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PAVIA

Una Fondazione a servizio del territorio

A Pavia le celebrazioni per i venti anni della Fondazione Comunitaria

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

15 Settembre 2022 - 16:33

Una Fondazione a servizio del territorio

Non c’erano solo autorità e un parterre delle grandi occasioni mercoledì 14 settembre al collegio Borromeo per festeggiare i 20 anni della Fondazione Comunitaria. C’erano, soprattutto, associazioni, il mondo del volontariato, la gente comune che nel tempo ha visto crescere l’ente di via Perelli e ha toccato con mano il bene che ha costruito. Cittadini provenienti da tutta la provincia, donatori, filantropi, insieme per sottolineare, ancora una volta, che questa è davvero una Fondazione della comunità, al servizio della provincia.

Tanti gli ospiti che sono intervenuti: il presidente emerito di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, collegato in streaming, il presidente in carica, Giovanni Fosti, Pietro Previtali membro della Commissione Centrale di Beneficenza.

Per la Fondazione Comunitaria il presidente Giancarlo Albini, il presidente emerito Giancarlo Vitali, il direttore generale Anna Tripepi, i consiglieri Renata Crotti, Luigi Oltrona Visconti, Carla Torselli. Durante il pomeriggio è stato anche ricordato il compianto segretario generale Piergiorgio Villani, scomparso nell’aprile scorso.

Ai presenti è stato regalato il libro 20 anni di comunità insieme. Storie, testimonianze, progetti: scritto dal responsabile della comunicazione Matteo Colombo, racconta 30 progetti significativi co-finanziati dalla Comunitaria grazie ai fondi territoriali di Fondazione Cariplo.

«Le Fondazioni comunitarie, sempre in stretto rapporto con Fondazione Cariplo, svolgono un ruolo strategico, sono gli occhi e le orecchie del territorio. E quella della provincia di Pavia ha dimostrato in questi anni di avere una grande attenzione per i bisogni locali» – ha detto Previtali.

«La vicinanza al territorio è fondamentale – ha aggiunto Guzzetti – e le Fondazioni di comunità stanno accanto alla gente che si fida di loro. Sanno reagire in modo immediato e con grande efficacia davanti alle sfide che il tempo di oggi presenta, basti pensare a ciò che è stato messo in campo durante l’emergenza Covid e dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Va difesa, però, l’autonomia delle Fondazioni dalla politica».

Gli ha fatto ecco Vitali, che è stato premiato per il suo lungo impegno: «I primi 20 anni della Fondazione Comunitaria di Pavia sono stati un tempo che abbiamo vissuto come un’occasione per costruire insieme il bene, per moltiplicare le opportunità di riscatto sociale dei più poveri e dei più soli, per sostenere la ricerca scientifica, per custodire il meraviglioso patrimonio artistico di questa terra, per aprire al largo pubblico tante occasioni culturali. Sono stati 20 anni che hanno anche attraversato la mia vita e che mi hanno coinvolto di persona da quando il Consiglio di Amministrazione ha voluto eleggermi presidente nel 2002, dopo la firma dell’atto formale che sanciva la nascita dell’ente il 27 dicembre 2001. Ho ricoperto quel ruolo per 19 anni poi il testimone è passato nelle mani del mio successore Giancarlo Albini. Dall’idea originaria di Giuseppe Guzzetti, allora presidente di Fondazione Cariplo, che ebbe l’intuizione di “riprodurre” nel territorio di ogni singola provincia della Lombardia, compresa la provincia di Pavia, il modello della Fondazione milanese, a oggi abbiamo percorso tanta strada. Sempre mettendo al primo posto due obiettivi: beneficiare la comunità e diffondere il sentimento della filantropia stringendo nuove relazioni».

Il presidente di Cariplo Giovanni Fosti ha invitato la Fondazione Comunitaria a continuare il suo impegno capillare per realizzare progetti che portino un beneficio reale a chi non ha mezzi, strumenti o voce per evadere dalle sacche di povertà e di solitudine.

Sono seguite le testimonianze di Crotti, Torselli e Tripepi su quanto in 20 anni è stato fatto nei settori della cultura, del sociale, con le scuole e l’intervento di Oltrona Visconti sulla possibilità di aprire Fondi come il Fondo “Pellegrini” legato alla ricerca scientifica.

Infine le conclusioni di Albini: «Il nostro desiderio non è elargire contributi ma generare relazioni che creino coesione sociale, fondamentale per consentire alla comunità di far fronte ai cambiamenti. Dietro a ogni progetto ci sono sempre le persone. Oggi la battaglia da vincere è incentivare la logica della filantropia per arginare il forte aumento delle povertà».

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