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Nelson Mandela, l'uomo che cambiò la storia dalla cella di una prigione

L'11 febbraio 1990 il futuro presidente del Sudafrica tornava libero dopo 27 anni di carcere: l'epoca vergognosa dell'apartheid stava per finire. E a scandire quei giorni lo slogan "Mandela Free" e il ritornello di una canzone dei Simple Minds

Bruno Ansani

Email:

bruno.ansani@ievve.com

10 Febbraio 2022 - 22:13

Nelson Mandela, l'uomo che cambiò la storia dalla prigione

De suoi 95 anni di esistenza, Nelson Mandela ne ha vissuti 27 dietro le sbarre di una prigione. Quando è uscito dal carcere, esattamente 32 anni fa, l'11 febbraio 1990, era già da anni un simbolo della lotta all'apartheid che in Sudafrica significava ancora segregazione per le persone che non avevano la pelle bianca. 

Premio Nobel per la Pace del 1993 Mandela - "Madiba" era il suo nome tribale - diventò il primo presidente sudafricano nero, vincendo le elezioni del 1994, sconfiggendo quell'avversario bianco, Frederik de Klerk, con il quale aveva costruito il cambio d'epoca. Mandela fu presidente sino al 1999, ma dalla sua elezione l'African National Congress - partito-movimento al quale aveva aderito nel lontanissimo 1942 - è sempre rimasto alla guida del Paese.

GLI ARRESTI, I PROCESSI, LA DETENZIONE

Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del Partito Nazionale, sostenitore della politica pro-apartheid di segregazione razziale, Mandela prese il posto di Xuma nell'esecutivo nazionale dell'African National Congress (ANC) nel marzo 1950, e quello stesso anno fu eletto presidente nazionale della Lega giovanile dello stesso partito. 

Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952, organizzata dall'ANC, ed ebbe un ruolo importante nell'assemblea popolare del 1955 che adottò la Carta della Libertà, con la quale si stabiliva il programma della causa anti-apartheid. Fu arrestato assieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956 con l'accusa di tradimento. Seguì un lungohissimo processo, durato dal 1956 al 1961, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti.  Nel 1962 viene arrestato una seconda volta per aver organizzato manifestazioni di protesta e per essere uscito dal paese senza l'autorizzazione e per questo verrà condannato a 5 anni di carcere. Durante la sua prigionia, la polizia arrestò altri importanti capi dell'ANC l'11 luglio 1963 presso la Liliesleaf Farm di Rivonia, accusandoli di alto tradimento. Mandela fu imputato anche in questo processo, e insieme ad altri fu accusato di sabotaggio e altri crimini.

Nelson Mandela in carcere, nel 1966

Tutti furono ritenuti colpevoli e condannati all'ergastolo, il 12 giugno 1964. L'imputazione includeva il coinvolgimento nell'organizzazione di azioni armate, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi a invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole).

Trascorse gran parte della sua carcerazione a Robben Island, oggi diventato persino meta turistica. Nell'aprile 1982, Mandela fu trasferito alla prigione di Pollsmoor a Tokai, Città del Capo. Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990. Le crescenti proteste dell'ANC e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio l'11 febbraio 1990, su ordine del Presidente sudafricano de Klerk, e alla fine dell'illegalità per l'ANC. Aveva 71 anni.

CAPITANO DELLA MIA ANIMA

Una poesia di William Ernest Henley, Invictus, fu il sostegno quotidiano per Nelson Mandela durante la prigionia. Poesia che ha anche ispirato un film di Clint Eastwood (2009). Nella pellicola è Morgan Freeman ad interpretare la parte di Mandela, quasi indistinguibile dall'originale.

INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

LA LIBERAZIONE

Nel giorno della sua liberazione Mandela tenne uno storico discorso dal Municipio di Città del Capo. Nonostante la dura oppressione e la lunga detenzione, rinunciò a una strategia violenta e vendicativa in favore di un processo di riconciliazione e pacificazione.

«Amici, compagni, fratelli sudafricani, vi saluto in nome della pace, della democrazia e della libertà! Sono qui davanti a voi non come profeta, ma come vostro umile servitore. È per i vostri instancabili, eroici sacrifici che oggi posso essere qui, e quindi pongo nelle vostre mani gli anni che mi restano da vivere», disse quel giorno nel suo discorso.

Nelson Mandela con la moglie Vinnie nel giorno della liberazione dal carcere

La diretta del Tg1 dell'11 febbraio '90 che documentò la liberazione di Mandela

LA PRESIDENZA, IL RUGBY

La ricostruzione della nazione era la missione, che doveva passare attraverso l'accettazione reciproca. Per questo Mandela, da presidente, insistette per la valorizzazione degli Springbocks, la squadra di rugby sudafricana. Il rugby era lo sport da sempre preferito e giocato dai bianchi (i neri amavano e praticavano il calcio). Ma la palla ovale fu una formidabile  leva politica e sociale fondamentale per sanare la nazione dalle ferite dell'apartheid. Il suggello fu l'organizzazione della Coppa del mondo del 1995, che proprio gli Springbocks vinsero in finale contro gli All Black neozelandesi. Mandela in persona, vestito con la divisa della nazionale, consegnò la coppa al capitano della squadra, Francoise Pienaar (FOTO SOTTO)

L'ADDIO ALLA POLITICA E GLI ULTIMI ANNI

Nel 1999 Mandela rinuncia a candidarsi per il suo secondo mandato presidenziale e annuncia il ritiro dalla vita pubblica. MORI' il 5 dicembre 2013 nella sua casa a Johannesburg all'età di 95 anni; a dare per primo l'annuncio è stato il Presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, in diretta televisiva. Cinque giorni dopo, a Johannesburg, si è tenuta una commemorazione pubblica alla quale hanno partecipato i maggiori leader mondiali insieme a migliaia di sudafricani. 

Per approfondire leggi anche: LUNGO CAMMINO VERSO LA LIBERTA' è l'autobiografia di Nelson Mandela

MANDELA DAY

Alla fine degli anni '80 la causa anti apartheid e il movimento per la liberazione di Mandela presero una dimensione planetaria. Dopo la caduta del muro di Berlino, c'era un altro steccato destinato a cadere. Colonna sonora di quell'epoca fu una canzone della band scozzese Simple Minds, "Mandela Day". Il brano fu scritto da Jim Kerr, Charlie Burchill e Mick MacNeil per il Concerto tributo per i 70 anni di Nelson Mandela svoltosi l'11 giugno 1988 a Wembley, nel quale la band fu la prima ad accettare l'invito, e l'unica a scrivere un brano dedicato a Madiba.

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