VIGEVANO

Provincia: Ceffa "affondato” dalla Lega vigevanese

Candidatura ritirata, per piazza Italia ci sarà il sindaco di Varzi, Giovanni Palli

Mario Pacali

18 Novembre 2021 - 17:36

Provincia: Ceffa "affondato” dalla Lega vigevanese

Andrea Ceffa, a sinistra, e Andrea Sala nella foto di prima pagina dell'Informatore in edicola da oggi

AFFONDATO DALLA LEGA VIGEVANESE Così ha titolato in prima pagina l’Informatore Vigevanese, in edicola da oggi, rispetto alla questione delle prossime elezioni provinciali. Andrea Ceffa, sindaco di Vigevano è stato affondato dalla sua stessa sezione che ha nell’ex sindaco Andrea Sala, ed oggi assessore della giunta Ceffa, il commissario cittadino. Spesso abbiamo accusato Pavia e le colline oltrepadane di relegare la nostra città e la Lomellina al ruolo di Cenerentola del pavese, occupando ogni posto di potere. Questa volta siamo stati noi a perdere la grande opportunità.

SPERANZA SVANITA Oggi c’era una concreta, molto concreta possibilità di avere - così come prevede la legge Del Rio che ha modificato gli enti provinciali e prevede che il presidente sia un sindaco di un Comune del territorio provinciale - il primo cittadino ducale sulla poltrona più importante di piazza Italia. Vigevano ha invece perso la Provincia. E la colpa è solo di Vigevano

LE FONTI AUTOREVOLI La conferma l’abbiamo avuta da autorevoli fonti interne della Lega, poi ci sono i nomi pesanti del Carroccio pavese (il senatore Gian Marco Centinaio, vice ministro, e l’europarlamentare Angelo Ciocca) che avevano puntato su Ceffa come presidente, un nome che aveva il potere di placare le diverse anime dei lumbard

Giovanni Palli, sindaco di Varzi e presidente della Comunità Montana

COSA E' SUCCESSO Invece nel corso del direttivo provinciale svoltosi domenica scorsa a Pavia, la candidatura di Ceffa è stata sfilata. Meglio averlo come sindaco a tempo pieno a Vigevano che non “dividerlo” con Pavia. Una mossa che ha spiazzato anche lo stesso sindaco ducale che ancora lunedì mattina, quando ormai i giochi erano fatti ormai dalla sera, ribadiva di non aver mai ritirato la propria candidatura. Ma qualcuno lo ha fatto, dando così il disco verde alla scalata di Giovanni Palli, sindaco di Varzi, alla presidenza.

Gian Marco Centinaio, senatore e vice ministro

CENTINAIO «Ceffa era il mio candidato, ma Vigevano ha scelto un’altra strada», ha dichiarato al nostro giornale il senatore Centinaio.

L'onorevole Angelo Ciocca, europarlamentare pavese della Lega


CIOCCA A gamba tesa, invece, l’intervento dell’europarlamentare Ciocca che colpisce anche la segreteria provinciale. «Quando si parla di scelta di un candidato presidente destinato ad amministrare un ente importante come quello provinciale non esistono “partite contro una persona o l’altra“, ma esiste la necessità di avere un territorio unito. Qui è stato sbagliato il metodo, non c’è stata condivisione: i nostri 20 sindaci devono essere protagonisti di una scelta così importante, i nostri Sindaci rappresentano il territorio; la giusta politica deve avere rispetto degli eletti, deve avere rispetto del voto».

«In considerazione anche del fatto che in segreteria provinciale siamo in presenza di un commissario e non di una segreteria provinciale eletta, ritengo ancora più importante che vi sia la massima condivisione nella scelta di un candidato presidente di un ente sovraterritoriale. Auspico - prosegue Ciocca - che uno dei sindaci della Lega convochi una riunione con tutti i sindaci in modo che il candidato sia l’espressione della scelta di coloro che sono stati eletti. Evidentemente chi non è mai stato sottoposto al giudizio del popolo non è abituato a rispettare gli eletti».
«Ceffa - conclude l’europarlamentare - doveva essere il candidato unico del partito. Cosa è successo? Chiedetelo all’aspirante politico... ».

CHI E' L’ASPIRANTE POLITICO? Un messaggio nemmeno troppo tra le righe, che punta l’indice accusatore verso un esponente ducale della Lega. Chi? Vigevano - e questo lo aveva sottolineato anche il gruppo consiliare e la sezione - rivendica un proprio rappresentante in seno alla Regione o al Parlamento. E in fase di presentazione della giunta, nel settembre dello scorso anno, proprio Ceffa aveva gettato sul tavolo il nome: l’ex sindaco, ora assessore, Andrea Sala. E Sala, in qualità di commissario della sezione cittadina, era presente al direttivo di domenica sera...

Roberto Mura, ex senatore ed attuale consigliere regionale della Lega

LE BORDATE DI MURA «Ritrovarsi e confrontarsi per prendere una decisione così importante, permette ad ognuno dei Sindaci della Lega della Provincia di Pavia di dare il proprio contributo, evitando anche quelle spiacevoli situazioni come, per esempio, quella della ventilata possibile candidatura del Sindaco di Vigevano Andrea Ceffa», dice oggi con un comunicato stampa il consigliere regionale del Carroccio Roberto Mura, ex senatore, ex segretario provinciale ed ex presidente di Asm Vigevano poi “silurato” proprio da Sala.

La candidatura di Ceffa, secondo Mura «poteva essere sicuramente gradita, autorevole e condivisa e che invece sembra sia stata vittima del “fuoco amico” per gli interessi personali di qualcuno, interessi che sembrerebbero legati ad accordi in vista delle prossime candidature per le Elezioni Regionali e Politiche del 2023, ipotesi questa che mi piacerebbe tanto fosse falsa!».

Franco Varini, responsabile provinciale degli enti locali di Forza Italia


FORZA ITALIA A GAMBA TESA. Non c’è solo Ciocca ad intervenire a gamba tesa sulla questione Ceffa, ma anche gli alleati di Forza Italia che proprio sabato, nel corso del direttivo lomellino, aveva dato l’ok al sostegno di Ceffa come presidente della Provincia. «Non raccontiamoci palle - ha detto Franco Varini, responsabile degli enti locali per gli azzurri -  Ceffa non è stato appoggiato da Vigevano. Noi lo avevamo fatto, perché si trattava di una grande opportunità per il territorio visto che dal ‘54 non c’è un lomellino al vertice della Provincia. Ceffa era l’uomo che metteva a posto le liti interne della Lega pavese. Ma i consiglieri comunali di Vigevano e la sezione vicina a Sala non l’avrebbero votato. E lui stesso aveva paura di perdere il gruppo consiliare». Non è finita. «Quando sono uscito pubblicamente ed ho proposto il suo nome mi aveva detto “devo sentire cosa ne pensa Sala”. Ceffa non ha voluto andare contro Sala, il suo commissario».

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