PAVIA

Provincia, sarà un derby al veleno

Il centrodestra conferma Palli, ma l'ala leghista che fa riferimento all'europarlamentare Ciocca raccoglie le firme per contrapporre Bargigia

Mario Pacali

25 Novembre 2021 - 15:48

Provincia, sarà un derby al veleno

Clamorosa spaccatura nella Lega pavese in vista delle provinciali

Un derby al veleno. Così ha titolato l’Informatore in edicola da oggi il servizio sulle elezioni provinciali che si svolgeranno il 18 dicembre prossimo. Elezioni di secondo livello, dove alle urne andranno sindaci e consiglieri comunali di tutti i Comuni del pavese. E, come prevede la legge Delrio che ha riformato gli enti provincia, il presidente dovrà essere un sindaco. Ed è proprio su questa partita che si gioca un derby al veleno. Non tra centro-destra e centro-sinistra (pure qui ci sono parecchi problemi e spaccature), bensì in casa Lega.

UNICA “CERTEZZA” In senso ironico ovviamente. La certezza è che il prossimo presidente della Provincia di Pavia sarà un leghista. Quale, non si sa. Perché sono due i sindaci del Carroccio in corsa per indossare la fascia azzurra ed andare ad occupare la poltrona più importante di piazza Italia.

Giovanni Palli, 40 anni, è il sindaco di Varzi nonché presidente della Comunità Montana

GIOVANNI PALLI 40 anni compiuti nel giugno scorso, dal maggio del 2019 è sindaco di Varzi nonché presidente della Comunità Montana Oltrepò Pavese. Palli è stato indicato dalla segreteria provinciale della Lega Nord nel corso del direttivo del 14 novembre scorso. Venerdì 19 è arrivata poi l’investitura ufficiale mediante un comunicato stampa firmato dai coordinatori provinciali di Lega (Jacopo Vignati), Forza Italia (Alessandro Cattaneo) e Fratelli d’Italia (Claudio Mangiarotti).

Angelo Bargigia, primo cittadino di Marzano

ANGELO BARGIGIA Partita chiusa? Per nulla. Nella corsa a piazza Italia, l’ala leghista che fa riferimento all’europarlamentare Angelo Ciocca, al consigliere regionale Roberto Mura ed al sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, ha gettato sul tavolo il nome di Angelo Bargigia, primo cittadino quasi uscente (le elezioni si svolgeranno la prossima primavera) di Marzano.

TUTTO INIZIA DAL SILURO A CEFFA Proprio il sindaco di Vigevano poteva rappresentare il nome in grado di unire le due anime della Lega. Al punto che anche il vice ministro Gian Marco Centinaio - e lo aveva ribadito la scorsa settimana con una dichiarazione all’Informatore - da sempre in contrapposizione con Ciocca, aveva espresso il suo gradimento. «Ceffa era il mio candidato, ma Vigevano ha preso un’altra strada». Ecco il punto. Vigevano ha bocciato il suo sindaco. Nel corso del direttivo provinciale di domenica 14 novembre, la sua candidatura è stata ritirata. Meglio averlo come sindaco a tempo pieno, la ragione espressa dal commissario cittadino, Andrea Sala a nome anche del gruppo consiliare e della sezione.

VOLANO GLI STRACCI Sono iniziati a volare gli stracci. Ciocca è entrato a gamba tesa contro la segreteria provinciale e contro Sala. «Cosa è successo? Chiedetelo all’aspirante politico…», lasciando intendere che la candidatura di Ceffa in Provincia avrebbe potuto bloccare la possibile scalata dell’ex sindaco di Vigevano verso la Regione nel 2023. Tesi riproposta anche dal consigliere Roberto Mura, da sempre legato a Ciocca, che ha ribadito come la scelta di Ceffa fosse «autorevole e condivisa e che invece sembra sia stata vittima del “fuoco amico” per gli interessi personali di qualcuno, interessi che sembrerebbero legati ad accordi in vista delle prossime candidature per le Elezioni Regionali e Politiche del 2023, ipotesi questa che mi piacerebbe tanto fosse falsa».

L'onorevole Angelo Ciocca, europarlamentare pavese della Lega


IL VERTICE DI MEZZANINO. Così, mentre le forze di centro-destra ufficializzavano Palli, a Mezzanino si riunivano i “dissidenti” che fanno riferimento a Ciocca. Sono presenti 12 sindaci sui 18 della Lega nel pavese. E in questa serata viene deciso di andare alla prova di forza, una spaccatura in seno al Carroccio difficilmente sanabile.

LE PRIMARIE VIA WHATSAPP A Palli verrà contrapposto un altro sindaco del Carroccio, che esce dalle “primarie”. Il tempo a disposizione è poco, così venerdì scorso viene deciso che la scelta avverrà via whatsapp nella giornata di lunedì 22. Si vota dalle 8 alle 17,30. Il “ballottaggio” è tra Bargigia e Adriano Piras, sindaco di Mezzanino. Votano in 364 e alla fine vince Bargigia.

Roberto Mura, ex senatore ed attuale consigliere regionale della Lega

NON E' UN PROGETTO DI ROTTURA Usa queste parole il consigliere regionale Roberto Mura. «Sarà una lista civica, composta da leghisti, non un progetto di rottura bensì una visione diversa all’interno del partito. Il nome di Bargigia non è stato scelto da 3-4 persona ma da 364 amministratori del territorio pavese. Chi ricopre il ruolo di candidato deve essere il frutto di una totale condivisione, non uno che riceve una spada sulla spalla e viene nominato cavaliere…».

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