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"Certi bambini di Napoli e il gomorrismo”

Lo scrittore Diego De Silva e il giornalista Fabrizio Feo ospiti al Coleggio Santa Caterina di Pavia per il ciclo "Le mafie nella letteratura"

Annalisa Vella

12 Novembre 2019 - 12:19

"Certi bambini di Napoli e il gomorrismo”

PAVIA - Prosegue il ciclo di incontri pubblici “Le mafie nella letteratura” organizzato in occasione del corso universitario “Storia delle mafie italiane” tenuto dal professor Enzo Ciconte presso il Collegio S. Caterina e riconosciuto dall’Università di Pavia e dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, un piccolo festival tra letteratura e impegno che vede protagonisti magistrati, esperti, giornalisti e scrittori. 

Giovedì 14 novembre, alle ore 21, Diego De Silva, scrittore, sceneggiatore e giornalista, dialogherà con il giornalista Rai Fabrizio Feo sul tema “Certi bambini di Napoli e il gomorrismo”.

Diego De Silva è nato a Napoli. Ha pubblicato La donna di scorta (1999), da cui è stato tratto l’omonimo film (2004), Voglio guardare(2002), Da un’altra carne (2004). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Crimini (2000 e 2005). Scrive anche per il cinema e collabora a “Il Mattino” e al mensile “Giudizio universale”. Il suo romanzo "Certi bambini" è stato pubblicato nel 2001e ha vinto il Premio Selezione Campiello. La storia, da cui nel 2004 è stato tratto l’omonimo film di Andrea e Antonio Frazzi, pellicola pluripremiata e candidata tra i finalisti al Nastro d’Argento 2005 per la migliore sceneggiatura, è quella di Rosario, un bambino di undici anni che vive nei sobborghi di una città non identificata ma identificabile in una Napoli contemporanea, tra giovani spacciatori, capi e capetti dei clan, volontariato, piccoli e grandi reati in una periferia squallida e soffocante, dove ogni sguardo, ogni tenda alzata, ogni porta aperta è un atto di sfida, un pretesto per l’affermazione della legge del più forte, del più coraggioso, del più rispettato, anche se hai solo undici anni. «Beato chi non ha ancora letto questa storia, perché ora può farlo - hs detto di "Certi bambini" Roberto Saviano - Non usciranno piú dal corpo di chi legge - almeno a me è successo cosí - queste pagine di Napoli e bambini, di feroce amore e sangue leccato per non lasciare traccia sui vestiti».

Fabrizio Feo è un giornalista Rai, ha lavorato, dal 1977, per diversi quotidiani tra cui «l’Unità», «L’Ora di Palermo», «Paese Sera» e «il Giornale di Napoli». Ha collaborato a «Epoca» e a «L’espresso» e dal ’79 a trasmissioni e rubriche della Rai radiofoniche e televisive come Tg2 Dossier. In Rai, dal ’92, segue la cronaca giudiziaria occupandosi, come inviato, in particolare di crimine organizzato e terrorismo internazionale. Ha firmato numerose inchieste in Italia e all’estero sui rapporti tra criminalità mafiosa e politica, devastazioni ambientali e traffici illeciti, ottenendo numerosi riconoscimenti e premi e venendo chiamato a collaborare a studi sulla criminalità mafiosa presso università, istituzioni, organismi di ricerca.

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