le conferenze

Dall’Io verso la città-polis

Con UrbanaMente Cultura dal 14 gennaio al 7 aprile ad Abbiategrasso e Magenta le lectio di illustri accademici per capire e dibattere sul nostro presente e futuro

Annalisa Vella

11 Gennaio 2020 - 09:39

Dall’Io verso la città-polis

Silvano Petrosino, professore di Filosofia della Comunicazione alla Cattolica di Milano

Anno nuovo, secondo ciclo di conferenze per UrbanaMente Cultura sul tema “Io. Verso la polis”. Il progetto - continuazione del modello già sperimentato con successo dall’associazione culturale magentina che consiste in un ciclo di lezioni magistrali dedicate all’analisi di una parola e delle sue implicazioni - si rivolge ad un pubblico di persone interessate all’approfondimento di tematiche culturali che toccano tutte le discipline della conoscenza, a docenti e studenti delle scuole del territorio.

Il percorso di analisi e riflessione è guidato da accademici e specialisti di varie discipline che sviluppano il tema proposto stimolando il dibattito. E quest’anno, come accennato, il tema è quello dell’Io. «Il culto esasperato di sé figura nella lista dei problemi cruciali che determinano lo stato attuale delle cose. Alla radice c’è forse una certa fragilità del singolo, in quanto mondo in sé, che ha perduto la relazione con il mondo esterno in via di trasformazione - spiegano gli organizzatori -. Se si aggiungono il fenomeno crescente delle migrazioni, l’aumento delle diseguaglianze, la crisi del lavoro e la trasformazione dei processi produttivi, la fragilità si tramuta in una perdita di orientamento. Queste spinte, che si sommano a problemi derivati da economie sorpassate, vengono percepite come un attacco all’identità della persona e alla cultura di appartenenza. Io penso, io sono, io sento, io posso, io voglio: l’IO si è scoperto in quanto mondo a sé. Se l’IO è il motore che dà vita a pensieri e azioni, questo impianto si rivela tuttavia fragile. Basta osservare lo scollamento del tessuto sociale del nostro tempo. Parlare dell’Io è allora necessario». Perché l’IO non riesce più a specchiarsi in un NOI? Perché la comunità, i gruppi sociali, la città sembrano oggi incapaci di quella coesione che nel tempo delle ideologie univa e orientava? Siamo forse destinati ad un futuro di individualità sempre più separate e diffidenti, sempre più chiuse nel nostro IO-mondo, incapaci di empatia, di parole comuni, di un dialogo? A queste domande cercheranno di dare una risposta i relatori, accademici illustri, che dal 14 gennaio al 7 aprile si alterneranno tra Magenta, Abbiategrasso, Corbetta e Vittuone.

Si parte martedì 14 alle ore 21 al Teatro Lirico di Magenta con Silvano Petrosino, professore di Filosofia della Comunicazione alla Cattolica di Milano, che parlerà di “Desiderio e alterità”. Il 21 gennaio, sempre a Magenta ma questa volta in Aula Consiliare, stessa ora, sarà Roberto Mancini - docente di Filosofia teoretica all’Università di Macerata e Mendrisio - ad affrontare il tema “Io: un mondo nel mondo”. Marco Invernizzi, studioso del linguaggio cinematografico, è l’ospite di mercoledì 29 gennaio al CinemateatroNuovo di Magenta con “Io: un mondo nel mondo”. Il 4 febbraio Giuseppe Langella, professore di Letteratura italiana contemporanea alla Cattolica, sarà al Liceo Bramante di Magenta per parlare di “Collisione o condivisione? La città dei sogni da Vittorini a Calvino”. Al Liceo Bachelet di Abbiategrasso approderanno l’11 febbraio il regista teatrale Alberto Oliva con la lectio “Io e il suo doppio. Il lato oscuro in Fedor Dostoevskij”, il 18 febbraio Luigi Vero Tarca, docente di Filosofia teoretica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con “Delir-Io: c’è della ragione in questa follia”, e il 3 marzo Carlo Sini, docente di Filosofia all’Università di Milano, con “Memoria e futuro nell’era digitale”. Altri relatori sono: Andrea Rocchitelli (“Identità: origine e destino”, 25 febbraio); Roberto Mordacci (“Etica, soggettività
e futuro”, 17 marzo), Adriana Cavarero (“Democrazia sorgiva”, 24 marzo), Maria Grazia Mattei (“Cultura digitale,
il DNA del tempo che viviamo”, 7 aprile) e Luciano Floridi (“La quarta rivoluzione”).

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