ciclismo - giro d'Italia

Vigevano ha salutato la tappa "dimezzata"

Per la protesta dei corridori il via non è stato dato da Morbegno, bensì da Abbiategrasso

Angelo Sciarrino

23 Ottobre 2020 - 17:32

Vigevano ha salutato la tappa "dimezzata"

Il passaggio in corso Di Vittorio dei tre fuggitivi. Al comando il ceco Cerny, poi vincitore di tappa

Dopo il colpo di scena sportivo della tappa di ieri, con l'olandese Kelderman che ha strappato la maglia rosa al portoghese Almeyda, eccone un altro del tutto imprevisto al Giro d’Italia. Oggi si correva la 19esima tappa, la Morbegno-Asti. Doveva essere la più lunga del Giro con i suoi 258 km e il passaggio previsto da Vigevano poco prima delle 14. Invece la tappa è stata pressochè dimezzata per la protesta dei corridori che, dopo tre giorni di montagna, le difficoltà dei trasferimenti e il cattivo tempo di oggi, si sono rifiutati di affrontare la distanza prevista. L'organizzazione è stata così costretta a risolvere in tutta fretta l’improvviso cambio di programma, individuando come nuova sede di partenza Abbiategrasso. Tutte le squadre si sono così trasferite in pullman per il nuovo via che è stato dato attorno alle 14.30 in corrispondenza dello stabilimento Mivar, all'interno del quale tutti i mezzi hanno potuto trovare posto. Ciò ha permesso di preservare il primo traguardo volante, importante per l'assegnazione della maglia ciclamino, fissato proprio a Vigevano. I corridori sono quindi transitati nella nostra città con circa un'ora di ritardo rispetto all'orario previsto affrontando la circonvallazione interna per poi immettersi di nuovo sulla 494 in direzione Mortara. Per la cronaca, il traguardo volante è stato vinto dall’elvetico Simon Pillaud davandi al ceco Josef Cerny e al belga Victor Campenaerts, presentatisi a Vigevano con qualche secondo di vantaggio su un gruppetto di inseguitori, seguiti a distanza da tutto il gruppo. Una fuga rivelatasi decisiva per Cerny che ha poi trionfato presentandosi solitario sul traguardo di Asti, mentre Campenaerts si è piazzato secondo con una manciata di secondi di ritardo. Ma la tappa sarà di sicuro ricordata per quanto successo in mattinata e tutto non finirà oggi. La protesta dei ciclisti, secondo molti immotivata, avrà quasi di sicuro delle ripercussioni da parte degli organizzatori del Giro d’Italia, piuttosto risentiti per aver subito una sorta di ricatto in una corsa già di per se complicata da portare a termine.

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