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Giappone: un alimento unico

Com'è il sapore del pesce più velenoso del mondo

Alla scoperta del fugu, il cibo dei temerati

Davide Maniaci

Email:

dade.x@hotmail.it

27 Marzo 2022 - 18:05

Com'è il sapore del pesce più velenoso del mondo

L’attore giapponese Bando Mitsugoro VIII era la star del genere teatrale kabuki, che rappresentava con toni drammatici e popolari gli avvenimenti di attualità. Proprio per questo nel 1973 fu proclamato “patrimonio nazionale vivente” dal governo giapponese. Ma due anni dopo in un ristorante di Kyoto fece “er grosso” con gli amici ordinando il fegato del fugu. Si chiama così, nell’arcipelago del Sol Levante, il pesce palla e questo suo organo viene buttato via perché velenosissimo. Ma Bando si riteneva immune da tutto, lo mangiò con voracità e morì sette ore dopo nella sua stanza di albergo tra convulsioni orrende.

Bando Mitsugoro VIII

C’è poco da scherzare, anche se i tempi sono cambiati. Il veleno del fugu è considerato “più potente del cianuro” e non esiste un antidoto. Fino agli anni ‘80 moriva un commensale a sera, e neanche adesso i dati sono così incoraggianti. Almeno 23 defunti tra il 1993 e il 2006, poco dopo essersi alzati dal tavolo. La maggior parte delle vittime sono pescatori che tentano avventatamente di preparare questo pesce a casa. Per questo motivo esiste un corso per tagliarlo che dura almeno quattro anni. Nel primo l’apprendista può solo guardare il maestro armeggiare il coltello. La tecnica è precisissima: se la lama sfiorasse gli organi velenosi (oltre al fegato anche l’intestino e le ovaie) contaminerebbe tutta la carne, rendendola mortale. Un singolo, minimo errore, costerebbe carissimo al cliente, e al ristorante di conseguenza.


In questo filmato, non adatto alle persone impressionabili, uno chef giapponese taglia il fugu con maestria

In Italia il fugu è fuorilegge. In Giappone l’unico a non poterlo mangiare è... l’imperatore: non avrebbe senso che mettesse a repentaglio la sua vita così.
 Molti considerano questo consumo come una roulette russa, come brivido che infonde l’idea di mangiare un ingrediente potenzialmente letale anche se ormai il pericolo è quasi inesistente. Molti, addirittura, si fanno servire il sashimi di pesce palla, cioè fette sottili da mangiare crude, con quel minimo di traccia di veleno che intorpidisce la lingua, e nient’altro. Dei temerari, come vuole la tradizione dei Samurai.


Il sashimi di fugu

Chi scrive questo articolo ha avuto la fortuna di mangiare il fugu, in un ristorante di Osaka. Un posto per turisti, non propriamente di qualità. Il costo, elevato, è anche proporzionato al pregio delle carni servite. Per 1400 yen, 11 euro, portano un piattino con una manciata di fette dallo spessore inesistente. Il sapore? Praticamente nullo, neutro. La sogliola che mangiavi da bambino. Se lo intingi nella salsa di soia, sa di salsa di soia. Rimangono solo il brivido, e la sensazione sgradevole dei camerieri che ti guardano chiedendosi come mai l’occidentale sprovveduto butti via i propri soldi così.




I ristoranti spesso per attirare la clientela espongono un enorme palloncino di fugu dall'aspetto simpatici

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