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Buticchi ricorda il padre e parla del nuovo romanzo "La luce dell'impero"

14 Ottobre 2017 - 15:23

Buticchi ricorda il padre e parla del nuovo romanzo "La luce dell'impero"

A chi non è capitato di pensare, almeno una volta: "la mia vita è un romanzo"? Lo è certamente stata quella di Albino Buticchi, padre di Marco, ospite venerdì sera alla Rassegna Letteraria di Vigevano. Una serata piacevolissima, nel corso della quale - prima di parlare del nuovo romanzo, "La luce dell'impero" - la chiacchierata con la editor e amica Laura Lepri si è soffermata su "Casa di mare", il libro con il quale l'autore di innumerevoli best seller d'avventura ha voluto fare un ricordo commosso del padre. «E' bello che la memoria familiare non scompaia, che non resti solo quanto scritto nelle cronache - ha spiegato Marco -. Quando vado nelle scuole a parlare coi ragazzi e qualcuno di loro, timidamente, mi dice "io scrivo", gli rispondo: pensa che lasci memoria».
E la storia della famiglia Buticchi è una grande epopea novecentesca, emblematica dell'Italia del boom e dei self made man. La vita di Albino Buticchi è stata tutta all’insegna delle passioni. Quella per la velocità e per le auto da corsa, che lo porta a diventare un pilota di fama al volante di alcune tra le più titolate vetture da competizione della sua epoca. Quella per il calcio, che lo fa diventare, poco più che quarantenne, presidente del Milan. E quella, dalle conseguenze tragiche, per il gioco d’azzardo: una passione divorante che lo costringe ad accumulare perdite via via sempre più ingenti, fino a tentare il suicidio. Una vita straordinaria, costellata di avventure, dalle esperienze difficili durante la seconda guerra mondiale alla legione straniera fino alla vertiginosa ascesa economica e sociale durante gli anni del boom. «Un'Italia così diversa da quella di oggi, che è tutta un "che palle!". Dobbiamo rimboccarci le maniche, tutti, come hanno fatto i nostri genitori e nonni nel dopoguerra, altrimenti questo Paese non potrà che andare a rotoli».
«I miei romanzi nascono da folgorazioni all'interno delle quali sento che c'è la forza per tenere alta la trama di un romanzo - ha poi spiegato  Buticchi passando al suo nuovo romanzo, "La luce dell'impero" -. E' successo che alla mia pagina Facebook chiedesse l'amicizia Oswald Breil, il protagonista dei miei romanzi... Il mio interlocutore non credeva che io fossi davvero Buticchi e io non sapevo chi lui fosse in realtà. Dopo alcuni scambi, in cui finalmente si convince, scopro che questa persona è uno dei massimi esperti di Massimiliano d'Amburgo, fratello di Francesco Giuseppe, nominato nel 1864 imperatore del Messico dal nemico Napoleone III. Ci scambiamo informazioni, edizioni rare, fino a quando scopro un "inciampo". Perché Massimiliano nei suoi diari di viaggio non parla mai dell'acquisto di due diamanti considerati ancor oggi i più grandi e preziosi mai estratti?  Mentre il Maximilian I (42 carati) dopo la fucilazione di Massimiliano ad opera dei repubblicani di Benito Juarèz torna alla vedova, l'imperatrice Carlotta, dell'altro diamante, il Maximilian II (33 carati), si perdono le tracce. Riappare intorno al 1901 quando, dopo essere entrato clandestinamente negli Stati Uniti, viene battuto all'asta; nel 1946 viene acquistato da un gioielliere di New York che, nel 1961, lo getta incidentalmente nella spazzatura. Non sarà più ritrovato». Sulle tracce del prezioso diamante, il nuovo romanzo di Marco Buticchi si dipana tra il XIX secolo, con Austria e Francia nemiche sui campi di battaglia, e i giorni nostri, nel Messico dei cartelli della droga. Protagonisti, come sempre, Oswald Breil e Sara Terracini.

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