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23 aprile

Oggi si celebra la Giornata mondiale del libro

Istituita dall’Unesco nel giorno della morte di William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garciloso de la Vega

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

23 Aprile 2022 - 10:37

Oggi si celebra la Giornata mondiale del libro

Immagine di repertorio

Istituita nel 1996 per iniziativa dell’Unesco, la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promuove la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. «Il libro e la lettura – spiegano dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura  – rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarsi a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico».  

La data del 23 aprile è stata scelta perché in questo giorno del 1616 sono morti tre scrittori della “cultura universale”: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garciloso de la Vega. In Catalogna, per una tradizione che ha origini medioevali, in questa giornata gli uomini sono soliti regalare una rosa alle donne. E così i librai della Catalogna donano una rosa per ogni libro venduto il 23 aprile.

Rapporto Istat su produzione e lettura di libri in Italia

Il 41,4% della popolazione di 6 anni e più ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, dato in lieve aumento rispetto al 2019 (+3%). Il 73,6% dei lettori legge solo libri cartacei, il 9,4% solo e-book o libri on line mentre lo 0,3% ascolta solo audiolibri. Il 16,6% utilizza più di un supporto per la lettura (libro cartaceo, digitale, audiolibro)

Grafico Istat

In base alle ultime rilevazioni dell’Istat (Produzione e lettura di libri in Italia, pubblicato a febbraio 2022), in Italia il 41,4% della popolazione ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, in leggero aumento rispetto al 2019 (+3%).  «Il 73,6% dei lettori legge solo libri cartacei, il 9,4% solo e-book o libri on line mentre lo 0,3% ascolta solo audiolibri. Il 16,6% utilizza più di un supporto per la lettura (libro cartaceo, digitale, audiolibro)», si legge nel rapporto pubblicato a febbraio, in cui viene evidenziato anche come la pandemia abbia inciso sia sulle abitudini dei lettori – ad aprile del 2020, durante il lockdown,  la lettura di libri, quotidiani e riviste ha accompagnato le giornate di più di 6 persone su 10 (62,6%) – sia sulla produzione e sulla diffusione dei formati digitali. Per circa la metà (il 47%) delle opere pubblicate è stata infatti resa disponibile anche la versione e-book. «Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia il consumo di prodotti editoriali digitali - si legge nel report – Nel 2020, 5 milioni 776mila persone hanno dichiarato di aver letto e-book e/o libri online (il 10,1% della popolazione di 6 anni e più, pari al 24,5% dei lettori); tale quota è in aumento significativo rispetto all’8,7% rilevato nel 2019. Se si aggiungono anche gli utenti regolari di Internet che dichiarano di avere scaricato dalla Rete tali prodotti digitali il numero sale a circa 7 milioni 951mila, ossia il 13,9% della popolazione di 6 anni e più (11,9% nel 2019). È pari, quindi, a circa 2 milioni 175mila la quota di quanti, pur non avendo letto ebook/libri on line nell’ultimo anno, dichiarano di averli scaricati dalla Rete, molto probabilmente per altri familiari o amici o per leggerli in seguito. Sono invece 21 milioni 221mila i lettori di libri cartacei (il 37,2% della popolazione di 6 anni e più, pari all’89,9% dei lettori), e circa un milione gli utilizzatori di audiolibri (l’1,8% della popolazione di 6 anni e più e il 4,2% dei lettori). L’utilizzo di tali dispositivi per la lettura, seppur ancora residuale, è più che raddoppiato negli ultimi 3 anni (riguardava lo 0,8% della popolazione nel 2018)».

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