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Preservativi affossati dalla pandemia

Crollo verticale delle vendite dei Condom. E le grandi aziende del settore decidono di produrre guanti di gomma

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

14 Gennaio 2022 - 17:04

Preservativi affossati dalla pandemia

Anche l'industria dei preservativi sta pagando il prezzo amaro della pandemia da Covid 19. Del resto a cosa servono i condom se la gente è chiusa in lockdown o ha paura dei contatti personali? Ciò non significa, ovviamente, che il sesso sia stato abolito. Ma i contesto in cui il preservativo è d'obbligo, come nel caso di rapporti con sex workers o relazioni occasionali, scoraggia i "consumatori".

E così l'amministratore del colosso malese Karex (fornisce anche il marchio Durex), Goh Miah Kia, ha spiegato in un'intervista al quotidiano giapponese Nikkei, che  ha subito nel 2020 una perdita netta: la produzione degli ultimi due anni è calata del 40%, rispetto a un dato annuo di circa 5,5 miliardi di preservativi prodotti e distribuiti in 140 Paesi. Le perdite, ha spiegato Goh, sono state contenute grazie alla vendita di altri prodotti come i lubrificanti e i cateteri; nell’intervista Goh ha anche specificato che la domanda è aumentata in altri settori, come i guanti di lattice, su cui Karex punterà prossimamente più che sui condom. «È venuta a mancare l’industria del sesso, che normalmente è un grande mercato per i condom», dice Goh. 

Anche le sex workers, fin dall'inizio della pandemia hanno sottolineato il calo di prestazioni (in quantità), anche se nel periodo di Natale, rivelano i dati diffusi da Escort Advisor, si è avuto un picco di afflusso di utenti sul sito (il 28 dicembre 2020 giorno record con oltre il 45% in più rispetto al giorno di Natale, in cui i panettoni sono stati preferiti alle escort). D'altronde, sin dal periodo del primo lockdown, anche la sezione annunci personali (massaggi e incontri) del nostro giornale si è quasi completamente spopolata.

 Ma prima della pandemia il mercato dei preservativi era florido? Non proprio. Secondo Iri Research, infatti, il settore aveva registrato dei cali nelle vendite del 2,4% e del 3,4% nel 2017 e nel 2018, prima di rispondere con un +1,9% nel 2019. Un salto prima del vuoto, arrivato nel 2020, il primo anno segnato dall’emergenza sanitaria: -4,4%. 

Secondo la ricerca, alla base del calo ci sarebbero, oltre alla pandemia, altri fattori: maturità posticipata delle nuove generazioni, alternative di contraccezione, social media che distraggono i più giovani. E In Italia? L’industria dei preservativi non ha riscontrato grandi numeri negli ultimi due anni. Nel 2021, infatti, si è registrato un -10% rispetto agli anni prima dell’emergenza sanitaria.

Tornando ai profilattici, secondo il Ceo Karex, questa tendenza rischia di favorire  la circolazione di malattie sessualmente trasmissibili e in particolare dell’Hiv: la pandemia non dovrebbe fra trascirare la battaglia contro la circolazione dell'Aids. «Non dobbiamo dimenticare il fatto spaventoso che, anche 40 anni dopo la scoperta dei primi casi di Hiv, nel mondo ci sono ancora almeno 1,5 milioni di infezioni e circa 680 mila morti ogni anno legate all’Aids» ha detto citando i dati del Global Aids update delle Nazioni Unite.

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