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Isabel Allende racconta la storia della madre: Violeta nel secolo delle pandemie

Il nuovo romanzo della scrittrice cilena, uscito in questi giorni, racconta la storia della lunga e avventurosa esistenza di "Panchita", vissuta fin a 98 anni

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

04 Febbraio 2022 - 11:09

Isabel Allende racconta la storia della madre: Violeta nel secolo delle pandemie

È uscito questa settimana anche in Italia il nuovo romanzo di Isabel Allende, "Violeta", la storia di una donna che vive un secolo di sconvolgimenti con passione, determinazione e senso dell'umorismo. Quella donna non è altro che un ritratto letterario della madre della scrittrice cilena, Francisca Llona Barros, detta "Panchita", scomparsa tre anni fa a 98 anni.

Isabel Allende

  VIOLETA, Isabel Allende, Feltrinelli Editore - 368 pagine - 20 euro. 

«Dopo la morte di mia madre, tre anni fa, a 98 anni, mi dicevo: devi scrivere di lei, è tutto nelle lettere - ha detto Isabel Allende parlando della genesi di Violeta - Ma ero troppo vicina emotivamente per farlo. L’idea è maturata pochi mesi dopo, nell’isolamento per il coronavirus nel marzo 2020, un secolo esatto dopo la nascita di mia madre, in piena epidemia spagnola. Mi è sembrato un circolo poetico». 

Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, prima femmina dopo cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita è segnata da avvenimenti straordinari, con l'eco della Grande guerra ancora forte e il virus dell'influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita.

La copertina del libro

Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne da questa crisi solo per affrontarne un'altra quando la Grande depressione compromette l'elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed è costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima.

Lì la ragazza arriva alla maggiore età e conosce il suo primo pretendente... Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi, i tempi di povertà ma anche di ricchezza, i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed è anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con l'impegno nella lotta per i diritti delle donne.

Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo, che si apre e si chiude con una pandemia.

Isabel Allende è nata a Lima il 2 agosto 1942. Dopo aver terminato gli studi a Santiago del Cile, lavora dapprima per la FAO, quindi si dedica a un giornalismo impegnato, scrivendo anche per il cinema e la televisione. Nipote di Salvador Allende, vive in esilio dal 1973, anno del golpe organizzato dal generale Augusto Pinochet Ugarte, al 1988, anno della caduta di Pinochet. È una delle autrici latine di maggior successo, avendo dato alla letteratura sudamericana un contributo enorme; le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. 

QUI il sito della fondazione dedicata alla figlia Paula, scomparsa nel 1992 a soli 29 anni 

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