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La liberazione di Auschwitz raccontata da Primo Levi, Liliana Segre, Alessandro Barbero, Francesco Guccini

Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa apriva i cancelli del campo simbolo della Shoah e della barbarie nazista

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

26 Gennaio 2022 - 18:04

La liberazione di Auschwitz raccontata da Primo levi, Liliana Segre, Alessandro Barbero, Francesco Guccini

Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell’Armata Rossa ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta il bacino minerario slesiano. Mentre altrove, in analoghe condizioni, non avevano esitato a distruggere col fuoco o con le armi i Lager insieme con i loro occupanti, nel distretto di Auschwitz agirono diversamente: ordini superiori (a quanto pare dettati personalmente da Hitler) imponevano di «recuperare», a qualunque costo, ogni uomo abile al lavoro. Perciò tutti i prigionieri sani furono evacuati, in condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono abbandonati a loro stessi.

Inizia così con queste righe, La Tregua di Primo Levi, uno dei libri che racconta con precisione e lucidità la tragica vicenda dei campi di concentramento nazisti. Dopo il racconto della vita non-vita nel campo tracciata in Se questo è un uomo, La Tregua è il libro del ritorno: la liberazione di Auschwitz da parte dei soldati sovietici il 27 gennaio '45 e il lungo viaggio di Levi verso l'Italia. 

Primo Levi, morto suicida a Torino nel 1987. Nel gennaio 1944 venne deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato al lager, tornò in Italia, dove si dedicò con impegno al compito di raccontare le atrocità viste e subite.

Primo Levi è lì, testimone in prima persona quando arrivano gli uomini dell'Armata Rossa. 

La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo. Quando giunsero ai reticolati, sostarono a guardare, scambiandosi parole brevi e timide, e volgendo sguardi legati da uno strano imbarazzo sui cadaveri scomposti, sulle baracche sconquassate, e su noi pochi vivi. A noi parevano mirabilmente corporei e reali, sospesi (la strada era piú alta del campo) sui loro enormi cavalli, fra il grigio della neve e il grigio del cielo, immobili sotto le folate di vento umido minaccioso di disgelo.

LA RICOSTRUZIONE DI ALESSANDRO BARBERO

Cliccando QUI o sulla foto si può accedere alla puntata di Passato e "presente" (Rai Storia, condotto da Paolo Mieli) dedicata alla liberazione di Auschwitz, con la partecipazione dello storico Alessandro Barbero

Ancora Primo Levi, a conclusione del capitolo

Piovigginava, e il cielo era basso e fosco. Mentre il lento passo dei cavalli di Yankel mi trascinava verso la lontanissima libertà, sfilarono per l’ultima volta sotto i miei occhi le baracche dove avevo sofferto e mi ero maturato, la piazza dell’appello su cui ancora si ergevano, fianco a fianco, la forca e un gigantesco albero di Natale, e la porta della schiavitù, su cui, vane ormai, ancora si leggevano le tre parole della derisione: «Arbeit Macht Frei», «Il lavoro rende liberi».

LILIANA SEGRE

Anche Liliana Segre, oggi senatrice a vita, è una sopravvissuta allo sterminio. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Qui sotto il suo discorso al Parlamento Europeo in occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2020. Introduce il suo intervento David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo scomparso pochi giorni fa. 

FRANCESCO GUCCINI

Il cantautore modenese scrisse, nel 1964, una delle canzoni più note dedicate alla Shoa: Auschwitz - Bambini nel vento. Nel 2016 Guccini, insieme a una scolaresca si recò in viaggio al campo di concentramento. Qui il documentario che racconta quell'esperienza. 

Il campo di concentramento di Auschwitz è stato un vasto complesso di campi di concentramento e di sterminio situato nelle vicinanze della cittadina polacca di Oświęcim. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1944, vi furono sterminati più di 1 milione di prigionieri, in gran parte ebrei.

La mappa: il campo di Birkenau-Auschwitz

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