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PARCO DEL TICINO

Quando la risaia è utile all'ambiente e all'agricoltura in crisi idrica

Il Parco del Ticino ha deciso di utilizzare risorse del proprio bilancio per prorogare per l'anno 2022 gli interventi di sommersione primaverile delle risaie

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

12 Maggio 2022 - 15:47

Quando la risaia è utile all'ambiente e all'agricoltura in crisi idrica

Dopo un inverno senza piogge, una montagna senza neve e una primavera che ancora non ha risolto il gravissimo deficit idrico del 2022, la pianura risicola è ancora asciutta. Le rane hanno ormai perso il momento propizio per riprodursi egli uccelli, impegnati nella difficile migrazione dall'Africa alle regioni del nord Europa, cercano disperatamente qualche specchio d'acqua  dove scendere per alimentarsi  e ritrovare le energie per ripartire.

Ecco allora che il Parco del Ticino, dopo la prima esperienza positiva dello scorso anno nel progetto REC cofinanziato da Cariplo, ha deciso di utilizzare risorse del proprio bilancio per prorogare per l'anno 2022 gli interventi di sommersione primaverile delle risaie.

Il Parco del Ticino ha deciso di utilizzare risorse proprie per finanziare gli interventi di sommersione primaverile delle risaie


 Il Responsabile del Settore Agricoltura del Parco, Michele Bove, sottolinea che  "In questi giorni, tra Abbiategrasso e Motta Visconti un centinaio di ettari di risaie sono allagati per accogliere migliaia di uccelli in migrazione: otto piccoli esempi, otto aziende agricole attente e disponibili, riceveranno un piccolo ma significativo contributo per salvare insetti d'acqua, rane e uccelli quali Cavalieri d'Italia, Pavoncelle, Piro Piro, Pantane, Aironi, Garzette e tanti altri".

Le risaie allagate accoglieranno anche gli uccelli migratori


Ma c'è dell'altro: la scarsità d'acqua sta mettendo a repentaglio l'intera produzione agricola. La sommersione primaverile delle risaie, un tempo tanto diffusa da meritarsi il nomignolo di "mare a quadretti", è una pratica agricola importante per ricaricare falde e fontanili, in sofferenza per le scarsissime piogge; l'allagamento delle risaie in questi giorni serve ad immagazzinare acqua nel suolo e disporre quindi di una riserva d'acqua a beneficio delle coltivazioni estive e dell'agroecosistema. "Un tempo si diceva mettere fieno in cascina, - aggiunge Silvia Bernini, consigliere delegato del Parco del Ticino - oggi si direbbe mettere acqua nel terreno, acqua che se non viene conservata e distribuita nei campi si perde inutilizzata nella sua corsa verso il Po e verso il mare. Usare l'acqua per risparmiarla, per combattere i cambiamenti climatici, per immagazzinare acqua per le coltivazioni estive: il Parco del Ticino propone questa soluzione da anni ormai e chiede a tutti gli Enti coinvolti e agli agricoltori di affiancarsi al Parco per tornare a sommergere le risaie in primavera".

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