Al Cagnoni

“Benedetta”: quando il teatro è vita

Sul palco la condizione femminile nei contesti di criminalità organizzata

Annalisa Vella

14 Marzo 2019 - 18:04

“Benedetta”: quando il teatro è vita

Margherita Cau e Federica Ciminiello

Venerdì 15 marzo alle 21 arriva al teatro Cagnoni “Benedetta”, spettacolo scritto e diretto da Mimmo Sorrentino ed interpretato da Margherita Cau e Federica Ciminiello. Presentato in anteprima lo scorso anno al Festival di Castrovillari, “Benedetta” è stato
replicato lo scorso anno con successo all’Università Bicocca di Milano, all’Università Einaudi di Torino, al teatro Palladium di Roma, al Teatro Scientifico di Verona e al teatro Volta di Pavia. E a maggio sarà rappresentato al teatro Elfo-Puccini di Milano.
«Benedetta - si legge nella nota di regia - nonostante i crimini subiti, sofferti e provocati, si aspetta, citando Simone Weil, che comunque le venga fatto del bene e non del male e per questo è sacra. E poiché l’attendersi comunque del bene e non del male è una condizione propria del genere umano, Benedetta ci ricorda che siamo sacri. Per questo le vogliamo un gran bene. Benedetta si sdoppia (in scena due attrici recitano contemporaneamente lo stesso personaggio) per non essere travolta dal reale, dall’incubo della sua condizione. Nello sdoppiarsi sbraita, si insulta, si detesta, si teme.  Nel voler ricomporre Benedetta, altro non vogliamo che ricomporre noi stessi».

Uno spettacolo pertanto duro, che interroga, trasforma sia chi recita (la vita delle attrici sul palco di sicuro si è trasformata da quando hanno incontrato il teatro), sia gli spettatori, perché le tematiche riguardano tutti. «Benedetta prova a ribella si, ad uscire dalla strada a senso unico che le ha assegnato il destino, ma non ci riesce. Il fallimento non è determinato da un difetto di onestà, di energia, di intelligenza, di responsabilità, ma da un deficit culturale. Per Benedetta la natura della donna è di essere madre, moglie e figlia. Altro non può essere perché altro non conosce. Per uscire dalla palude in cui è affondata necessiterebbe di risorse che non ha».
Il lavoro è realizzato nell’ambito del progetto “Educarsi alla libertà” patrocinato dal Mibact, dal Ministero di Giustizia e sostenuto dalla Fondazione Peppino Vismara e Piacenza e Vigevano.

Prenotazioni alla biglietteria del Cagnoni aperta dal martedì al sabato dalle 17 alle 20,15 (tel. 0381 82242). Per informazioni invece si può chiamare la segreteria della cooperativa Teatroincontro al numero 351.8589448.

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