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l'evento a gambolò

Se il noir diventa un vizio di coppia

Bruno Morchio e Arianna Destito Maffeo saranno ospiti sabato sera della rassegna letteraria.

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

17 Dicembre 2021 - 07:00

Se il noir diventa un vizio di coppia

A sinistra, lo scrittore Bruno Morchio. A destra: Arianna Destito Maffeo

«La letteratura non è solo svago ed evasione, ma anche conoscenza della realtà.

Entrambi scrittori di opere ascrivibili al genere noir, Bruno Morchio e Arianna Destito Maffeo nella vita sono una coppia. Psicologo e psicoterapeuta lui, una formazione in pedagogia e in fisioterapia lei, vivono entrambi a Genova, città protagonista, e non solo sfondo, di molti loro libri. Sabato sera, alle ore 21, saranno ospiti a Gambolò nell’ambito della rassegna letteraria ideata dall’assessore alla cultura Helena Bologna, dove presenteranno “Nel tempo sbagliato” (Garzanti) e “Un gelido inverno in viale Bligny” (Morellini). L’evento si svolgerà nel salone Litta del Castello; green pass e mascherina sono obbligatori, è gradita la prenotazione al numero 0381-937244.

Bruno Morchio, le sue opere sono accostate al genere del “noir mediterraneo”. Si ritrova in questa categoria e che cosa significa per lei?
La categoria del noir mediterraneo annovera molti scrittori che non condividono una precisa poetica, un programma letterario e che non presentano alcuna omogeneità stilistica. Quello che li accomuna è lo scenario mediterraneo della narrazione e un impegno a indagare la società, le sue disuguaglianze e il suo carattere criminogeno. La progressiva commistione, intrinseca alla finanziarizzazione dell’economia, tra economia legale e illegale. Insomma, una certa dose di impegno a considerare la letteratura non solo svago ed evasione, ma anche strumento di conoscenza della realtà.

La maggior parte dei suoi romanzi ha come protagonista l’investigatore privato Bacci Pagano. Ci racconta come è nato il personaggio e se c’è qualcosa di autobiografico?
Poco di autobiografico, se non avere attraversato lo stesso periodo storico e quindi vivere le stesse delusioni di una generazione sconfitta nei suoi presunti ideali. Ma il disincanto non diventa mai cinismo. Bacci Pagano (e Morchio) non si vende al miglior offerente e nella ricerca della verità arriva a rischiare la pelle, anche se talvolta della verità non sa cosa farsene. Come il personaggio sia nato non so. In gran parte dalla letteratura.


Arianna Destito Maffeo, dopo molti racconti, ha pubblicato quest’anno “Un gelido inverno in viale Bligny”, giallo ambientato a Milano. Come è stato il passaggio tra i due generi letterari?
La mia passione è scrivere racconti. Il genere che in Italia ha una grande tradizione da Boccaccio a Verga. Da Pirandello a Buzzati a Pavese a Calvino e Ortese, per citarne alcuni. Un genere che è stato rivalutato negli ultimi anni grazie al premio Nobel Alice Munro. Il ritmo d’impatto di un racconto è come un assolo di sax che ti emoziona subito senza ulteriori strumenti. Il romanzo è tutt’altra cosa. È come un’orchestra, e quindi devi fare attenzione a tutti gli strumenti e agli equilibri di tutto l’insieme e mantenere il ritmo alto e la suspense non è semplice. Ci ho lavorato molto, era diventata una sfida. E alla fine è uscito. 


Una domanda per entrambi: avete in cantiere un romanzo a quattro mani?
Mai dire mai.

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