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Dodi Battaglia, e la musica non si ferma...

Un'estate con il botto quella di Olevano. Sabato prossimo (inizio ore 21) sul palco allestito nella piazza principale del paese, salirà Dodi Battaglia, chitarrista ex Pooh. Ecco l'intervista rilasciata dall'artista all'Informatore alla vigilia dell'esibiz

03 Luglio 2017 - 15:02

Dodi Battaglia, e la musica non si ferma...

Esattamente un anno fa ha festeggiato con i suoi “amici per sempre” i 50 anni della più celebre band italiana nel trionfale tour di addio alle scene dei Pooh che si è concluso il 30 dicembre al palazzetto dello sport di Casalecchio di Reno nella sua Bologna, tour dei record premiato da Ticket One come best seller 2016. Dodi Battaglia sarà sul palco in piazza ad Olevano, sabato 8 luglio. Ha deciso non prendersi un periodo di stand by, ma dopo le grandi platee di San Siro e Olimpico e il tour nei palazzetti delle principali città italiane ha ripreso la sua nuova avventura musicale dando spazio alla provincia con un lungo viaggio che lo porterà questa estate a toccare l’intero stivale. «Le grandi platee – di Dodi - danno grandi emozioni ma ci ho messo 50 anni ad essere popolare e amo il contatto con la gente, mi hanno spesso proposto di esibirmi un club prestigiosi con una capienza massima di 200 persone ma spesso quegli ambienti non ti danno il calore che la gente ti da nelle piazze. Non fa grande un concerto il luogo dove suoni, ma le emozioni che dai e ricevi. La mia famiglia è originaria di San Carlo, un paese in provincia di Ferrara, conosco bene le piccole realtà della pianura padana e per questo mi fa piacere suonare ad Olevano».

San Carlo è uno dei paesi devastato dal terremoto dell’Emilia del maggio 2012. Battaglia non lo ha dimenticato, organizzando un concerto per raccogliere i fondi per il ripristino della scuola materna. Ma non è stata questa l’unica iniziativa che lo ha visto protagonista nel sociale: testimonial di #staisobrio campagna di sensibilizzazione promossa dal’Aci di Bologna, ha preso parte a Estate Insieme a Ozzano dell’Emilia spettacolo promosso dall’Istituto Oncologico Ramazzini di Bologna per raccogliere fondi per la ricerca «chi come me ha avuto la fortuna di fare della propria passione il suo mestiere ed ha ottenuto successo e di conseguenza una vita agiata, ha l’obbligo morale di aiutare chi soffre. Non mi sentirei in pace con me stesso se non lo facessi».

E di successo in questi 50 anni di Pooh ne ha avuto parecchio, anche se ci tiene a sottolineare che lui ha fatto parte del gruppo «solo 48 anni». Per questo motivo l’anno prossimo festeggerà il suo mezzo secolo sul palco. «Ho ancora tanti progetti da realizzare dopo questo tour, il primo sarà il primo giugno del 2018, il giorno del mio compleanno a Bologna. Proprio in quei giorni nel 1968 Valerio Negrini (fondatore e autore della maggior parte dei testi del gruppo) mi disse che da settembre avrei fatto parte dei Pooh e allora vorrei organizzare nella mia città un “Dodi Day ”dove parteciperanno gli artisti con cui ho collaborato in questi anni. Non so ancora dove esattamente se nel palazzetto o in Piazza Maggiore ma ci sto lavorando».

Non è il solo progetto: nell’autunno 2018 sta pensando a un tour teatrale dove suonerà quei brani del gruppo meno famosi ma non per questo minori. «Qualche mese fa parlando con il mio manager ad una cena mi è venuta l’idea di organizzare un concerto dove suonare quei brani che hanno per me una valenza anche se non hanno avuto il grande successo non perché meno validi ma perché non erano il brano di punta. Tra un “perché non fai quel brano” e un “mi piacerebbe sentire quell’altro” nel giro di pochi minuti è nata una scaletta e sarà interessante non solo per i fans del gruppo ma anche per chi vorrà scoprire cosa hanno composto in mezzo secolo quei cinque ex-ragazzi». All’inizio dell’anno prossimo, infine, uscirà un lavoro di un giovane musicista dove Dodi parteciperà come chitarrista «ma per il momento è prematuro dare altri dettagli, ci stiamo lavorando e sarà una bella sorpresa, è un ragazzo molto in gamba che sta sviluppando delle sonorità particolari». Non è difficile credergli, ha sempre stupito il suo pubblico nei suoi lavori da solista dove filo conduttore è sempre la sua tecnica sopraffina ma mai a discapito dell’espressività sviluppando mondi musicali molto diversi da un lavoro all’altro.

Il settore musicale offre lavoro a migliaia di persone ma purtroppo in questi ultimi anni è afflitto dalla piaga del secondary ticketing, ovvero la vendita fuori dai canali ufficiali di biglietti a prezzi che possono arrivare a dieci volte il prezzo iniziale. «Questo è purtroppo un problema a livello mondiale, è una truffa sia per chi acquista sia per l’artista che si vede negati una parte dei diritti che gli spettano per la prestazione data. Trovo normale che una persona che abbia acquistato un biglietto per un concerto e si vede impossibilitato ad andare lo rivenda ad un’altra persona, è inaccettabile invece che ci siano organizzazioni che acquistano biglietti in massa rivendendoli a prezzi esorbitanti introitando grandi cifre ovviamente senza pagare i diritti a chi di dovere tramite Siae o Nuovoimaie (le due principali società che gestiscono i diritti d’autore e la ripartizione del giusto compenso ad artisti interpreti ed esecutori)».

Ma adesso riflettori puntati sulla tappa di Olevano. Centinaia di migliaia di persone, in questi anni, hanno cantato in uno stadio, in un palazzetto o magari sotto la doccia “Chi fermerà la musica”. Lui no. Per Dodi c'è ancora “tanta voglia di lei”...

@ Antonella Bertini - L'INFORMATORE

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