alle possibilità di vita di un luogo”, ovvero popolazione che oltrepassa le capacità di sostentamento di una data porzione di terreno. Quindi, per calcolare quanta popolazione sia ammissibile su ogni territorio, paese o nazione, basta moltiplicare i chilometri quadrati di terreni pascolabili e coltivabili per 12. Il risultato darà quanta popolazione questo terreno è in grado di sostenere. Questo numero è ciò che determina se un territorio, una nazione, un pianeta è o no sovrappopolato. Va tenuto conto che vi sono aree ad elevato rischio ambientale ove frane, eruzioni vulcaniche, inondazioni e altre minacce analoghe possono mettere in serio pericolo la vita delle persone che vi abitano. Questi terreni non possono entrare nel conteggio a causa dei rischi che comporta abitare in tali zone. Moltiplicando tutti i terreni arabili e coltivabili di tutte le nazioni del mondo, si giunge ad un risultato di circa 500 milioni di persone. Il pianeta Terra è dunque in grado di sostentare circa 500 milioni di persone (529 secondo le nostre indicazioni), ovvero la popolazione della Terra di circa 200 anni fa. Ad ottobre 2019 la popolazione umana della Terra ammontava ad oltre 7,7 miliardi di persone, un numero che ogni anno cresce di 100 milioni di individui. Maggiore è la popolazione, maggiore è la sua crescita in quanto la capacità riproduttiva viene proporzionalmente accresciuta. Se la Terra può nutrire 529 milioni di persone, la domanda che ci si pone è “come fanno a vivere le persone in eccesso?”. La risposta è che in effetti questi esseri umani in eccesso non vivono affatto, sopravvivono tra atroci problemi di sopravvivenza: infatti quasi 2 miliardi soffrono la fame (cifra destinata inesorabilmente ad aumentare), altri 2 miliardi sono sotto nutriti e gli altri restanti si fanno la guerra per accaparrarsi le risorse, una guerra tra poveri che tutti perderanno. Infine vi è una piccola parte della popolazione mondiale che gestisce e controlla le risorse e deve guardarsi dal resto del mondo che preme con ogni mezzo per accedere a queste risorse. Più cresce la popolazione, più questi problemi s’intensificano incrementando il rischio potenziale di gravi conflitti, di migrazioni e di guerre mondiali. Se si vuole definitivamente debellare la fame nel mondo, preservare una natura intatta, azzerare il rischio di guerre per le risorse e salvare letteralmente noi e il pianeta da una fine certa, attualmente non c’è altra soluzione che una drastica riduzione della popolazione umana mondiale per riportarla ai livelli di 200 anni fa stabilizzandola a 529 milioni di persone, un livello demografico che il nostro pianeta è in grado di nutrire.

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