prima edizione

Pavia Foto Festival: da venerdì a lunedì altre 4 mostre

Fino al 30 giugno

Annalisa Vella

29 Aprile 2019 - 17:10

Un successo quasi inaspettato. La prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione gemellata con Photofestival Milano e che vuole mettere in rete le eccellenze pavesi attraverso la fotografia d’autore, dopo sole due settimane ha ottenuto un buon consenso di pubblico, che ha apprezzato soprattutto il concept di festival “diffuso” sul territorio.
Infatti, accanto a musei e gallerie, si affiancano spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di associazioni e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.
Interamente organizzato da photoSHOWall, realizzato sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con la direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, Pavia Foto Festival propone sino al 30 giugno 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera, coinvolgendo 14 fotografi.
Dopo le mostre dei fotografi cinesi Zeng Yi e Ma Weiguo, Roberto Gigazzolo, Marco Morandotti, Sara Munari e Alessandra Fuccillo, tra venerdì 3 e lunedì 6 maggio è prevista l’inaugurazione di altre quattro mostre.
Venerdì 3 maggio alle ore 19.00 all’Almo Collegio Borromeo, tra il Palazzo Storico e lo Spazio Extra, verranno inaugurate contemporaneamente tre mostre.
Gianni Maffi presenta “Nel paese dei non lettori”: dodici immagini scattate in tempi e luoghi diversi, dove i veri protagonisti sono le persone assorte nella lettura, e che ci ritroviamo a osservare in silenzio, come se non volessimo disturbare.
SPAZIO 53 e Voghera Fotografia, in programma tra il 14 settembre e il 6 ottobre, propongono in anteprima la mostra di Enrico Bedolo “Alfabeto delle Pianure”. Le fotografie, scattate tutte tra le pianure di Bergamo e Pavia, si fanno pagine di un diario intimo su cui il fotografo traccia i propri segni che si lasciano ispirare da quella superficie carica di sorprese per chi la sa osservare.
Ultima mostra all’Almo Collegio Borromeo è “Dreary Town” di Enrico Doria, che pone l’accento sul senso di straniamento che la città incute in chi vi giunge, soprattutto quando la città è fredda, algida e impersonale.
Chiude il carosello delle inaugurazioni Marcella Milani, che lunedì 6 maggio alle ore 13.00 presenta al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Pavia “Urbex Pavia”, progetto che racconta il patrimonio architettonico del passato industriale, commerciale e sociale di Pavia, svelandone la bellezza nascosta e dimenticata, la potenzialità del futuro, il passato industriale ravvisabile nel patrimonio architettonico.
Maggiori informazioni su www.paviafotofestival.it

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